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7 dicembre 2012

Velo squarciato, la voce delle giornaliste minacciate

La scorsa settimana a Montecitorio si è tenuta una conferenza stampa in cui si è affrontato il tema delle minacce e delle intimidazioni che subiscono i giornalisti.

Alberto Spampinato di Ossigeno dell’informazione ha spiegato, nel corso della conferenza, come in Italia è evidente una crescente intolleranza per il giornalismo critico, il che produce un numero altissimo di minacce ed abusi in tutto lo stivale, che non ha eguali nell’Unione Europea.

Nel corso della giornata si è voluto dare risalto ad alcune storie di cui nessuno ne parla. Al centro del dibattito, le vicende di quattro giornaliste italiane minacciate per il loro lavoro, che hanno fatto sentire la loro voce davanti ad un’importante rappresentanza istituzionale, tra cui Gianfranco Fini e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

L’attenzione è stata rivolta agli episodi di violenza contro le donne e allo stesso tempo agli episodi di informazione oscurata e in pericolo per i continui abusi e violenze: due facce della stessa medaglia.

Il problema della violenza sulle donne ha ospitato varie manifestazioni e dibattiti, tra cui anche il convegno “il velo squarciato”  che è stato promosso dalla Commissione pari opportunità dell’Associazione Stampa Romana, dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio e da Ossigeno per l’informazione, l’osservatorio della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti. Oltre 300 casi di minacce segnalate solo nel 2012.


Hanno raccontato le loro vicende Ester Castano, giovane cronista di cronaca querelata e diffidata dal sindaco di Sedriano (Milano), egli stesso arrestato per corruzione lo scorso  10 ottobre; Marilena Natale, della Gazzetta di Caserta, spesso inviata in zone a rischio come Aversa e Casal di Principe, minacciata dopo aver scritto di episodi legati allo scioglimento del comune per infiltrazioni camorristiche; Luisa Betti, che collabora col Manifesto e Marilù Mastrogiovani, giornalista di Casarano (Lecce), anch’esse minacciate per i loro articoli e inchieste.

Durante il dibattito, Napolitano ha detto: “La violenza contro le donne è ormai una vera e propria emergenza sociale ed è necessario coglierne la portata e le dimensioni effettive e inoltre occorrono interventi per tutelare con maggiore efficacia le donne che con coraggio manifestano situazioni di abuso“.

Il presidente della Camera, invece, ha parlato della violenza contro le donne come di “una piaga inaccettabile”. Fini ha aggiunto: “devono essere un monito per ribadire con forza il dovere di tutti, istituzioni e società civile, di affrontare con coraggio i numerosi e tuttora irrisolti aspetti di questo fenomeno, troppo spesso non compiutamente conosciuto nelle sua reale portata“.

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