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16 febbraio 2013

Giampaolo Morelli presenta “Sette ore per farti innamorare”- L’Ispettore Coliandro diventa detective dell’amore

Giampaolo Morelli
Giampaolo Morelli

Giampaolo Morelli

Giampaolo Morelli presenta la sua ultima produzione editoriale “Sette ore per farti innamorare” (Piemme Editore)

…è sempre una grande emozione incontrare le persone dal vivo. C’è qualcuno che mi segue su Facebook?

Sono bastate queste  poche parole di esordio, per rendersi conto di chi è “ancora” Giampaolo Morelli.

Ormai un attore affermato, conosciuto ai più grazie al simpatico e romantico personaggio dell’Ispettore Coliandro (e i più svariati personaggi interpretati nelle fiction), eppure, e tuttora, un ragazzo ancora semplice, allegro, vivace, a tratti comune e che soprattutto non si è mai “montato la testa”. Un ragazzo umile, che crede al contrario, e lo ammette senza falsa demagogia, che è per lui davvero un onore, oltre che una gioia immensa, immergersi nella folla dei suoi fan e sostenitori che lo seguono in tutte le sue avventure televisive ed editoriali.

Ieri, a Milano presso la libreria La Feltrinelli di Corso Buenos Aires, ad accogliere Giampaolo Morelli, un gruppo numeroso e vivace di ammiratori e curiosi, soprattutto di genere femminile. Sì, perché l’eclettico Morelli, è anche uno scrittore di tutto rispetto. Da qualche giorno in tutte le librerie, infatti, il suo secondo romanzo edito da Piemme EditoreSette ore per farti innamorare“, dopo il precedente successo registrato con il romanzo d’esordio “Un bravo ragazzo. Storia di un giovane prestigiatore, erotomane, dislessico e disadattato”. 

Basterebbe leggere il solo sottotitolo in copertina di “Sette ore per farti innamorare” per decidere immediatamente di comprarlo, sicuri, che dentro, si ritroverà senza dubbi, il  vero Giampaolo “nazionale”, quel ragazzo semplice e simpatico che ammalia le donne e conquista gli uomini con il suo umorismo e il suo carisma tipicamente partenopeo (“L’arte del rimorchio è una scienza esatta“!). A La Feltrinelli, Giampaolo Morelli, non si risparmia: una lunga presentazione del suo libro e tutta la sua disponibilità per le tante persone accorse numerose per strappargli un sorriso, per fargli una domanda, per farsi firmare la copia del proprio gelosissimo libro, per farsi fotografare insieme al proprio beniamino. Giovani, adulti, uomini e donne. Un target decisamente variegato ieri sera in libreria ad accogliere il buon Giampaolo.

Il suo libro “Sette ore per farti innamorare”, sotto le “mentite spoglie” di un romanzo leggero, divertente e di facile

lettura, indirettamente intende ergersi come una vera e proprio guida a supporto di quanti, senza distinzioni di coorti di età, hanno difficoltà ad approcciarsi all’altro. Per timidezza, per paura di essere respinti, per insicurezza, per scarsa conoscenza delle “tecniche” base per arrivare al cuore dell’altro. Tutto il romanzo gravita intorno alla vita del protagonista, il giornalista Paolo De Martino, che, dopo aver scoperto il tradimento della propria compagna con il suo capo, decide di mollare la testata rifugiandosi in “Macho Man”, un settimanale dedicato ad un pubblico maschile. E sarà attraverso questa nuova collaborazione che Paolo riuscirà gradualmente a riprendere di nuovo in mano le redini della sua vita, sia professionale che personale. È attraverso le parole, gli scritti, la vita e le parole di Paolo, che Giampaolo racconterà delle “necessarie” tecniche di seduzione per tutti i maschi che “si sentono sfigati” ma solo perché ignorano le più rudimentali basi dell’arte del “rimorchio” che, a parere dell’autore, sono facili da apprendere e da applicare.

Scorrendo le pagine del libro ci si renderà presto conto che tutto sommato non è un’impresa così ardua oltrepassare le barriere il più delle volte sollevate dall’universo femminile, biologicamente legato al mito dell’uomo Alfa. Un libro che parla soprattutto agli uomini ma che sicuramente permetterà alle donne, attraverso una lettura mai banale, di ritrovarsi tra le sue pagine. Un libro, a parere di chi scrive, di sicuro successo editoriale.

Interessante scoprire addirittura un vero e proprio studio ex ante, posto in essere dallo stesso autore e durato più di un anno, di un forum sul tema cardine del suo romanzo. Un’indagine volta a comprendere in prima persona, le problematiche connesse alla relazione socio-biologica uomo-donna, per capire le vere difficoltà nell’esplicare l’arte della seduzione, per risalire alle psicologie note o ignote che si celano dietro un rifiuto, un approccio mancato, una mancato ardire. Per scrivere questo straordinario romanzo, Giampaolo Morelli, ha indossato, dunque, le vesti discrete di un vero detective dell’amore, seguendo addirittura con microfoni e telecamere le sue “fonti” alla ricerca, in sintesi, eminentemente e semplicemente di un’opportunità per essere felici, per vivere un’emozione, per innamorarsi.

Molto probabilmente una fusione delle mille sfaccettature del bel Giampaolo Morelli in “Sette ore per farti innamorare”: un po’ del burbero Enea, qualche chicca dello “sfortunato” ispettore Coliandro, la simpatia unica e inimitabile del Giampaolo amico di tutti, “terreno”, pulito, vero.

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