Anticoncezionali Femminili: rischi per la salute

Redazione Controcampus 6 Gennaio 2013

Anticoncezionali Femminili e Rischi per la SaluteLa Pillola Anticoncezionale è uno dei farmaci più discussi al mondo.

Brevettata nel 1956 dal medico statunitense Gregory Pincus, la Pillola fu introdotta in Italia soltanto nel 1972, dopo la rivoluzione sessantottina. Fin dalle prime luci dell’alba, la creatura di Pincus è stata aborrita dall’intellighenzia Pontificia. Negli ultimi tempi, però, anche la comunità scientifica internazionale ha iniziato a paventare un costante scetticismo.

Southampton, Gran Bretagna 2012. Il governo mette in atto un controverso piano per la riduzione delle gravidanze indesiderate tra le adolescenti. Circa trenta ragazzine di tredici anni sono state sottoposte all’impianto di un anticoncezionale sottocutaneo. “ L’ho fatto perché volevo avere rapporti sessuali. Una scelta responsabile, perché non volevo restare incinta”, questa è la shockante dichiarazione di una tredicenne britannica, vittima inconsapevole di una tendenza che, ormai, sembra prender piede in tutto il mondo. A destare sconcerto, però, è anche un altro fattore: i familiari delle bambine non sono stati informati dell’operazione. Immediata l’accusa dei rappresentanti del Family Education Trust (FET) sollevata ai danni delle autorità sanitarie britanniche. Secondo gli esperti della FET, i responsabili della sanità di Southampton si sarebbero macchiati d’incitamento alla promiscuità sessuale.

La Bayer e il mega risarcimento di 142 milioni di dollari. Uno studio condotto dai Centers for Disease Control and Prevention ha rilevato che dodici milioni di donne statunitensi, dal 2002 ad oggi, hanno utilizzato la pillola anticoncezionale. Secondo i ricercatori, i contraccettivi orali sono stati impiegati da circa l’80% delle donne statunitensi. Al di là dell’impiego ampiamente diffuso, la pillola anticoncezionale risulta uno dei farmaci più dibattuti al mondo. Di recente, la Bayer, famosa casa farmaceutica tedesca, è stata condannata al pagamento di ben 142 milioni di dollari di risarcimento a beneficio delle ricorrenti consumatrici americane, vittime incolpevoli di emboli, ictus ed infarti. La ragione di questo mega risarcimento va ricercata nell’utilizzo delle pillole anticoncezionali Yasmin e Yaz, ree di  aver concitato deleteri danni per la salute delle donne a causa della presenza di un particolare ormone sintetico, il drospirenone. Nell’aprile del 2012, la Food and Drug Administration (FDA) ha ordinato alla Bayer ed alle altre case farmaceutiche produttrici di contraccettivi, di incrementare e potenziare gli avvisi di rischio embolia sui prodotti. Al di là delle misure precauzionali adottate dalla FDA e del megarisarcimento ai danni della Bayer, tuttavia, i dubbi, le titubanze e i dibattiti relativi all’impiego della pillola anticoncezionale restano del tutto intatti. I contraccettivi orali sono caratterizzati da effetti sia negativi, sia positivi.

Gli effetti degli anticoncezionali Femminili

Effetti positivi. Le pillole anticoncezionali hanno il merito di sopprimere l’ovulazione, grazie alla presenza di due ormoni: gli estrogeni e i progestinici. Alcuni studi hanno dimostrato che i contraccettivi orali sono in grado di ridurre il rischio di cancro ovarico ed uterino, ridurre il rischio di sclerosi multipla, migliorare il ciclo di caduta dei capelli nelle donne e di alleviare i sintomi della sindrome premestruale.

Effetti negativi. I principali rischi relativi all’impiego della pillola anticoncezionale sono embolia, ictus, carcinoma della mammella in pre-menopausa e disfunzione sessuale. Da non sottovalutare è anche il pericolo di contrarre malattie sessualmente trasmissibili.

Gli anticoncezionali femminili, normalmente, devono essere prescritti ed impiegati previa supervisione di un ginecologo. La valutazione ed il supporto dell’esperto sono a dir poco imprescindibili e contribuiscono ad alleviare i timori ed, al contempo, ad elidere gli eventuali rischi relativi ad una errata somministrazione. Gli anticoncezionali femminili devono essere prescritti dal ginecologo, il quale, seguendo la paziente, potrà suggerire la soluzione migliore ed, al contempo, monitorare le sue condizioni di salute. Gli anticoncezionali più diffusi sono: la pillola, l’anello, il diaframma, la spirale ed il cerotto.

Il Cerotto anticoncezionale, o contraccettivo trans dermico, si applica in una zona cutanea asciutta e non protegge dalle infezioni veneree. In pratica, questa forma di contraccettivo ormonale non è in grado di salvaguardare la paziente dalle infezioni e malattie che si trasmettono tramite i rapporti sessuali.

La pillola anticoncezionale  è un metodo di contraccezione orale piuttosto diffuso, che va somministrato previa valutazione ed anamnesi mediche. La pillola rientra nell’escatologia concettuale dei contraccettivi ormonali e, normalmente, contiene estrogeno e progesterone. Questo farmaco, come i cerotti del resto, è in grado di prevenire eventuali gravidanze indesiderate senza, tuttavia, offrire alcun tipo di aiuto contro le infezioni e le malattie sessualmente trasmissibili. Ad ogni modo, la pillola anticoncezionale ha un’efficacia a dir poco elevata: è in grado di inibire la maturazione dell’ovulo e di modificare il muco cervicale, ostruendo il transito degli spermatozoi. Esistono diverse tipologie di pillole. La Pillola Fedra, a base di gestodene etinilestradiolo, è un farmaco prodotto dalla Bayer Schering Pharma che va somministrato alle pazienti di tutte le età purché siano in perfetta salute. La Pillola Yasmin è un anticoncezionale a base di drospirenone ed etinilestradiolo, impiegato da molte donne. La Pillola Loette, invece, è uno degli anticoncezionali orali maggiormente utilizzati. Si tratta, infatti, di un farmaco leggero dal costo contenuto. La Pillola Diane, invece, svolge una duplice funzione. Gli esperti, infatti, ne suggeriscono l’impiego sia per la lotta contro l’acne, sia per le sue emblematiche proprietà anticoncezionali. Anche essa è prodotta dalle Bayer. Le altre pillole presenti nelle farmacie italiane sono: Milvane, Fedra, Estinette, Mercilon, Belara e Triminulet.

La Spirale è un anticoncezionale capace di impedire la fecondazione e, al contempo, di inibire l’impianto dell’embrione nell’utero. Diversi studi scientifici dimostrano che la spirale abbia un’efficacia contraccettiva pari al 99,9%.

L’anello vaginale presenta le medesime caratteristiche funzionali della pillola ed ha un’efficacia anticoncezionale pari al 91%. L’obiettivo nevralgico dell’anello è l’inibizione del transito degli spermatozoi. Attraverso una composizione a base di ormoni sessuali, l’anello è in grado di modificare la composizione del muco cervicale e, al contempo, di bloccare l’ovulazione femminile. L’unica nota dolente, anche per questo tipo di contraccettivo, è rappresentata dall’incapacità di paventare l’eradicazione delle infezioni sessualmente trasmissibili.

Il contraccettivo ormonale sottocutaneo è un anticoncezionale caratterizzato dalla presenza di etonogestrel, un derivato sintetico ad azione progestinica. Si tratta di una nuova tipologia di contraccettivo. Privo di estrogeni e in grado di durare per ben 3 anni, il Nexplanon è un particolare tipo di contraccettivo ormonale sottocutaneo, le cui funzionalità appaiono del tutto simili a quelli della pillola. Da non sottovalutare poi è il Metodo Persona.

Contraccettivi di barriera: il diaframma (per le donne) e il condom (per gli uomini).

Il Diaframma è un anticoncezionale capace di garantire un’efficacia pari al 96% e consiste in una piccola cupola a forma circolare con un anello di metallo da introdurre nella vagina. Per questa tipologia di contraccettivo è ugualmente richiesto il parere ginecologico. Al di là della capacità di bloccare il passaggio degli spermatozoi, anche il diaframma non risulta idoneo ad annichilire i principali rischi venerei.

Il condom è l’anticoncezionale maschile più diffuso, utile sia nel proteggere dalle gravidanze indesiderate, sia nella lotta alle malattie ed infezioni sessualmente trasmissibili. Ad oggi, infatti, i preservativi sono l’unico metodo contraccettivo in grado di allontanare i deleteri ed infausti rischi venerei. Usare il profilattico nei rapporti occasionali, rappresenta un ottimo metodo di prevenzione.

Gli anticoncezionali naturali, invece, appaiono direttamente proporzionali all’astinenza periodica dai rapporti sessuali. La logica di quest’antica pratica si fonda sul rispetto degli intervalli temporali relativi al ciclo femminile.

Al fin di comprendere al meglio i reali danni concitati dagli anticoncezionali, abbiamo deciso di contattare la Dott.ssa Dora De Maio, ginecologa in servizio presso la Asl di Mercato San Severino (Sa).

Dott.ssa De Maio, gli anticoncezionali femminili fanno davvero male?

“Gli Anticoncezionali vanno somministrati dopo aver sottoposto la paziente ad alcuni esami nevralgici: controllo ematochimico, visita senologica, ecografia senologica, visita ginecologica e pap test. Diversi studi scientifici hanno dimostrato che l’utilizzo degli anticoncezionali femminili non sia dannoso e che gli unici rischi possano riguardare pazienti che versano in condizioni di salute già instabili. Ad ogni modo, gli anticoncezionali devono essere somministrati in seguito ad accurati e minuziosi esami ematici. Per le pazienti al di sotto dei 45 anni, sono consigliabili i seguenti esami: ecografia mammaria e visita senologica. Le donne over 45, invece, devono sottoporsi a mammografia e visita senologica. Al di là degli esami clinici e della prevenzione, però, bisogna ammettere che l’impiego degli anticoncezionali femminili può concitare, talvolta, qualche rischio collaterale. Di norma, vi è una bassa, seppur palpabile, percentuale di donne che in seguito ad una prolungata somministrazione, può andare incontro ad alcune deleterie patologie. Per evidenza empirica, il rischio più usuale è quello di contrarre trombosi. In altri casi, invece, gli anticoncezionali possono generare addirittura tumori al seno”. 

Adolescenti e rischio trasmissione malattie sessuali. Secondo recenti stime, in Italia, il numero delle adolescenti che ricorrono alla pillola del giorno dopo è in costante aumento. Le cause di questa malsana tendenza albergano, senza ombra di dubbio, sia in una carente campagna di sensibilizzazione sociale, sia nella precarietà dei rapporti genitori-figli. In Italia, infatti, c’è molta disinformazione tra gli adolescenti. Questa disinformazione, concitata, in particolare, dalla mancanza di corsi di educazione sessuale nelle scuole, produce deleterie e nefaste abitudini, caratterizzate prevalentemente da leggerezza ed improvvisazione. I dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità appaiono tutt’altro che confortanti: tra i teenager italiani del terzo millennio, il 28% dei maschi non utilizza il preservativo ed il 35% delle femmine non ricorre ad alcun anticoncezionale. La conseguenza di questi dati è a dir poco infausta: da un lato, si registra un aumento della pillola del giorno dopo, dall’altro, l’incremento delle malattie ed infezioni sessualmente trasmissibili.

Il boom della pillola del giorno dopo è una conseguenza logicamente prevedibile della disinformazione sessuale dei teenager italiani. Questa forma di contraccezione di massa, spesso notturna ed estemporanea, se, da un lato, non è in grado di proteggere dalle malattie veneree, dall’altro, può andare incontro all’obiezione di coscienza dei medici. Ad ogni modo, l’unica reale forma di anticoncezionale è la cultura sessuale. I giovani dovrebbero essere resi edotti non solo sui rischi relativi alle gravidanze indesiderate, ma anche sui danni irreversibili prodotti da rapporti sessuali estemporanei e non protetti.

Medici obiettori di coscienza. La comunità scientifica italiana non accetta all’unanimità l’impiego della pillola del giorno dopo. Esistono delle correnti di pensiero che fondano le proprie opinioni su elementi non eludibili dal punto di vista scientifico che attestano la capacità delle pillole di agire altresì nella fase post-concezionale, annichilendo lo sviluppo dell’embrione ed, in particolare, impedendo il suo annidamento nella parete uterina. Ad ogni modo, l’obiezione di coscienza, ergo il rifiuto delle prescrizioni mediche delle pillole del giorno dopo, non gode di alcun riconoscimento legale. L’unica legge esistente, la n. 194/1978, attiene al contesto dell’interruzione di una gravidanza accertata, quindi all’aborto. Bisogna poi citare la clausola di coscienza contemplata dall’articolo 22 del codice di deontologia medica. Il comitato Nazionale per la Bioetica, infatti, ha riconosciuto all’unanimità, nella nota sulla contraccezione d’emergenza del 2004, la possibilità per il medico di rifiutare la prescrizione e la somministrazione del Levonorgestrel, alla luce dei suoi potenziali effetti post-fertilizzazione. Normalmente, gli obiettori di coscienza non accettano di buon grado la prescrizione e la vendita delle pillole del giorno dopo.

Ad ogni modo la miglior forma di prevenzione e contraccezione alberga nell’osmosi catartica tra cultura sessuale ed utilizzo del preservativo. Soltanto il profilattico è in grado di svolgere entrambe le funzioni: da un lato riduce i rischi relativi alle gravidanze indesiderate, e, dall’altro, se usato bene, annienta i timori inerenti alle malattie sessualmente trasmissibili.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto