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17 gennaio 2013

La Migliore Offerta di Tornatore: Recensione e Trailer

Tornatore è un autore, e non ci sono dubbi e La Migliore Offerta lo conferma.

Sorrentino è un autore, e non ci sono dubbi e La Migliore Offerta non lo nega.

Guardando il film La Migliore Offerta e assistendo al suo dilatarsi temporale, spaziale e formale si ha la netta sensazione che Tornatore, dopo This must be the place, si sia sentito in dovere di fare il salto oltreoceano, come a voler dimostrare che autore è anche lui. E sia chiaro che l’espressione salto oltreoceano si riferisce ben poco al cast quasi totalmente americano e al Divo Geoffrey Rush nei panni di un banditore d’aste innamorato dell’arte e terrorizzato dall’amore.

Quello che inizialmente si propone in La Migliore Offerta come un elogio all’arte, all’amore e ai personaggi che nei loro comportamenti patologici un po’ ci convincono (non so perché ma comunque sento puzza di Divo), si trasforma in un giallo molto giallo. Una grossa, enorme, invasiva macchia molto gialla.

Se nelle intenzioni dell’autore in La Migliore Offerta si rilevano disegni di narrazione e struttura che si configurino come un affresco di opposti che rimpallano tra vero e finzione, autentico e falso, bello e brutto, naturale e meccanico, allo stesso tempo ogni meccanismo sembra regolato dalla legge del contrappasso, in un gioco di apparenze che prima conquista, poi inganna e sorprende.

Nel film La Migliore Offerta la follia di Claire Ibetson e la lucidità iniziale del protagonista Virgil, l’amicizia vera e quella interessata, cos’è arte e cos’è amore, ciò che è bello e si può amare, ciò che è brutto e non può essere amato, il debole e il forte, il sano e il malato, ogni elemento si ribalta e si capovolge.

Robert genio di manualità, Virgil che indossa sempre i guanti e tocca con gli occhi, Claire donna di paura, ferite e urla, l’automa incompleto di freddi pezzi di metallo, coppie allo specchio tra cui non si distingue l’individuo e il riflesso che suggeriscono la conclusione che ogni ente e il suo opposto coesistano e siano possibili in una casuale alternanza, che l’amore non corrisponda necessariamente all’arte più sublime, perché anche la più sublime delle arti è finzione, e che la verità, fonte autentica d’amore, possa risiedere anche nell’aspetto meno gradevole, in una donna dal corpo menomato la cui mente geniale non è altro che intrappolata da un destino infausto.

Tornatore oltreoceano con La Migliore Offerta non convince, ma un plauso al tentativo di spingersi oltre Baaria,  alle intenzioni di un’architettura studiata quasi maniacalmente, all’arte e alla bellezza proposte dalle immagini che raccontano.

La macchia gialla forse possiamo ignorarla.

IL TRAILER di La Migliore Offerta

 

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