La disabilità: dal film alla realtà: “un sapore di ruggine e ossa”

Redazione Controcampus 30 Novembre 2012

Il regista del pluripremiato “Il Profeta” Jacques Audiard ritenta il colpaccio con questa nuova ed interessante pellicola: “Un sapore di ruggine e ossa”.

Intervista a Cristiano

Abbiamo intervistato Cristiano S. studente e collaboratore presso il centro disabili  dell’Ateneo La Sapienza di Roma.

Cristiano quali sono le tue impressioni sul film che hai visto?

È stato un film che mi ha colpito particolarmente. Credo che il regista abbia saputo toccare le corde giuste. In un paese come il nostro in cui chi è diverso ha difficoltà ad avere gli stessi diritti degli altri, è importante sensibilizzare la gente, e i giovani, su tematiche importanti come quella trattata così sapientemente”.

Sei rimasto colpito dalla lucidità e freddezza del regista nell’affrontare un argomento così delicato?

“Sono rimasto molto colpito ma non nascondo che alcune scene mi hanno impressionato perché un po’ forti. Comunque il problema è che le persone non sono abituate a concepire l’amore e il sesso tra due persone disabili e il regista ha voluto sfidare quelli che sono spesso tabù.”

Parlaci della tua esperienza presso il Centro Disabili.

“Quando mi sono avvicinato a questa realtà ero intimorito da quello che era il lavoro. Anche perché non ho mai avuto esperienze prima di questa che mi costringevano ad un così stretto rapporto con la disabilità. In realtà ho trovato un ambiente familiare, e sono stato accolto con calore e comprensione. Sono contento perché ho stretto amicizie che spero dureranno anche a seguito della mia collaborazione. La difficoltà per me è stata non tanto quella di confrontarmi con realtà diverse, quanto più quella di farmi accettare come persona amica e disinteressata. Spesso l’idea che i ragazzi disabili si fanno dei collaboratori è quella di studenti che vogliono approfittare della collaborazione per tirare su qualche soldo. Dunque è molto difficile stabilire un rapporto che si basi su fiducia e rispetto al di fuori di quello lavorativo”.

La disabilità e l’integrazione tra studenti: punti di forza e debolezze

Quanto è difficile per un portatore di handicap integrarsi nella società di oggi?

E’ difficile integrarsi per due sostanziali motivi: innanzitutto non c’è una sensibilità di fronte alla diversità. Spesso c’è paura, imbarazzo o pregiudizio. Dall’altra parte c’è una grande sensibilità dei ragazzi disabili che avvertono questo disagio. Dunque quello che si genera è una non comunicazione. La non comunicazione porta inevitabilmente all’esclusione, la quale si riversa sui ragazzi stessi.”

Nella pellicola Stephane è un’affascinante ragazza che sfortunatamente perde l’uso delle gambe in seguito ad un incidente. Quali sono i problemi che deve affrontare un ragazzo in situazioni analoghe, o meglio, come vive il cambiamento radicale della sua vita?

Quando ci troviamo di fronte a una situazione come questa, per cui la disabilità è acquisita e non congenita, si va incontro ad una depressione. Combattere la depressione, supportati da uno psicologo, significa fare un grande passi avanti. Il secondo passo è quello del reinserimento. Fondamentale è la sensibilità dell’altro, e anche l’accettazione dello stato di cambiamento in cui ci si ritrova. Parliamo di una problematica psicologica più che fisica. La disabilità è una questione che va vista assieme a dei professionisti. Purtroppo io, come altri collaboratori, ci troviamo spesso in difficoltà perchè essendo volontari, e non professionisti del settore, ci ritroviamo a poter offrire solo un supporto amichevole. Di certo non da niente ma che va di certo affiancato”.

Abbiamo intervistato la dott.ssa Germana Lancia, responsabile delle relazioni con studenti disabili della Sapienza. Le abbiamo chiesto di parlarci del volontariato degli studenti, delle borse di collaborazione, degli studenti disabili e del loro rapporto con il mondo universitario.

In cosa consiste la borsa di collaborazione?

“Sostanzialmente consiste nel fornire supporto didattico alle persone con disabilità motoria, sensoriale o cognitiva”.

Quali sono le mansioni dei tutor?

“Supportare lo studente disabile durante le lezioni nel prendere appunti e durante lo studio, oppure aiutarlo negli spostamenti all’interno la città universitaria”.

Cosa comporta avere una disabilità nell’università La Sapienza?

“Essere disabile significa avere un ufficio dedicato, lo Sportello per le relazioni con studenti disabili, che accompagna gli studenti nel loro intero percorso universitario. Lo studente viene supportato, se richiesto, nella scelta degli studi, nel sostenere le prove di accesso, nel seguire le lezioni, durante le ore di studio, nel sostenere gli esami e nel preparare la tesi. Lo studente viene inoltre supportato nell’ambito amministrativo, anch’esso a lui dedicato”.

L’università è preparata, anche architettonicamente, all’accoglienza di disabili?

“Si, il  99% delle strutture sono accessibili. Laddove alcune aule presentino difficoltà di accesso si provvede a spostare le lezioni in aule accessibili. Inoltre ci sono i ragazzi che collaborano con il nostro ufficio che li seguono e li aiutano dove si presentano difficoltà di natura fisica o architettonica”.

Quali sono gli altri servizi che l’università offre ai disabili?

“Potrei farle un elenco, ma mi limito a dirle i più importanti. Il Regolamento per la fruizione dei servizi erogati dallo Sportello per le relazioni con gli studenti disabili prevede che gli studenti disabili possano usufruire dei seguenti servizi: sull’assistenza didattica ci sono Tutor per accompagnamento all’esame, il Piano di Supporto Personalizzato P.S.P., Ausili speciali per prove di accesso/orientamento/esami, Registrazione dei testi su nastro; Stampa dei testi in braille; e stenotipia. Inoltre per favorire la didattica ci sono corsi gratuiti per la patente europea ECDL, permesso di entrare in macchina e la richiesta di abbattimento delle barriere architettoniche”.

C’è un sostegno, anche psicologico oltre che fisico, nell’università?

“Si. Si tratta di un progetto di accompagnamento nel percorso di studi degli studenti disabili il cui scopo è quello di limitare l’ abbandono degli studi o il ritardo nella loro conclusione attraverso l’ erogazione di due servizi: GIAS di supporto specializzato con tecnologie assistive e POP’S di promozione e orientamento psicosociale. Entrambi sono molto importanti per i ragazzi”.

La disabilità e integrazione dei ragazzi cosa ne pensi?

“Anche nel contesto universitario si avvertono i limiti integrativi che permeano i rapporti sociali delle persone con disabilità, da imputarsi alla mancanza di disponibilità al confronto, dimostrata dai cosiddetti “normodotati”, con realtà ancora oggi considerate diverse2.

Abbiamo visto come una pellicola possa trattare in maniera originale e mai scontata un tema delicato come la diversità fisica. L’aderenza alla realtà ci viene confermata da Cristiano e dal lavoro che tanti volontari fanno per aiutare giovani a superare un trauma che sicuramente cambia la vita,  ma che non la chiude.

Giuseppe De Lauri

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto