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4 dicembre 2012

Il futuro dell’eccellenza del Made in Italy si chiama Mauro Gasperi

La Federazione Relazioni Pubbliche Italiana premia Mauro Gasperi, giovane stilista distintosi per i progetti realizzati nel 2012. Mauro Gasperi “rappresenta il futuro dell’eccellenza del Made in Italy” afferma il Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana Mario Boselli.

Abbiamo voluto rivolgergli alcune domande.

 

Da cosa nasce la passione per la moda?

“Sono nato così, curioso e interessato alle linee precise e alle forme dell’architettura ed ho iniziato sin da piccolo a disegnare e ad appassionarmi alla moda, al design e a tutto ciò che è relativo all’arte. Spinto poi dalla voglia di comunicare i miei dettagli stilistici preferiti, ho deciso, grazie anche al supporto di mio padre imprenditore, di aprire una linea di abbigliamento. Era il 2008, lo stesso anno in cui ho aperto un mio monomarca a Brescia.”

L’architettura contemporanea quale quella di Fuksas ha fortemente influenzato il Suo stile. In che modo? 

“Amo le intersezioni di forme geometriche, i giochi di combinazioni diagonali e l’utilizzo di piccoli dettagli “triangolari” sui miei capi, che siano in un altro tessuto o lo stesso in forma bicolore. Ho avuto anche la fortuna di incontrare lo stesso Fuksas a Roma e vedere i Suoi ultimi lavori. Per me lui è l’ARCHITETTURA e rappresenta in toto il rigore e la linearità, due ingredienti molto cari alle mie collezioni.” 

Leggo sul Suo profilo che Lei ha lavorato presso aziende di fama internazionale, quali D&G e Cristiano Fissore. Successivamente leggo che Lei ama perdersi nei mercatini di Parigi e Londra. Strano binomio mi verrebbe da dire. Cos’è che L’attrae della moda “di strada”? Cosa cerca nella moda “di strada”? 

“Molti mi dicono così, ma “perdendomi” nelle stradine di queste due città io mi sento ispirato per le successive collezioni. Londra e Parigi sono due città che mi trasmettono energia e di cui amo molto i colori, la gente, e l’atmosfera “cosmopolita”. Sinceramente della moda di “strada” mi attrae chi la indossa: i capi di forte riconoscibilità che portati allo stesso tempo in maniera del tutto casual si fanno ispirazione per le mie nuove collezioni.” 

Nel 2008 decide di aprire una propria linea di abbigliamento donna, completamente MADE IN ITALY tanto nei tessuti quanto nella produzione.  Direi che questa è una scelta piuttosto azzardata data la crisi  economica che sta attraversando il nostro Paese. Cosa pensa al riguardo? 

“Non riesco al momento a concepire una strada diversa da quella intrapresa. Sono italiano e credo fortemente nel rilancio del MADE IN ITALY e anzi, sostengo che questo sia un valore aggiuntivo che mi ha senza dubbio permesso le prime vendite nel mercato asiatico. Inoltre, essendo proprio il mercato estero quello più ricettivo e sicuro al momento, l’ho ritenuta questa una scelta strategica! Proprio venerdì in occasione di un evento a Milano, una distributrice cinese mi ha confermato lo stesso pensiero: se non avessi portato avanti questa mia politica del Made in Italy, probabilmente non avrei ottenuto lo stesso appeal nel mercato estero.” 

Il Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, Mario  Boselli, ha riconosciuto in Lei il “futuro dell’eccellenza del Made in  Italy”, riponendo grande fiducia in questa nuova generazione di  giovani designer. A questo punto verrebbe da pensare che ci sono  ancora delle possibilità di emergere per i giovanissimi amanti del  settore. Cosa raccomanderebbe loro? 

“Ci sono state numerose possibilità per i giovani emergenti grazie alla CAMERA DELLA MODA DI MILANO e ai concorsi e progetti indetti dalla stessa. Se non fosse stato per quel concorso vinto nel 2009, a quest’ora non avrei avuto così tanta visibilità e tanto altro ancora. 

La mia raccomandazione è quella di scegliere i collaboratori giusti, per studiare assieme nuove strategie di mercato. E’ importante saper mirare dritto all’obiettivo sapendo scegliere fiere, eventi e via dicendo. E’ fondamentale restare sempre aggiornati sui strumenti alternativi di marketing e cercare di far “indossare” i capi anche a gente comune oltre che alle “vip”. Occorre dimostrare che i propri capi sono facilmente indossabili e dunque vendibili. Raccomando ai giovani come me di custodire gelosamente questo sogno con la responsabilità di tenere sempre i piedi per terra.”

Ringraziamo enormemente Mauro Gasperi per averci dedicato del tempo e preziosi consigli, gli facciamo i nostri complimenti e un grande in bocca al lupo per le sue prossime Collezioni.

Margherita Teodori

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