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28 dicembre 2012

Alma Mater Studiorum. Animus, cortometraggi e giovani studenti

Evelina Califano, studentessa ventunenne dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, si trova oggi con noi per raccontarci il suo primo lavoro in campo cinematografico, frutto della sua più grande passione nonché di un costante impegno fin dai tempi dell’adolescenza ;

Animus è il titolo del suo cortometraggio, che è stato proiettato per la prima volta al cinema Astra di Napoli, in occasione del concorso nazionale “Omomovies – Festival del Cinema Omosessuale e Questioning”.

Potresti svelarci com’è nata la tua passione per la recitazione?

E’ buffo, in realtà avevo fin da piccola questo sogno nel cassetto, poi una mia amica ai tempi del liceo un giorno mi disse: “Sei simpatica, perché non fai teatro?” ed io dopo qualche tempo fui sempre meno scettica sul fatto che questa sarebbe potuta divenire realmente la mia strada.

Ci racconti qual è stata la tua esperienza formativa antecedente a quella che ti ha visto quale attrice nella predetta produzione del corto a tematica omosessuale e questioning?

Al secondo anno di scuola media superiore, che ho frequentato presso il Liceo G. B. Vico, ho deciso di iscrivermi al laboratorio di recitazione organizzato dal Teatro Diana di Napoli per la durata di tre anni. Nel corso del quarto e quinto anno di Liceo intrapresi, poi, un corso di recitazione della durata di un anno svoltosi presso il laboratorio cinematografico della scuola Cinema Fiction di Napoli, contemporaneamente alla frequenza del laboratorio scolastico promosso dal Liceo predetto.

Quali sono gli insegnamenti che reputi, ad oggi, siano stati di fondamentale importanza nella tua formazione?

La mia più profonda stima è per un’insegnante del sopracitato laboratorio scolastico che, nonostante la mia insicurezza iniziale, propria di chi è ancora “alle prime armi” e che si trova peraltro a vivere in un ambiente familiare piuttosto scettico, quasi contrariato, con riguardo a “questo mondo”, ha creduto in me fin dal principio, assegnandomi ruoli di rilievo e per lo più di genere drammatico.

Passiamo ora al tuo esordio cinematografico: chi sono i promotori dell’idea, orientata senza dubbio verso una sensibilizzazione contro l’omofobia?

Il principale è Alessandro D’oria, regista e sceneggiatore, insieme ad Antonio Amodio. Fondamentali poi per le riprese, il montaggio e musiche sono Valentino GrimaldiFederico Pupeschi senza i quali non avremmo avuto neanche la possibilità concreta di realizzare questo cortometraggio. Insieme con altri ragazzi, tutti studenti del Dams di Bologna, abbiamo creato la BrightFlux Entertainment che si occupa di produzione audiovisiva, di un online magazine e di una web radio. Inoltre si pone lo scopo di promuovere le idee artistiche emergenti nell’ambiente Bolognese e non.

Se si dovesse definire “Animus” con una sola frase che spieghi il significato insito in esso, potrebbe dirsi anche che si traduce in una ricerca verso l’accettazione della propria identità sessuale?

In un certo senso si. La storia tratta di un dramma vissuto da una ragazza proveniente da un piccolo paese e che vive il rapporto con se stessa in maniera conflittuale, in quanto combattuta da un desiderio di svelarsi ed, al contempo, di nascondersi perchè incapace di sostenere gli sguardi, le parole e soprattutto i giudizi di chi la circonda. La ragazza scappa da quel piccolo paese da dove proviene ma, si sa, fuggire dai problemi non è mai servito a niente, se non al massimo a congedarli per un po’.

Il ruolo principale del corto è assunto da un personaggio il cui carattere distintivo è la paura. Lo spavento che persuade la protagonista è ascrivibile al taglio narrativo?

Certamente, il sentimento di paura, spavento, timore rispecchia l’intento narrativo posto alla base del cortometraggio.

E’ stata positiva la recente accoglienza del documentario nella suindicata sede e quali reazioni ti aspetti dal tuo futuro pubblico?

Spero di emozionare il pubblico come ho fatto a Napoli, città dove sono nata e cresciuta.

Attualmente stai lavorando a nuovi progetti? Se si,con il medesimo gruppo di lavoro o con altri?

Con La Brightflux abbiamo in corso una post produzione di un altro cortometraggio Borderline.

Ci puoi fornire qualche anticipazione sulle previsioni che hai in mente per il tuo percorso lavorativo?

Spero di continuare a lavorare per il Cinema, esperienza per me da novellina e collaborare anche con il Teatro in modo da aprire un dialogo fra i due strumenti apparentemente così opposti.

Prima di salutarci la Califano dichiara a proposito delle sue aspirazioni future: « Ho sempre amato il buon cinema Italiano da Rossellini a Crialese, tanti sono i registi che sogno di incontrare>>. Aggiunge con estrema modestia, propria della sua indole:<<La carriera di attrice sarebbe il mio più grande sogno ma per ora mi basta riuscire a guardare il cinema dall’esterno e dall’ interno in modo da capirlo e renderlo al meglio producendolo>>.

Ringraziamo la gentilissima Evelina per aver esaudito le nostre curiosità nonché per la sua grande disponibilità.

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