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3 gennaio 2013

Eventi Salerno Teatro Re-Attivo con Brigantesse se more

Metti un gruppo di amici, un’associazione culturale, tanta passione per il teatro e un attaccamento particolare al proprio territorio, alla propria storia e avrai una rappresentazione teatrale come Brigantesse se more. Manifestazione per Eventi Salerno Teatro Re-Attivo.

Brigantesse se more è uno spettacolo scritto da Rosaria Carifano, che porta in scena un fenomeno particolare, quasi sconosciuto e radicato nel Meridione italiano durante il periodo dell’Italia post unitaria: il brigantaggio, in questo caso il brigantaggio femminile.

Abbiamo incontrato e intervistato Grazia D’Arienzo, regista dello spettacolo, a pochi giorni dalla messa in scena di Brigantesse se more.

Chi sono le Brigantesse protagoniste di “Brigantesse se more”?

Giuseppina Vitale, Marianna Della Bella e Filomena Pennacchio, tre giovani donne originarie dell’Irpinia che, per motivi diversi, sono diventate brigantesse. A fare loro da contraltare, i personaggi di Michela Rago, vera e propria incarnazione di un pensiero qualunquista diffuso oggi come allora, e il delegato Coggiola, ex-ufficiale borbonico passato poi dalla parte dei Piemontesi.

 Come è nata l’idea di portare in scena questo argomento?

All’origine dello spettacolo c’è sicuramente l’esigenza di indagare una Storia altra rispetto a quella ufficiale, ma soprattutto la volontà di esplorare le ragioni di una “questione nella questione”: quella femminile all’interno di quella meridionale. Abbiamo voluto raccontare, attraverso tre esempi, le vicende di tante altre brigantesse troppo spesso bollate come semplici “donnacce” senza dignità, completamente soggiogate agli uomini. Le brigantesse hanno scelto di essere tali ed è questa consapevolezza della scelta

l’aspetto che volevamo sottolineare.

In che modo la rappresentazione vuole “riabilitare” il fenomeno del brigantaggio?

Non userei il termine “riabilitare”. Non si tratta di dare un giudizio positivo o negativo su un fenomeno storico così complesso, ma di offrire un punto di vista diverso rispetto a quello abituale, alla ricerca delle motivazioni profonde che hanno spinto in particolare le donne ad imbracciare il fucile e combattere. Ci siamo concentrate sui verbali degli interrogatori e sulle dichiarazioni rilasciate dalle stesse brigantesse, anche se ovviamente il testo, scritto da Rosaria Carifano, fornisce un’elaborazione romanzata dei personaggi e non ha pretese di totale aderenza alle figure realmente esistite.

Un cast costituito quasi interamente da donne. Chi sono Grazia, Angela Rosa, Simona e Sonia?

Io rappresento Giuseppina Vitale, l’innamorata, mentre Angela Rosa D’Auria è l’opportunista Marianna Della Bella e Sonia Di Domenico la “regina delle selve”, Filomena Pennacchio. Il ruolo di Michela Rago è invece interpretato da Simona Forte. Nel cast compare anche un uomo, il delegato Coggiola, interpretato da Clif Imperato. Facciamo tutti parte dell’Associazione Culturale Iride di Avellino, un laboratorio creativo nato nel 2011 che ha sviluppato come progetti paralleli una Compagnia Teatrale e un ensemble di produzione video.

“Brigantesse se more” è stato premiato con la borsa di studio Scuola Holden e ha partecipato all’Home Festival-Irpinia d’Oriente 2011. Raccontaci di questa esperienza.

E’ stata un’esperienza unica. Abbiamo recitato in mezzo agli spettatori, nelle case messeci a disposizione dagli abitanti di Bisaccia e in una cantina allestita per noi nei pressi del castello di Morra De Sanctis. Un contatto così diretto con il pubblico ristabilisce, in qualche modo, il rito originario del teatro.

Cosa c’è di Giuseppina Vitale in Grazia D’Arienzo e cosa hai dato a questo personaggio?

A Giuseppina Vitale ho prestato la malinconia, lei invece mi ha fatto riscoprire il dialetto delle mie zone, dell’Irpinia, che è molto particolare, molto più aspro rispetto al napoletano che impera sulle scene campane.

Dove e quando è possibile assistere alla rappresentazione?

Eventi Salerno Teatro Re-Attivo : A Salerno il 4 Gennaio alle 21.00, presso il Teatro Re-attivo di via Enrico Bottiglieri.

La quota d’ingresso è di 10 €, con agevolazioni per studenti e gruppi di cinque persone (8 €) con possibilità di prenotazione e prevendita al numero 3290810424.

Un periodo storico affascinante, a tratti ancora oscuro, soprattutto per fenomeni come il brigantaggio di cui molti non sono ancora a conoscenza, un fenomeno diffuso non solo in Irpinia ma anche in altre zone della Campania, in Basilicata e in Puglia. E’ piacevole sapere che molti giovani abbiano il desiderio di riscoprire le storie e le vicende del proprio territorio e della propria cultura e che attraverso forme d’arte come il teatro riescano a trasmettere tutto ciò a un pubblico più vasto e variegato.

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