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25 ottobre 2012

Visto: quando la politica adula gli affetti, il caso Cuba

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L’apparente cambio di rotta del governo cubano rispetto al Visto e che da qualche giorno ha inteso snellire entrata e uscita dal paese nasconde labirintiche complicazioni e intenzioni di riposizionamento nella scacchiera globale.

Roxana è una dei tanti indigeni rimasti lontani dagli affetti, la contentezza del segnale tradisce una mancanza di libertà reale nella concessione fatta.

La svolta di Cuba da qualche giorno permetterebbe movimenti maggiori da parte dei cittadini cubani, quella che viene definita la politica della tarjeta bianca come continuamente ripetuto da giornalisti e curiosi è in realtà legata al nulla osta in uscita che non implica l’ automatica concessione del visto d’ ingresso nel paese ricevente.

Delle ottemperanze che il singolo cittadino cubano deve adempiere in ingresso e in uscita non è sciolto il vincolo.

Gli oneri crescono entro un  relativismo della norma concessoria che porta in realtà a una confusione ancora maggiore.

Le autorità cubane sembrano in effetti non solo mantenere la libertà di concedere i passaporti i cui costi restano alti. La tarjeta bianca che documenta  la richiesta di andare all’ estero trova poi  il suo naturale ostacolo nella non concessione in particolare da parte dell’ Unione Europea del visto, ovvero nella generale mancanza di apertura da parte dei paesi.

Visto e permessi dal VI Congresso del Partito del 2011 Castro

Dal VI Congresso del Partito del 2011 Castro aveva in realtà annunciato un programma di riforme da implementare negli anni a venire. La cautela nei giudizi è allora legata alla necessità di frenare gli entusiasmi di coloro che sperano in agevoli ricongiungimenti e facilità di movimento. Cuba è al centro di una campagna innanzitutto geopolitica, ora che Hugo Chavez ha ottenuto la vittoria elettorale ridando respiro a Castro. E quello che accade a Cuba ha molto spesso una valenza di politica estera e va messo in rapporto con la situazione mondiale.

La campagna elettorale statunitense è oltremodo un elemento di rilievo. Cosa che potrebbe portare maliziosamente a pensare a un passo indietro che potrebbe seguire al coup de theatre. Intanto gli affetti si coccolano dell’ illusione di libertà entro quel margine della politica a cui appartiene anche la strategia di contenimento del fattore sociale.

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