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29 novembre 2012

Tutti all’Orto Botanico di Napoli per abbracciare gli Alberi Simbolici

Alberi Simbolici
Alberi Simbolici

Alberi Simbolici

Seconda edizione  della Festa dell’Albero presso l’Orto Botanico di Napoli, sito in via Foria per mostrare alberi simbolici.  

Al fine di sensibilizzare la cittadinanza, in tutte le sue fasce d’età, a favore della cultura  e della tutela dell’ambiente, l’evento ha voluto promuovere la piantumazione di alberi in spazi cittadini, provando a rispettare gli obiettivi definiti  dalla “Giornata  Nazionale degli Alberi” istituita dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Assoluti protagonisti dell’iniziativa sono stati “Gli alberi simbolici” che hanno avuto un significato importante  nella mitologia, nella religione e nelle arti dell’Uomo.

Mercoledì 21 ( alle ore 10:00, 11:00 e 12:00) hanno avuto luogo la “Caccia al tesoro: trova l’Albero” e il concorso di disegno “Il mio albero”. La prima attività ha permesso ad alcuni gruppi di studenti delle scuole di individuare, con l’aiuto di alcuni indizi e la presenza di guide specializzate, proprio “Gli Alberi Simbolici” e di comprenderne, di conseguenza, il significato e l’importanza. I vincitori della seconda attività, rivolta agli scolari tra i 3 e i 13 anni, hanno invece avuto l’onore di veder premiati i loro disegni che faranno parte del manifesto 2013 dell’Orto Botanico di Napoli.

Sabato 24 e domenica 25 l’apertura è stata straordinaria, rivolta al pubblico e totalmente gratuita dalle ore 9:30 alle 13:00. “Abbraccia l’albero ed ascolta la Natura” e gli alberi simbolici, il percorso tattile-emozionale svolto anch’esso attraverso la conoscenza de “Gli Alberi Simbolici” dell’Orto, si è svolto alle ore 9:30, 10:30 e 11:30, e ha inoltre offerto la possibilità di osservare alcuni Alberi da Resina e Alberi con sostante insetticide accompagnati da reperti museali della Sezione Etnobotanica del Museo. Alle ore 10:00 e alle ore  11:00 ci sono stati dei laboratori di giardinaggio per i ragazzi che hanno seminato, coltivato e riprodotto i propri alberi. Dalle 11:00 alle 11:30 c’è stato anche lo spettacolo di danza “Luci su Napoli”, con coreografie a cura di Giusi Adamo e Enzo Padulano.

L’Orto Botanico di Napoli, chiamato anche Real orto botanico fu costruito nel 1807, per mezzo di un decreto di Giuseppe Bonaparte, su territori che avevano precedentemente fatto parte dei Religiosi di Santa Maria della Pace e dell’Ospedale della Cava. L’Orto aprì i propri battenti nel 1811 e subì le peggiori conseguenze della seconda guerra mondiale tra cui: devastazioni causate dai bombardamenti, sottrazione di ferro per utilizzo militare, “invasione” della popolazione in fuga, la decisione di dedicare alcune zone dell’orto alla coltura per sopperire alla mancanza di beni di prima necessità e l’uso di alcune aree della struttura per scopi militari. Con la direzione di Aldo Merola, l’Orto acquisì, nel 1967, l’autonomia economica ed amministrativa che rese possibile il miglioramento del complesso per mezzo di finanziamenti straordinari; fu dato grande spazio al ruolo didattico della struttura e furono ripresi i rapporti con gli Orti europei. Nonostante il terremoto del 23 novembre del 1980 che lo danneggiò pesantemente e il riutilizzo del complesso come rifugio per la popolazione, è ancora visibile uno dei segni più incisivi della direzione di Merola, cioè la nuova disposizione delle aree secondo il criterio sistematico (l’area delle Pinophyta, il filiceto, il palmeto, l’area delle Magnoliophyta, l’agrumeto) e il criterio ecologico (deserto, spiaggia, torbiera, roccaglia, macchia mediterranea).

Grandi e piccoli hanno affollato lo storico Orto Botanico in tutte e tre le giornate della Festa dell’Albero per vedere alberi simbolici, creata con la collaborazione dell’Assessorato all’ambiente del Comune di Napoli, di Legambiente Neapolis 2000 e della terza municipalità di Napoli. Accolta con l’entusiasmo infantile di chi (ri)scopre la natura, l’iniziativa ha offerto ai napoletani la possibilità di impiegare gratuitamente parte del loro tempo a favore della conoscenza di una pietra miliare della storia cittadina che, grazie alla tipologia di “opere” che mette in mostra, si rifà ad un più ampio tipo di esperienza internazionale.

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