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6 gennaio 2013

Anticoncezionali Femminili: rischi per la salute

Anticoncezionali Femminili e Rischi per la Salute

La Pillola Anticoncezionale è uno dei farmaci più discussi al mondo. Brevettata nel 1956 dal medico statunitense Gregory Pincus, la Pillola fu introdotta in Italia soltanto nel 1972, dopo la rivoluzione sessantottina. Fin dalle prime luci dell’alba, la creatura di Pincus è stata aborrita dall’intellighenzia Pontificia. Negli ultimi tempi, però, anche la comunità scientifica internazionale ha iniziato a paventare un costante scetticismo.

Southampton, Gran Bretagna 2012. Il governo mette in atto un controverso piano per la riduzione delle gravidanze indesiderate tra le adolescenti. Circa trenta ragazzine di tredici anni sono state sottoposte all’impianto di un anticoncezionale sottocutaneo. “ L’ho fatto perché volevo avere rapporti sessuali. Una scelta responsabile, perché non volevo restare incinta”, questa è la shockante dichiarazione di una tredicenne britannica, vittima inconsapevole di una tendenza che, ormai, sembra prender piede in tutto il mondo. A destare sconcerto, però, è anche un altro fattore: i familiari delle bambine non sono stati informati dell’operazione. Immediata l’accusa dei rappresentanti del Family Education Trust (FET) sollevata ai danni delle autorità sanitarie britanniche. Secondo gli esperti della FET, i responsabili della sanità di Southampton si sarebbero macchiati d’incitamento alla promiscuità sessuale.

La Bayer e il mega risarcimento di 142 milioni di dollari. Uno studio condotto dai Centers for Disease Control and Prevention ha rilevato che dodici milioni di donne statunitensi, dal 2002 ad oggi, hanno utilizzato la pillola anticoncezionale. Secondo i ricercatori, i contraccettivi orali sono stati impiegati da circa l’80% delle donne statunitensi. Al di là dell’impiego ampiamente diffuso, la pillola anticoncezionale risulta uno dei farmaci più dibattuti al mondo. Di recente, la Bayer, famosa casa farmaceutica tedesca, è stata condannata al pagamento di ben 142 milioni di dollari di risarcimento a beneficio delle ricorrenti consumatrici americane, vittime incolpevoli di emboli, ictus ed infarti. La ragione di questo mega risarcimento va ricercata nell’utilizzo delle pillole anticoncezionali Yasmin e Yaz, ree di  aver concitato deleteri danni per la salute delle donne a causa della presenza di un particolare ormone sintetico, il drospirenone. Nell’aprile del 2012, la Food and Drug Administration (FDA) ha ordinato alla Bayer ed alle altre case farmaceutiche produttrici di contraccettivi, di incrementare e potenziare gli avvisi di rischio embolia sui prodotti. Al di là delle misure precauzionali adottate dalla FDA e del megarisarcimento ai danni della Bayer, tuttavia, i dubbi, le titubanze e i dibattiti relativi all’impiego della pillola anticoncezionale restano del tutto intatti. I contraccettivi orali sono caratterizzati da effetti sia negativi, sia positivi.

Gli effetti degli anticoncezionali Femminili

Effetti positivi. Le pillole anticoncezionali hanno il merito di sopprimere l’ovulazione, grazie alla presenza di due ormoni: gli estrogeni e i progestinici. Alcuni studi hanno dimostrato che i contraccettivi orali sono in grado di ridurre il rischio di cancro ovarico ed uterino, ridurre il rischio di sclerosi multipla, migliorare il ciclo di caduta dei capelli nelle donne e di alleviare i sintomi della sindrome premestruale.

Effetti negativi. I principali rischi relativi all’impiego della pillola anticoncezionale sono embolia, ictus, carcinoma della mammella in pre-menopausa e disfunzione sessuale. Da non sottovalutare è anche il pericolo di contrarre malattie sessualmente trasmissibili.

Gli anticoncezionali femminili, normalmente, devono essere prescritti ed impiegati previa supervisione di un ginecologo. La valutazione ed il supporto dell’esperto sono a dir poco imprescindibili e contribuiscono ad alleviare i timori ed, al contempo, ad elidere gli eventuali rischi relativi ad una errata somministrazione. Gli anticoncezionali femminili devono essere prescritti dal ginecologo, il quale, seguendo la paziente, potrà suggerire la soluzione migliore ed, al contempo, monitorare le sue condizioni di salute. Gli anticoncezionali più diffusi sono: la pillola, l’anello, il diaframma, la spirale ed il cerotto.

Il Cerotto anticoncezionale, o contraccettivo trans dermico, si applica in una zona cutanea asciutta e non protegge dalle infezioni veneree. In pratica, questa forma di contraccettivo ormonale non è in grado di salvaguardare la paziente dalle infezioni e malattie che si trasmettono tramite i rapporti sessuali.

La pillola anticoncezionale  è un metodo di contraccezione orale piuttosto diffuso, che va somministrato previa valutazione ed anamnesi mediche. La pillola rientra nell’escatologia concettuale dei contraccettivi ormonali e, normalmente, contiene estrogeno e progesterone. Questo farmaco, come i cerotti del resto, è in grado di prevenire eventuali gravidanze indesiderate senza, tuttavia, offrire alcun tipo di aiuto contro le infezioni e le malattie sessualmente trasmissibili. Ad ogni modo, la pillola anticoncezionale ha un’efficacia a dir poco elevata: è in grado di inibire la maturazione dell’ovulo e di modificare il muco cervicale, ostruendo il transito degli spermatozoi. Esistono diverse tipologie di pillole. La Pillola Fedra, a base di gestodene etinilestradiolo, è un farmaco prodotto dalla Bayer Schering Pharma che va somministrato alle pazienti di tutte le età purché siano in perfetta salute. La Pillola Yasmin è un anticoncezionale a base di drospirenone ed etinilestradiolo, impiegato da molte donne. La Pillola Loette, invece, è uno degli anticoncezionali orali maggiormente utilizzati. Si tratta, infatti, di un farmaco leggero dal costo contenuto. La Pillola Diane, invece, svolge una duplice funzione. Gli esperti, infatti, ne suggeriscono l’impiego sia per la lotta contro l’acne, sia per le sue emblematiche proprietà anticoncezionali. Anche essa è prodotta dalle Bayer. Le altre pillole presenti nelle farmacie italiane sono: Milvane, Fedra, Estinette, Mercilon, Belara e Triminulet.

La Spirale è un anticoncezionale capace di impedire la fecondazione e, al contempo, di inibire l’impianto dell’embrione nell’utero. Diversi studi scientifici dimostrano che la spirale abbia un’efficacia contraccettiva pari al 99,9%.

L’anello vaginale presenta le medesime caratteristiche funzionali della pillola ed ha un’efficacia anticoncezionale pari al 91%. L’obiettivo nevralgico dell’anello è l’inibizione del transito degli spermatozoi. Attraverso una composizione a base di ormoni sessuali, l’anello è in grado di modificare la composizione del muco cervicale e, al contempo, di bloccare l’ovulazione femminile. L’unica nota dolente, anche per questo tipo di contraccettivo, è rappresentata dall’incapacità di paventare l’eradicazione delle infezioni sessualmente trasmissibili.

Il contraccettivo ormonale sottocutaneo è un anticoncezionale caratterizzato dalla presenza di etonogestrel, un derivato sintetico ad azione progestinica. Si tratta di una nuova tipologia di contraccettivo. Privo di estrogeni e in grado di durare per ben 3 anni, il Nexplanon è un particolare tipo di contraccettivo ormonale sottocutaneo, le cui funzionalità appaiono del tutto simili a quelli della pillola. Da non sottovalutare poi è il Metodo Persona.

Contraccettivi di barriera: il diaframma (per le donne) e il condom (per gli uomini).

Il Diaframma è un anticoncezionale capace di garantire un’efficacia pari al 96% e consiste in una piccola cupola a forma circolare con un anello di metallo da introdurre nella vagina. Per questa tipologia di contraccettivo è ugualmente richiesto il parere ginecologico. Al di là della capacità di bloccare il passaggio degli spermatozoi, anche il diaframma non risulta idoneo ad annichilire i principali rischi venerei.

Il condom è l’anticoncezionale maschile più diffuso, utile sia nel proteggere dalle gravidanze indesiderate, sia nella lotta alle malattie ed infezioni sessualmente trasmissibili. Ad oggi, infatti, i preservativi sono l’unico metodo contraccettivo in grado di allontanare i deleteri ed infausti rischi venerei. Usare il profilattico nei rapporti occasionali, rappresenta un ottimo metodo di prevenzione.

Gli anticoncezionali naturali, invece, appaiono direttamente proporzionali all’astinenza periodica dai rapporti sessuali. La logica di quest’antica pratica si fonda sul rispetto degli intervalli temporali relativi al ciclo femminile.

Al fin di comprendere al meglio i reali danni concitati dagli anticoncezionali, abbiamo deciso di contattare la Dott.ssa Dora De Maio, ginecologa in servizio presso la Asl di Mercato San Severino (Sa).

Dott.ssa De Maio, gli anticoncezionali femminili fanno davvero male?

“Gli Anticoncezionali vanno somministrati dopo aver sottoposto la paziente ad alcuni esami nevralgici: controllo ematochimico, visita senologica, ecografia senologica, visita ginecologica e pap test. Diversi studi scientifici hanno dimostrato che l’utilizzo degli anticoncezionali femminili non sia dannoso e che gli unici rischi possano riguardare pazienti che versano in condizioni di salute già instabili. Ad ogni modo, gli anticoncezionali devono essere somministrati in seguito ad accurati e minuziosi esami ematici. Per le pazienti al di sotto dei 45 anni, sono consigliabili i seguenti esami: ecografia mammaria e visita senologica. Le donne over 45, invece, devono sottoporsi a mammografia e visita senologica. Al di là degli esami clinici e della prevenzione, però, bisogna ammettere che l’impiego degli anticoncezionali femminili può concitare, talvolta, qualche rischio collaterale. Di norma, vi è una bassa, seppur palpabile, percentuale di donne che in seguito ad una prolungata somministrazione, può andare incontro ad alcune deleterie patologie. Per evidenza empirica, il rischio più usuale è quello di contrarre trombosi. In altri casi, invece, gli anticoncezionali possono generare addirittura tumori al seno”. 

Adolescenti e rischio trasmissione malattie sessuali. Secondo recenti stime, in Italia, il numero delle adolescenti che ricorrono alla pillola del giorno dopo è in costante aumento. Le cause di questa malsana tendenza albergano, senza ombra di dubbio, sia in una carente campagna di sensibilizzazione sociale, sia nella precarietà dei rapporti genitori-figli. In Italia, infatti, c’è molta disinformazione tra gli adolescenti. Questa disinformazione, concitata, in particolare, dalla mancanza di corsi di educazione sessuale nelle scuole, produce deleterie e nefaste abitudini, caratterizzate prevalentemente da leggerezza ed improvvisazione. I dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità appaiono tutt’altro che confortanti: tra i teenager italiani del terzo millennio, il 28% dei maschi non utilizza il preservativo ed il 35% delle femmine non ricorre ad alcun anticoncezionale. La conseguenza di questi dati è a dir poco infausta: da un lato, si registra un aumento della pillola del giorno dopo, dall’altro, l’incremento delle malattie ed infezioni sessualmente trasmissibili.

Il boom della pillola del giorno dopo è una conseguenza logicamente prevedibile della disinformazione sessuale dei teenager italiani. Questa forma di contraccezione di massa, spesso notturna ed estemporanea, se, da un lato, non è in grado di proteggere dalle malattie veneree, dall’altro, può andare incontro all’obiezione di coscienza dei medici. Ad ogni modo, l’unica reale forma di anticoncezionale è la cultura sessuale. I giovani dovrebbero essere resi edotti non solo sui rischi relativi alle gravidanze indesiderate, ma anche sui danni irreversibili prodotti da rapporti sessuali estemporanei e non protetti.

Medici obiettori di coscienza. La comunità scientifica italiana non accetta all’unanimità l’impiego della pillola del giorno dopo. Esistono delle correnti di pensiero che fondano le proprie opinioni su elementi non eludibili dal punto di vista scientifico che attestano la capacità delle pillole di agire altresì nella fase post-concezionale, annichilendo lo sviluppo dell’embrione ed, in particolare, impedendo il suo annidamento nella parete uterina. Ad ogni modo, l’obiezione di coscienza, ergo il rifiuto delle prescrizioni mediche delle pillole del giorno dopo, non gode di alcun riconoscimento legale. L’unica legge esistente, la n. 194/1978, attiene al contesto dell’interruzione di una gravidanza accertata, quindi all’aborto. Bisogna poi citare la clausola di coscienza contemplata dall’articolo 22 del codice di deontologia medica. Il comitato Nazionale per la Bioetica, infatti, ha riconosciuto all’unanimità, nella nota sulla contraccezione d’emergenza del 2004, la possibilità per il medico di rifiutare la prescrizione e la somministrazione del Levonorgestrel, alla luce dei suoi potenziali effetti post-fertilizzazione. Normalmente, gli obiettori di coscienza non accettano di buon grado la prescrizione e la vendita delle pillole del giorno dopo.

Ad ogni modo la miglior forma di prevenzione e contraccezione alberga nell’osmosi catartica tra cultura sessuale ed utilizzo del preservativo. Soltanto il profilattico è in grado di svolgere entrambe le funzioni: da un lato riduce i rischi relativi alle gravidanze indesiderate, e, dall’altro, se usato bene, annienta i timori inerenti alle malattie sessualmente trasmissibili.

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