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19 novembre 2012

Archeovirtual a Paestum: il museo si accorge se sei distratto

Si chiama BRAVO (Brain Virtual Operator for e-learning) e, se il visitatore è attento, permette una visita approfondita e colta del museo, se è distratto, gli lancia dei messaggi volti a catturare la sua attenzione. E’ una delle straordinarie e innovative tecnologie presentate ad Archeovirtual, la mostra di Archeologia virtuale che presenta ogni anno a Paestum le più avanzate applicazioni frutto del connubio tra l’archeologia e l’informatica. BRAVO, realizzato dall’Università di Bologna, che mette in contatto il computer con il cervello, funziona su iPad e si basa su Moodle, una piattaforma e-learning.

Ma la tecnologia avanza a grandi passi e sono tante le novità in mostra rispetto allo scorso anno. Una tra tutte l’interazione col corpo umano. Muovendo le braccia in tutte le direzioni si entra nella tomba Regolini-Galassi, penetrata così dagli olandesi dell’Università di Amsterdam. E’ Etruscanning 3D, che esplora la necropoli del Sorbo di Cerveteri. Il corredo funerario della coppia etrusca si trova nei Musei Vaticani, ma alla Borsa di Paestum è possibile visitare la tomba ricostruita e, volendo, far parlare i due defunti che raccontano i momenti salienti della propria vita, legati agli oggetti presenti nella tomba: “Sono così felice che abbiano messo qui questo calamaio” dice la donna raccontando quanto sia stato difficile imparare a scrivere.

Un’esperienza immersiva-interattiva, meta-estetica nel potere illusorio e nella magia dell’Ultima Cena di Leonardo De Vinci. Il lavoro di Franz Fischnaller permette di visitare il quadro, penetrando lo spazio nelle tre dimensioni e mettendo in relazione tra loro i personaggi. Ma a Paestum si può simulare il naufragio della “Vrouw Maria”, affondata sulla rotta per San Pietroburgo con un prezioso carico destinato all’imperatrice Caterina la Grande di Russia; oppure volare sulla città di Matera e visitare i Sassi abitati da eventi suggestivi, suoni, poesia, il calcio ad un pallone; a Paestum si possono esaminare le monete della collezione del Museo nazionale di San Matteo a Pisa o riscoprire Pompei attraverso le pitture del XIX secolo.

Alla XV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, insomma, è possibile visitare in un’ora 18 luoghi del mondo. La Mostra è realizzata in collaborazione con CNR ITABC VHlab, V-MUST.NET. Direttore scientifico è Sofia Pescarin del CNR che ha spiegato cosa sta succedendo nel mondo in questo campo: “Sono in crescita le applicazioni su telefonia mobile; è sparito il vecchio concetto della postazione multimediale nei musei; cresce il concetto di visita collettiva; prende piede lo story-telling; e anche la gamification, l’utilizzo dei contenuti per progetti ludici; la realtà virtuale è sempre on line; spariscono le tecnologie e si usa il proprio corpo per interagire”.

Comunicando la conoscenza si anticipa il futuro” ha detto il Presidente del CNR Luigi Nicolais, mentre il Direttore Generale dell’ICCROM Stefano De Caro ha considerato che: “Così si valorizzano fenomeni culturali, ad esempio quello arabo, dando profondità storica a mondi davanti ai quali per molto tempo c’è stata una barriera ideologica”.

Nel diffondere la conoscenza del patrimonio culturale – ha detto il Direttore e ideatore della Borsa e della Mostra Ugo Picarellile tecnologie giocano un ruolo fondamentale perché permettono di ricostruire la storia attraverso l’esplorazione di vite, di episodi, di incontri, di contatti che vanno al di là dei confini attuali di tempo e spazio”.

A tal proposito Francesco Antinucci del CNR ISTC ha diffuso i dati di una ricerca che evidenzia la necessità di rimodernare i musei in Italia. La media dei visitatori annuali è di 98.837, di cui il 50% visita solo sei musei (il Colosseo; gli scavi di Pompei; la Galleria degli Uffizi; l’Accademia di Firenze; Castel Sant’Angelo a Roma; il Giardino di Boboli), ne esce senza avere le idee chiare su cosa ha visto, resta massimo un minuto davanti ad un quadro.

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