• Google+
  • Commenta
12 dicembre 2012

Evangelizzare con Twitter? Si può fare!

Evangelizzare con Twitter
Evangelizzare con Twitter

Evangelizzare con Twitter

“Dear friends, I am pleased to get in touch with you through Twitter. Thank you for your generous response. I bless all of you from my heart”. Il primo cinguettio del Papa era atteso per oggi ed infatti non ha tardato ad arrivare.

Cari amici, è con gioia che mi unisco a voi via twitter. Grazie per la vostra generosa risposta. Vi benedico tutti di cuore”.

Un po’ delusi forse coloro che si aspettavano che Benedetto XVI avrebbe tweettato in latino invece che nel più “pratico” inglese, così come anche quelli che si aspettavano che questo nuovo canale di evangelizzazione aprisse con un comunicato di maggior peso. E anche se in una settimana di tempo (dall’apertura dall’account) si sarebbe potute magari trovare parole più incisive, siamo solo all’inizio. Ed in effetti la risposta di twitter alla scelta del Papa teologo il rigido (ma comunicativamente efficace) limite dei 140 caratteri per tweet è stata davvero “generosa”: decine di migliaia di follower ha infatti registrato l’account @Pontifex sin dalle prime ore del 3 novembre, giorno della sua presentazione.

Anche se numerosi erano già account multilingue sul social network (@PCCS_VA e @news_va_en, ecc.) attivati dal Vaticano, la scelta di Papa Ratzinger di avere un account personale (non nel senso che ci possiamo aspettare sia Lui in persona a scrivere i Tweet, ovviamente, ma nel senso che questi saranno sotto la sua diretta supervisione) ha infatti destato l’attenzione di tanti: per qualcuno è stato un segno estremamente positivo di innovazione e adeguamento ai tempi; qual’un altro ha invece sottolineato con una punta di rammarico che l’apertura mentale della Chiesa dovrebbe forse riguardare questioni più di sostanza che di comunicazione. Resta che il Benedetto XVI ha così deciso di accogliere in prima persona la sfida dei social network,  quella stessa lanciata ai giovani nella presentazione della prossima Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro 2013: “a voi, che quasi spontaneamente vi trovate in sintonia con questi mezzi di comunicazione, spetta in particolare il compito della evangelizzazione di questo continente digitale”.

Nella essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un versetto biblico, si possono esprimere pensieri profondi”, con queste parole il Papa teologo ha scelto di accettare il rigido ma comunicativamente efficace limite dei 140 caratteri per tweet. Così una nuova missione per la Chiesa si apre dunque: evangelizzare la Rete: “l’annuncio gioioso del Vangelo è destinato a tutti gli ambiti della nostra vita, senza alcun limite“. “Stiamo attraversando un periodo storico molto particolare: il progresso tecnico ci ha offerto possibilità inedite di interazione tra uomini e tra popolazioni”, aveva poi affermato, “sappiate usare con saggezza questo mezzo, considerando anche le insidie che esso contiene”.

Il nuovo account @Pontifex, intanto, scatena, e non poteva essere altrimenti, una miriade di commenti su Twitter e non solo. Tra questi, molti messaggi di benvenuto e anche tanta ironia. “Quindi da oggi il Papa non scomunica più. Ti defollowa direttamente“, dice sarcasticamente qualcuno. “Tornando a casa, troverete i bambini, date un tweet ai vostri bambini e dite: questo è il tweet del Papa“, scherza un altro. “Il Papa sceglie Twitter anziché Facebook. Braccia rubate a Farmville”. E non mancano neanche all’appello insulti (tanto inutili, come qualunque forma di insulto, da non meritare menzione) e considerazioni amare: “Messaggi e immagini offensive per @Pontifex : il prezzo (salato) della democrazia virtuale“.

Selene Parigi

Google+
© Riproduzione Riservata