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23 novembre 2012

Donne contro la violenza sulle Donne: intervista a DonnaX

743 sono le donne vittime di aggressioni fisiche o sessuali, 3milioni dopo aver troncato una relazione,  10mila dentro le mura domestiche, 100 donne all’anno vengono uccise: “Una donna su tre è vittima di violenza. Non tacere”.

E’ questo lo slogan della campagna di sensibilizzazione e della giornata conto la violenza sulle donne, che si svolgerà il 25 novembre.

Vivienne Westwood, marchio e sopratutto donna al’avanguardia per questi temi sociali, insieme all’agenzia di comunicazione Leo Burnett, ha deciso di partecipare con una vetrina ed una campagna molto forte e d’impatto: tre manichini abbigliati  con abiti semplici, uno su questi, quello centrale, seduto, quasi a trasmettere il senso di stanchezza e di fatica, con evidenti segni di ecchimosi sul volto e sul corpo. “Una donna su tre è vittima di violenza”. Questa è la vetrina proposta a Milano in corso Venezia.

Altra iniziativa arriva da Genova: “Zapatos Rojos“, Scarpe Rosse, è l’iniziativa dell’artista messicana Elina Chauvet, che dal 22 novembre espone al Palazzo Ducale, una mostra di arte pubblica collettiva, a creare un percorso formato da scarpe rosse, una marcia di “donne assenti”. Ogni visitatore può partecipare all’iniziativa portando delle scarpe rosse ed accodarle alla “processione”, chi non le avesse può dipingerle di rosso al momento, in solidarietà a tutte le donne che hanno subito violenze.

Abbiamo incontrato una donna che è riuscita  parlare, che ha smesso di stare zitta e di subire; ha trovato il coraggio di denunciare il suo aggressore, nonché suo compagno (per questioni di privacy la chiameremo DonnaX).

Donne contro la violenza: le percosse sono iniziate fin dall’inizio

DonnaX: “No… all’inizio la relazione sembrava una favola, tutto era perfetto. Questo è quello che fa perdere la testa alle ragazze, o no? Fin da piccole siamo soggette ad essere più sognatrici degli uomini, le principesse e il loro principe azzurro, i film romantici, il lieto fine… tutte noi, anche la più cinica nel  profondo del suo cuore, sogna questo. Così dopo avermi catapultato nel “mondo delle favole” ero praticamente sua schiava. Pendevo dalle sue labbra!”

Allora, com’è cominciato questo inferno?

DonnaX: “E’ stato proprio questo il mio errore, rendermi sua schiava.  Aveva capito che aveva un potere su di me, e poteva trattarmi come voleva. Così un giorno dopo una discussione, che a mio avviso rimaneva tale, lo incontrai per strada, dopo un aperitivo con le amiche di sempre. Mi invitò a salire sulla sua auto e mi portò in un posto in disparte, e volle riprendere la discussione. Io gli dissi che per me non c’erano problemi che io avevo la mia idea e lui rimaneva della sua, ma la sua testa e le sue mani non vollero capire o meglio ragionare e iniziò a picchiarmi. Ma a picchiarmi coma fanno i teenager ubriachi in una rissa fuori la discoteca, alla ceca e con l’intensione di fare male. Tornai a casa in lacrime distrutta, il giorno dopo non riuscivo neppure ad alzarmi dal letto per il dolore della tumefazione. Mi chiamò molteplici volte, alla fine con un filo di voce risposi ed in lacrime e mortificato (credevo, ci sono cascata!) si scusò dicendo che era stressato per la perdita del lavoro e che non sarebbe mai più successo e che mi amava”.

Invece?

DonnaX: “invece questa storia è durata 5 anni! Con episodi ancora più crudi e impronunciabili, non ho voglia di descrivere, mi scusi!”

Ma nessuno si è accorto di questa sua violenza? Ne ha parlato con qualcuno?

Donnax: “Si, in tanti sapevano di ciò, ma nessuno si è mai espresso, neanche con uno sguardo. Ero arrivata al punto di pensare che il problema fossi io, che era colpa mia se mi accadeva tutto ciò; pensavo che magari quella frase non dovevo pronunciarla o magari quella gonna era davvero troppo corta, e che li non dovevo andarci. Con chi avrei dovuto parlarne? Con la mia famiglia? Mi avrebbero aiutata al 100% e mi avrebbero protetta, ma io da cretina stavo proteggendo lui. I controsensi della vita! (proprio qui scappa qualche lacrima).

Mi ha salvato mio fratello, aiutato da una mia carissima amica, mi hanno curato e sorretto psicologicamente,e non li ringrazierò mai abbastanza. Mio padre era furioso, avrebbe potuto ammazzarlo con le sue mani, mia madre era distrutta, e si colpevolizzava di non essersene mai accorta“.

Si sente più tranquilla ora che l’ha denunciato?

DonnaX: Non credo tanto nella tutela delle donne che sono vittime di maltrattamenti, si sento casi di femminicidi anni e anni dopo denunce e processi, ma mi sento sicura perchè ora non ho più niente da nascondere, non ero io il problema, ora sono felice, sono sposata e mi sento realizzata ho affianco una persona che mi ama veramente e con lui sono davvero nel modo delle favole, ma non le nego che la notte a volte ho ancora degli incubi…“.

Vuole dire qualcosa alle donne e alle ragazze che sono vittime e non riescono ad uscirne?

DonnaX: “La maggior parte degli uomini che picchiano le donne si pentono per poche ore, dicendo di amarle davvero, ma poi ricommettono sempre il solito reato, perché è un reato, è come tale deve essere denunciato! Un uomo che picchia, anche solo una volta non ama la sua donna. Bisogna denunciare questi episodi. Io posso ritenermi fortunata, sono qui a fare questa intervista, altre donne, purtroppo sono morte! Io credo di essere un esempio di speranza per chi vuole uscirne!”

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