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17 novembre 2012

I Vaccini salvano la Vita: il Parere del Prof. Barnaba

Alla fine del mese di Ottobre, Il Ministero della Salute ha annunciato il ritiro di 2 milioni e 350mila dosi di vaccino antinfluenzale della compagnia olandese Crucell e di 500.000 dosi della Novartis, due delle più importanti case farmaceutiche europee. Nel corso di ordinari controlli di sicurezza, le due aziende, infatti, hanno avuto modo di constatare l’esistenza di un difetto di produzione in alcuni lotti di tali vaccini.

Così, il Ministero della Salute e l’Agenzia del Farmaco hanno deciso di ritirare l’intera produzione a scopo precauzionale, evitando di esporre la popolazione italiana, destinataria dei lotti, ad inutili e deleteri rischi.

L’inatteso ritiro dei vaccini da un lato ha rallentato la già precaria campagna vaccinale, dall’altro, ha ingigantito i timori e le titubanze degli italiani. Infatti, a distanza di qualche giorno dal comunicato del Ministero, in Italia si è riacceso il dibattito, mai sopito, sull’efficienza del sistema sanitario e sulla reale importanza dei vaccini.

A smorzare i toni della nascente querelle sono stati, in ordine cronologico,  il Ministro della Salute Balduzzi e Vincenzo Barnaba, Presidente della Società Italiana Immunologia Clinica e Allergologica ( SIICA). Per Balduzzi, il ritiro dei vaccini fa da cartina al tornasole dell’efficienza del sistema sanitario italiano: “I vaccini sono estremamente controllati – tranquillizza il Ministro-. I controlli sono ferrei e quando si rileva un problema, le aziende ritirano non solo i lotti sospetti, ma l’intera produzione. E’ una misura precauzionale che viene sempre adottata, quando si individua anche solo un minimo rischio”. Del medesimo parere è stato il Prof. Vincenzo Barnaba, docente di Medicina Interna presso l’Università di Roma “La Sapienza” e Presidente della SIICA, il quale in un comunicato stampa ha cercato di recidere le titubanze degli italiani, ribadendo  l’importanza nevralgica dei vaccini. Desiderosi di comprendere al meglio il senso della querelle, abbiamo deciso di contattare proprio il Prof. Vincenzo Barnaba.

 

Professore potrebbe renderci edotti sulle reali ragioni della querelle e sul sistema di controllo dei vaccini?    

“Va prima di tutto ribadito che l’influenza stagionale può costituire un grave problema medico, in particolare per soggetti ad alto rischio come ad esempio le persone anziane ed i malati cronici: in questi gruppi di popolazione è dimostrato in maniera inequivocabile che il vaccino anti-influenzale riduce le complicanze e la mortalità  in modo significativo. Quindi, nel nostro comunicato, avevamo espresso la nostra preoccupazione che la vicenda relativa ad alcune delle preparazioni di vaccino influenzale avesse potuto provocare un effetto negativo sulla campagna di vaccinazione e più in generale sull’uso dei vaccino nel nostro Paese. Va ricordato che ogni lotto di vaccini prodotto è sottoposto a rigorosi controlli dalle istituzioni del Ministero della Sanità, in particolare dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), che controllano e verificano l’assenza di difetti di qualità sui lotti commercializzati: garanzia di qualità!

Per quanto riguarda il caso specifico, questo selettivo e preciso screening ha permesso che i lotti di vaccino risultati non-conformi agli standard qualitativi della farmacopea non sono entrati in uso e non sono stati somministrati ad alcun paziente. Prova del buon funzionamento dei sistemi di controllo e della qualità dei prodotti commercializzati è che è stato rimosso il divieto di utilizzo del vaccino, che, ribadiamo ancora, rappresenta il trattamento di prima linea nella prevenzione dell’influenza e nel controllo della diffusione della malattia nella popolazione, aumenta le probabilità di non ammalarsi o di ammalarsi meno gravemente e senza complicanze. Sono convinto che l’opinione pubblica debba essere informata dei reali avvenimenti ed essere assicurata, senza strumentalizzazioni, che possono tradursi in un danno per i cittadini causato non da una preparazione vaccinale al di sotto degli standard qualitativi accettati, ma da una diminuzione dell’uso del vaccino antiinfluenzale e più in generale della prevenzione vaccinale.

I vaccini rappresentano uno degli strumenti più importanti di medicina preventiva, contribuendo a migliorare la salute dell’uomo. Nel mondo occidentale sono scomparsi flagelli quali la difterite, la poliomelite o il vaiolo, che colpivano in mo spesso grave decine di migliaia di persone soltanto nel nostro Paese. Malattie come il tetano o la meningite da Haemophilus influenzale tipo b, meningococco C o pneumococco (altro flagello in era pre-vaccino), sono ormai rarissime. Sono scomparse, tuttavia, anche malattie come la parotite, il morbillo e la rosolia, che provocavano gravissime sequele ogni anno in decine di bambini prima delle vaccinazioni di massa. Il vaccino anti-epatite B ha ridotto quasi totalmente nel nostro Paese i casi di infezione da Epatite B, che provocava endemie e conseguenze gravissime come cirrosi e tumore del fegato.

Voglio ricordare che non vi è alcuno studio che scientificamente dimostra che i vaccini siano dannosi, ma al contrario gli studi seri dimostrano che significativamente proteggono e salvano la vita, con i risultati che ho già ribadito sopra. I movimenti anti-vaccini (soprattutto nei paesi occidentali) basano le loro argomentazioni su opinioni scientificamente non dimostrate o su pubblicazioni fraudolente. Emblematico è stato il caso della violenta campagna contro la vaccinazione anti-morbillo, parotite e rosolia, dopo un lavoro uscito sulla prestigiosa rivista Lancet (Wakefield et al 1998), che legava l’uso di questa vaccinazione all’autismo pediatrico. Il risultato di questa campagna è stato la drastica riduzione di tale vaccinazione che ha portato ad un incremento della diffusione delle malattie correlate con decine di morti in paesi come il Canada e la Svizzera. Un paio di anni fa questo lavoro è stato ritrattato ed è stato dimostrato che quella ricerca era stata condotta in maniera disonesta e non etica!”.

 

Ad ogni modo, i controlli di sicurezza sui vaccini anti-influenzali, in un certo senso hanno avuto il pregio di evidenziare sia l’efficienza dei sistemi di sicurezza aziendali, sia la professionalità e la competenza del Ministero della Salute. Questo evento, quindi, dimostra che la logica del capitalismo aziendale non sempre prevale sulle esigenze dei consumatori. I cittadini italiani possono star tranquilli. Il ritiro a scopo precauzionale dei vaccini dimostra, in maniera evidente, che in una società liberale e democratica come la nostra, il diritto alla salute viene prima di ogni altra cosa.

 

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