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1 novembre 2012

La Sapienza i paradossi di via Salaria

Ancora divieto di festeggiamenti in onore delle sedute di laurea.

Università degli StudiLa Sapienza” di Roma, Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione, ma più precisamente, sede del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale, “spunta fuori” puntualmente, come già era avvenuto per le scorse sessioni di laurea, (leggi qui), il divieto di festeggiare le lauree nei locali e nel cortile della facoltà.

Rispetto alla questione sorge da subito una riflessione ”C’è da ridere o meno su una tale imposizione?”. L’avviso, scritto su foglio di carta formato A4, riportante il timbro istituzionale, era visibile nei corridoi della Facoltà, affinchè tutti potessero prenderne visione e rispettarlo.

Il fatto. Come è facile immaginare, ogni laureato che veniva proclamato, era accompagnato da urla e applausi e non sono neppure mancati dolci e spumante di rito! nonostante la regola che diversi studenti interpellati hanno definito ‘sbagliata e inutile’.

Gli studenti non ci stanno e ci spiegano l’inutilità di tale regola:

La facoltà prima di disporre inutili divieti, limitandoci di poter manifestare in modo spontaneo la nostra gioia per un traguardo raggiunto, dovrebbe preoccuparsi di aspetti più più importanti, disservizi e altri aspetti di prima necessità, che non vanno nella nostra università” .

‘Parliamo dei bagni per esempio, dello stato di abbandono i cui questi versano, poco igienici. Le aule poi, troppo piccole, certamente non idonee ad accogliere il reale numero di studenti frequentanti. E poi una cosa che proprio non capisco, perchè puntualmente ad ogni cambio di corso e di docente, le aule devono essere chiuse, in questo modo del resto, si creano delle file immense davanti la porta e di certo questa non è una situazione di sicurezza, per non dire poi che certamente noi studenti, la troviamo una cosa poco rispettosa.

Abbiamo fatto visita ai bagni inquisiti, ci siamo trovati in una situazione poco dignitosa per un centro di cultura. Sarebbe il caso di prendere in seria considerazione la voce degli studenti, che non chiedono di avere diritto a schiamazzi, ma perlomeno vorrebbero vedersi tutelati i loro diritti, vorrebbero vedersi dei servizi adeguati, almeno pari alle care tasse che si trovano a pagare.

 

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