• Google+
  • Commenta
29 novembre 2012

Perdere il senso della realtà

Luciano vive a Napoli, fa il pescivendolo, è sposato con Maria ed ha tre figli. Per hobby si esibisce in imitazioni e travestimenti durante feste e matrimoni.

Forse anche per questo, un giorno, la figlia più piccola gli chiede di fare un provino per il Grande Fratello. Luciano passa il turno e si sottopone a un’altra prova, a Cinecittà. Pare sia andato tutto bene, ma i responsabili del programma non si fanno più sentire.

Da quel momento, la sua percezione della realtà non sarà più la stessa.

Questa, in brevissimo, la trama di Reality, il film di Matteo Garrone premiato al Festival di Cannes con il Gran Premio della giuria. Da una parte, abbiamo un’opera formalmente ineccepibile, costituita da sequenze perfette e inquadrature impreziosite dalla fisicità scarna degli attori e dalla loro recitazione eccellente; dall’altra c’è una narrazione un po’ sul genere The Truman Show, un po’ verghiana. A prima vista sembra quindi l’ennesima critica ai reality show, ed in parte lo è; un elemento di novità cattura però l’attenzione e lo rende un film degno di particolare interesse: il senso di crescente paranoia che va a dipingere uno sguardo sul mondo, dal sapore quasi pirandelliano, a metà tra realtà e follia.

«Reality comincia come una fiaba e finisce come un film di fantascienza»,come ha detto lo stesso regista che, dopo l’acclamatissimo Gomorra, ha confermato il suo talento per una regia senza fronzoli, senza inutili sofisticazioni atte solo a stupire il pubblico. In questa fiaba triste, che omaggia e reinterpreta il patrimonio culturale cinematografico italiano, dalla commedia all’italiana a Fellini, da Ferreri a De Sica, da Bellocchio al neorealismo, l’idea davvero felice è proprio questa progressiva ossessione che attanaglia il pescivendolo e che lo porta a pensare che tutto sia (o possa essere) finzione.

La colonna sonora di Alexandre Desplat va poi alla ricerca di sonorità che ci rinviano a quelle del Danny Elfman in Nightmare Before Christmas. Le allusioni al fantastico e al surreale crescono vertiginosamente nel corso della narrazione, rendendo magistralmente la sensazione del precipitare, quella caduta lenta e inesorabile verso un incubo ad occhi aperti che dissolve il reale.

Il dubbio perde qui la capacità di essere una chiave per interrogare il mondo e diventa una sorta di irrazionalità dilagante che fagocita la vita del protagonista e di chi gli sta attorno. Come già in The Truman Show, lo sguardo di cui la televisione è capace si ribalta: da vista sul mondo al mondo che ci guarda, che ci spia. Ma c’è di più: la tv diviene ciò che diene e determina il nostro sguardo sul mondo, l’unica realtà che è dunque capace di donarci uno statuto di esistenza. Il dilemma è quindi quello dell’identità, quella consistenza esistenziale che solo nel nostro definire ciò che è reale assumiamo. Ma qui nulla si comprende: tutto è “compreso” in quel Grande Fratello che ci guarda.

Reality, in definitiva, cerca di cogliere lo spirito dei tempi: ciò che conta per Garrone non è tanto la perdita d’interesse effettivo del pubblico verso i reality show (o la cancellazione del Grande Fratello dai palinsesti italiani), quanto quel seme dell’ossessione che ormai è stato gettato, con le sue follie, le sue contraddizioni, il suo cortocircuito tra pubblico e privato. Il Grande Fratello è perciò solo lo spunto per esplorare uno smarrimento, profondo ed esistenziale, che affigge chi è incapace di uno sguardo proprio sul mondo; l’occasione per un racconto sospeso che dà consistenza a una trappola esistenziale, alla perdita d’identità di un uono che aspetta dalla finzione televisiva la certificazione della propria esistenza.

Selene Parigi

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy