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30 novembre 2012

L’Erasmus sta per sparire. L’UE: non ci sono fondi

Dopo appena 25 anni di vita il programma Erasmus è già a rischio.

Colpa della mancanza dei fondi, oppure della solita sottovalutazione degli scambi internazionali?

La politica europea, presa com’è dalla crisi, ha tagliato le risorse per progetti scolastici ed universitari, programmi culturali e scambi internazionali.La solita vecchia storia insomma. Quando c’è da recuperare si taglia alla cultura. Ma è possibile che in questo secolo così progredito non si ha la coscienza che la cultura fa bene anche all’economia?

La denuncia è partita dal presidente della Commissione Bilancio del Parlamento europeo, il francese Alain Lamassoure. «Il fondo sociale europeo non ha più un euro – aveva detto qualche giorno fa – il Programma Erasmus finirà i soldi dalla prossima settimana, i fondi Ue per Ricerca e Innovazione resteranno senza risorse a fine ottobre». Parole cadute nel vuoto, a cui fanno eco le parole pronunciate nella seduta plenaria del parlamento europeo dall’eurodeputata Eider Gardiazabal Rubial che ha denunciato il caos sui bilanci europei 2012 e 2013. Per riaffermare l’importanza di questi progetti internazionali abbiamo intervistato Celia Botella, studentessa dell’Universidad de Valencia, erasmus alla Sapienza di Roma alla facoltà di Giurisprudenza.

Cosa pensi del programma internazionale Erasmus?

Penso che sia uno dei migliori programmi creati dall’Unione Europea per facilitare la formazione accademica e professionale dello studente. Ma non soltanto questo. L’Erasmus soprattutto ti forma a livello personale, ti permette di conoscere nuove lingue e realtà.

Come mai hai scelto Roma?

Tra le varie scelte ho preferito venire in un Paese che avesse le condizione climatiche simili alle mie. Mi sarebbe piaciuto andare in Inghilterra ma il mio livello di inglese non era molto buono. Tra le vaire città ho scelto Roma perché ci sarei voluta andare fin da piccola. Roma è molto bella, è un luogo dove non c’è tempo di annoiarsi. È come un grande museo e c’è sempre qualcosa da visitare.

Quali sono stati i disagi che hai incontrato?

In un primo momento ci sono stati molti disagi: sei in un nuovo paese, non conosci nessuno. Ad esempio all’inizio non capivo il funzionamento dei mezzi pubblici e non pagavo. All’università mi sono dovuta informare da sola perché in segreteria mi inviavano da un posto all’altro. Alla fine mi hanno aiutato gli studenti. Quando ho cominciato le lezioni non capivo molto, poi mi sono abituata alla nuova lingua.

Quali sono le differenze tra il sistema universitario spagnolo e quello italiano?

In Spagna, almeno a Valencia, è possibile collegarsi a internet e scegliere l’orario delle lezioni. È possibile vedere l’orario dei professori facilmente. Qui a Roma, forse perché l’università è così grande, nulla si trova su internet. Inoltre non mi spiego perché tutte le lezioni cominciano a gennaio e solo una ad ottobre. Inoltre a Roma è possibile fare molti test intermedi, il sistema dei crediti è più alto che in Spagna. All’ufficio relazioni internazionali si fanno file enormi. La biblioteca è differente: qui è molto controllata e fanno molti problemi per prendere libri (http://www.controcampus.it/2012/11/universita-la-sapienza-la-biblioteca-non-e-per-tutti/)

Per quale motivo è utile l’erasmus?

A parte l’utilità accademica, da non sottovalutare, è utile perché ti forma come persona. Ti permette non solo di fare un viaggio lunghissimo, ma davvero di conoscere una nuova cultura, capirla in fondo, relazionarti con gente che ha vissuto cose differenti dalle tue. Io sono da poco tempo qui ma sono sicura che sarà un’esperienza indimenticabile della mia vita. Inoltre vederti da solo, senza le persone che ti aiutano e che ti vogliono bene, ti aiuta a farti forte e ti permette di affrontare i problemi.

Consiglieresti l’erasmus ad altri ragazzi? perchè?

Si lo consiglierei a tutti. Devo dire che i primi momenti sono difficili perché sei solo ma è una opportunità che non si può lasciare perdere e che deve essere vissuta mentre si è all’università. Con l’erasmus cambi maniera di pensare e ti fa essere una persona nuova.

Abbiamo intervistato lo staff centrale responsabile del progetto Erasmus della Sapienza, per capire in che modo la mancanza di fondi si ripercuoterà sul progetto di scambio e sull’utenza che fa richiesta e accede ai fondi dei progetti internazionali universitari.

Alla luce della discussione dell’europarlamento sui progetti di mobilità degli studenti, Quali sono le concrete possibilità che l’erasmus sparisca?

In realtà non siamo noi ad avere le informazioni sulla possibilità o meno dell’attuazione del progetto Erasmus. Bisognerebbe chiedere alla Commissione Europea. Noi distribuiamo i fondi che pervengono all’università creando i bandi.

Come funziona la distribuzione dei fondi europei nelle università?

I fondi europei vengono distribuiti dal MIUR (ministero dell’istruzione, ndr) alle varie università in base al numero di iscritti. L’Erasmus in particolare permette di trascorrere un periodo di studio o tirocinio presso una struttura appartenente all’Unione Europea. Le partnership sono create dalle università stesse, ad esempio con il programma Comenius per i professori, che permette a sua volta un’ esperienza diretta dell’insegnamento e apprendimento in un altro Paese europeo da parte dei professori. L’università La Sapienza ha più di cento università partner.

Quanti studenti, in stima, fanno domanda Erasmus ogni anno?

Nel 2010/2011 quasi 230.000 studenti universitari si sono recati all’estero con borse di studio dell’Unione Europea. 

Quali sono gli altri programmi universitari di scambio internazionale che l’università italiana offre agli studenti?

Le università gestiscono solo alcuni programmi europei destinati a ragazzi. Noi ci occupiamo del giovane in status di “studente”. I programmi universitari sono sostanzialmente l’Erasmus, l’Erasmus Mundus, l’Alfa che favorisce lo scambio universitario tra i Paesi dell’Unione Europea e quelli dell’America Latina; l’Asem-duo, che propone borse di studio atte a  favorire lo scambio reciproco di studenti e docenti universitari europei e asiatici. Il Programma Leonardo, gestito da ISFOL, agenzia incaricata dal Miur e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di organizzare tirocini internazionali per l’immissione nel mondo lavorativo tramite internship.

Cos’è l’Erasmus Mundus?

L’Erasmus Mundus comprende invece gli studenti delle lauree specialistiche e master.

Qual è la differenza tra Erasmus e gli altri programmi di scambio?

Rispetto ai vecchi programmi di scambio come ad esempio il Socrates, l’Erasmus permette tirocini e placement presso aziende ed imprese europee. Nel settore scientifico permette la cooperazione delle diverse università nella ricerca e progetti. Molto importante è inoltre la progressiva modernizzazione dell’istruzione superiore grazie ai meltinpot di conoscenze e qualità.

La testimonianza di Celia, che ha esposto i lati positivi e negativi e ha esortato tutti gli studenti a intraprendere questa avventura, trova riscontro nell’impossibilità delle università di accedere ai fondi nei tanti programmi di scambio che sono a disposizione. Cosa risponde l’Unione Europea a questa esigenza? La prossima settimana ci sarà la seduta dei ministri degli esteri con le rispettive commissioni e si discuterà anche dell’organizzazione quadriennale dei progetti di scambio culturale. Gli studenti aspettano impazienti. Attendono di vedere se l’Europa è unita da una moneta o anche da progetti comuni.

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