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13 dicembre 2012

Esiste un altro cinema?

Spegnete le luci. Accendete il cervello.

Esiste un altro cinema.

Boicottate le sale quest’anno, non riempitele solo a Natale. Scegliete con cura, non siate complici di questo declino inesorabile. Non alimentate la risata volgare, lo smarmellamento di cosce e seni, il trionfo dell’appiattimento culturale. Andate al cinema a febbraio, marzo, aprile, giugno, settembre, ottobre e novembre.

Esiste un altro cinema.

Gigi, ultimo anno all’istituto tecnico commerciale. “Mi diverto, passo una serata diversa. Perché tutte queste storie? È solo un film comico!”. Gigi non sa chi è il padre di Cristian De Sica. Crede che una sala piena sia il sintomo di un film di qualità. “Se hai un messaggio, vai alle poste”. Questo lo diceva Hitchcock, ma Gigi è abbastanza d’accordo.

Divertitevi pure con questi film. Ma non perdetevi per niente al mondo l’altro lato della medaglia, quella per cui un’inquadratura è il frutto di una vita, quella in cui le storie aiutano a capire il mondo. Esistono tante sfaccettature di comicità, siate critici. Osate uscire da questo circolo vizioso all’italiana, sottraetevi dalle logiche meramente commerciali.

Esiste un altro cinema.

Federica, 22 anni, studentessa di scienze della comunicazione. “Non prendiamoci in giro, gli italiani amano questi film. Il mercato cinematografico italiano ormai sopravvive grazie ai pienoni natalizi”. Triste sorte alla patria di Fellini, Antonioni,

Leone, Bertolucci, Taviani, Rossellini, Visconti e via dicendo. Smarrite le magnifiche sorti e progressive, si lotta per conservare un po’ di dignità. E allora ritornate alle origini per scoprire nuovi orizzonti, pretendete di poter scegliere in un panorama più vasto e variegato.

Esiste un altro cinema.

Rossella, 51 anni, professoressa e psicopedagogista. “Credo che in Italia, soprattutto dopo l’ultimo ventennio, si sia persa quella concezione del cinema come impegno civile, ma anche semplicemente come momento sociale per arrivare ad una scoperta di sé”. Si investe nelle labbra rifatte, nei format privi di contenuti, nelle storie vuote che fanno ridere perché ci sono familiari, perché quel vuoto lo viviamo tutti i giorni, per strada, nelle scuole, nelle università, private ogni giorno di più delle loro fondamenta.

E allora arrabbiatevi, protestate, urlate. Siate eretici. Non assecondate questo coacervo di sogni calpestati e gettati in un angolo di qualsiasi periferia. È da qui che si riparte. Anche da un buon film in una sera d’inverno.

Credeteci, esiste un altro cinema.

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