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20 novembre 2012

TEDx arriva a Lecce: storie di cambiamento e innovazione

TEDx arriva a Lecce
TEDx arriva a Lecce

TEDx arriva a Lecce

TEDx arriva a Lecce. Un palco scarno, una scenografia minimalista che cede il passo allo spazio mentale, ad un universo parallelo.

Quello della possibilità, del cambiamento, dell’innovazione, delle buone idee. Idee di valore, quelle raccontate dai 22 speakers che hanno intrattenuto per sei ore la platea delle Officine Cantelmo, sui temi dell’innovazione e dell’imprenditorialità.

È nata una magia” commenta Vito Margiotta, che insieme a Gabriella Morelli il 17 novembre hanno presentato la prima conferenza TEDx per la città di Lecce e la sua Provincia. TEDx nasce dalla volontà di diffondere a livello locale l’esperienza di Ted-Ideas worth spreading-, un progetto nato 25 anni fa in California, attraverso il quale ogni anno con una conferenza “i maggiori protagonisti del ‘pensare’ e del ‘fare’ a livello internazionale sono invitati a raccontare le loro idee con presentazioni della durata massima di 18 minuti”, come si può leggere sul sito  tedxlecce.it.

Anche Lecce si colora così di fiducia attraverso le straordinarie storie di grande menti con TEDx.

Ad aprire la maratona TEDx è Aldo Pecora, 27 anni, giornalista, autore televisivo e fondatore del movimento antimafie “Ammazzateci tutti”. Parla di mafia, o meglio di un vero e proprio “welfare delle mafie”, di riciclaggio, di corruzione, di disoccupazione giovanile, soprattutto al sud, perché spiega “Ci vorrebbero 4 secoli per portare il sud alla pari del nord”. Quello che si propone Aldo è di smascherare l’inganno delle mafie, attraverso la creazione costante di un’opinione pubblica. “Questo non è forse il migliore dei mondi possibili, però possiamo cambiarlo”, conclude lasciando il palco tra gli applausi della platea.

Alessandro Sannino, ricercatore presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, invece cattura gli sguardi con un esperimento. Un tubicino e tre cucchiai, che usa come metafora dei tre equilibri necessari a realizzare un’idea: quello tra infatuazione -“innamorarsi di una cosa così com’è”, spiega- e amore, “amare una cosa per come cambia”; quello tra paura e specializzazione e infine quello tra fallimento e successo. E conclude con un inno di speranza rivolto a tutti i giovani: “non abbiate paura della vostra giovinezza, confrontatevi con i fallimenti perché i giovani sono come le rondini. Fanno una grande confusione ma volano sempre verso la primavera”.

Il prof. Paolo Gallina, docente di Meccanica Applicata alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Trieste ed esperto di robotica, riflette sui rapporti tra idee e tecnologia. “Le menti non lavorano in modo esponenziale come la tecnologia”, dice spiegando come l’evoluzione della tecnologia consista nel portare avanti un’idea, che rotolando si attacca alla idee pregresse, proprio come una polpetta cruda che attira le briciole di pan grattato. “Da grande siamo felici facendo rotolare polpette di idee!”.

Io faccio parte di quel mondo che appena si sveglia comincia a sognare. Apre gli occhi e spera in un mondo diverso”. Esordisce così Luciana Delle Donne, imprenditrice sociale, fondatrice di “Officina Creativa”, cooperativa sociale senza scopo di lucro e dei marchi “Made in Carcere” e ER/RE (Energia Rinnovabile/Risparmio Energetico). Anche Luciana stabilisce la sua idea d’innovazione: “L’innovazione sociale sta nel buon senso, nell’applicare il buon senso in tutto quello che facciamo”, in un mondo in cui si spera ci sia più indignazione e meno omertà, più ascolto e meno rumore, più filosofi e meno ingegneri, più passione e meno furbizia, più sole e mai più nucleare, più coraggio e meno egoismo.

Provateci, cercate di andare avanti. Compiete il vostro progetto fino alla fine e soprattutto non svendetelo. Dategli un valore che vada aldilà del denaro”. Questo il messaggio di Marco Astorri, ricercatore scientifico e imprenditore che dimostra come sia possibile sostituire la plastica tradizionale altamente inquinante con un nuovo tipo di plastica, biodegradabile ovunque nell’arco di 40 giorni, perché realizzata grazie agli scarti agricoli.

È il turno poi di Antonio Amendola, un fotografo. Nella sua esperienza come fondatore di Shoot4Change, network internazionale di volontariato fotografico sociale, scopre come creatività e impegno sociale possano coesistere affinché il mondo cambi “non grazie alla fotografia, ma attraverso le persone, i dettagli, le piccole cose”.

“Non sono un inventore. Mi ritengo un sognatore”. È Fabio Lalli, imprenditore seriale. Descrive una piccola evoluzione del network, inteso come “gruppo di persone con valori, interessi e vincoli comuni”, che dalla ferrovia, passa per le autostrade, alla televisione per arrivare alla rivoluzione del digitale. Le sue parole guida sono state acoltare, connettere, condividere, coinvolgere.

E ancora Roberto Covolo, project manager, Roberto Cingolani, scienziato e Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia a Genova, Chiara Spinelli, startupper e fondatrice di un progetto di crowdfounding che permette di condividere idee provenienti da ogni campo e raccogliere fondi per la loro realizzazione. “È una bacchetta magica” dice Chiara parlando del suo progetto. “È potente quanto è potente il mago che la sa usare”.

Si susseguono ancora discorsi e scoperte sorprendenti, di questi geni visionari che hanno scelto di attivarsi per poter dare nuove forme al cambiamento. Aria di positività e fiducia anche nelle parole di David Moretti, art director che racconta “storie di straordinaria umanità e straordinaria tecnologia”, Annibale D’Elia, che dal 2007 lavora per la Regione Puglia, nello staff del programma per le politiche giovanili “Bollenti Spiriti”, Francesco Sacco, docente universitario esperto in strategie per la digitalizzazione. “Digitalizziamo il territorio e cambiamo il mondo. La tecnologia cambia. Ora dobbiamo spingere le persone a cambiare”.

Caterina Fallani, giovane designer, diplomata all’ISIA di Firenze, ricorda che “la chiave è pensare in modo esponenziale”. Il suo obiettivo è trasferire il sistema di refrigerazione africano in Italia, poiché “le abitazioni tradizionali swahili sconfiggono il caldo, invece noi usiamo smisuratamente l’elettricità per farlo”. E ancora Paola Marazzini, manager, che invita a pensare in modo positivo per aiutarci a crescere, Gianluca Dettori, musicista, surfer e venture capital, Carlotta Sami, Direttrice Generale di Amnesty International in Italia. Carlotta parla di donne, guerre e speranze e incita “usiamo la rete per far pressione sui paesi che non rispettano i diritti delle donne”.

Io sono una delle ultime cose che vi separa dalla cena” esordisce così Marco Zamparini, Manager e Funky Professor. Con creatività e intelligenza Marco si accosta ai temi dell’innovazione e del cambiamento e conclude “gli analfabeti del futuro sono quelli che non sapranno dimenticare quello che hanno imparato per reimparare”.

In collegamento video Riccardo Luna, giornalista, il primo direttore dell’edizione italiana di Wired e promotore della candidatura di Internet al Nobel per la Pace. Per Riccardo non è importante ricercare la tecnologia, ma l’innovazione sociale, perché sono le persone a cambiare il mondo. “La rete non è fatta solo di computer ma anche di persone. È il posto più meritocratico che esista”.

E poi ancora la passione coinvolgente di Fabio Novembre, Architetto e designer leccese. Parla di arte, ambiente, radici e futuro, come fosse un unico grande inno d’amore. Cita Carmelo Benenon mi rompete le palle. Io non faccio arte, io sono arte”, per auspicare ad una reale riappropriazione dell’arte.

E infine Ennio Capasa, leccese designer e Direttore Creativo della linea di moda CoSTUME NATIONAL, che nella sperimentazione, nel coraggio e nelle relazioni positive intravede i fattori dell’innovazione.

Storie incredibili di gente che ha deciso di crederci fino in fondo. Storie che fanno pensare e lasciano sul volto un sorriso di fiducia. Forse questo è il momento migliore per cambiare, per innovare. Se non ora, quando?

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