Nuovo Papa: sarà nero? – Chi sarà il Nuovo Papa? Si apre il Toto Papa anche tra i giovani

Redazione Controcampus 15 Febbraio 2013

Toto Papa.

Chi sarà il Nuovo Papa?

Dimesso un papa se ne fa un altro. Più facile a dirsi che a farsi.

Se Oltretevere sentimenti ed idee appaiono ancora confusi ed accavallati, dopo il clamoroso annuncio delle dimissioni di papa Benedetto XVI, in Santa Sede, tra cardinali, è già tempo di “consultazioni informali” pre-conclave.

Intanto, però, anche tra i profani, quelli cioè lontani dalle “grandi manovre” del Cupolone, si comincia, metabolizzato alla bene e meglio lo shock,  a  parlare con insistenza  del Nuovo Papa e di “toto-Papa”.

Com’è noto, papa Ratzinger lascerà la cattedra di Pietro il 28 febbraio alle 20. Dopodiché, tra il 15 e il 20 marzo, le porte della Cappella Sistina si chiuderanno e cominceranno le attività delle congregazioni dei cardinali (117 in tutto) che porteranno all’elezione del nuovo pontefice.

Conclave

Conclave

Su chi si poserà, stavolta, lo Spirito Santo? Chi sarà il Nuovo Papa? Sarà forse l’eletto un europeo, un africano, un americano oppure un asiatico? E ancora, che colore avrà? Bianco, nero, giallo? Curiosità legittime, ma risposte rinviate a prima di Pasqua, quando dal balcone di San Pietro il protodiacono pronuncerà finalmente l’attesissimo Habemus Papam.

Intanto una certezza: le dimissioni per “motivi di salute” addotte da Ratzinger paiono aver convinto i porporati a restringere la cerchia dei successori a candidati, per così dire, “giovani”, possibilmente tra i 65 e i 70, fisicamente “vigorosi”, e cioè maggiormente preparati a sostenere la sfida di un pontificato avviato verso nuove e gravose responsabilità.

Riflettori puntati sui “papabili”, allora, e bookmakers in fibrillazione. Battute le quote, insomma, non resta che puntare il cavallo vincente. I nomi in circolazione sull’aspirante Nuovo Papa sono tanti.

Cardinale Mauro Piacenza

Cardinale Piacenza

Tra gli “italiani”, caldissima la candidatura del cardinale Mauro Piacenza (68 anni), Prefetto della Congregazione del Clero, ma alte sono anche le quote del cardinale Angelo Scola (72 anni), arcivescovo di Milano, il preferito di Ratzinger, Leonardo Sandri, 69 anni, e di Tarcisio Bertone, 78 anni, altro braccio destro del papa uscente.

Seguono, più distaccati, il cardinale Gianfranco Ravasi (71 anni), Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e il cardinale Angelo Bagnasco, 70 anni, attuale Presidente delle Conferenza episcopale italiana.

Cardinale Turkson

Cardinale Turkson

Ulteriore ipotesi sostenuta di nuovo papa è quella che questo sarà un papa nero. Secondo San Malachia di Armagh, il quale, nel lontano XII secolo, sembrerebbe aver profetizzato, insieme all’abdicazione del papa, l’avvento di tale “Petrus Romanus”, il sospiratissimo papa nero, il cui pontificato, sempre stando alla profezia, dovrebbe concludersi con la distruzione di Roma e del mondo intero.

L’ipotesi, suggestiva, ha fatto colpo sui bookmakers, che non escludono la possibilità di un Papa di colore. Il Petrus in questione sarebbe Peter Kodwo Appiah Turkson, classe 1948, ghanese, 65 anni da compiere ad ottobre, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ed Arcivescovo di Cape Coast.

Cardinale Ouellet

Cardinale Ouellet

Il grande favorito della vigilia resta, però, il cardinale franco-canadese Marc Ouellet, 68 anni, arcivescovo del Quebec, che le principale agenzie specializzate del pianeta danno come il principale indiziato a raccogliere il testimone del dimissionario Benedetto XVI.

Completano la classifica il francese Jean-Louis Pierre Tauran, 69 anni, attuale pres. del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso, l’honduregno Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, 70 anni, e il brasiliano Odilo Pedro Scherer, 63 anni.

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Mappa dei Cardinali

Mappa dei Cardinali

Il nuovo papa che vorrebbero i giovani e gli studenti

Un nuovo papa “giovane”, quello descritto dai pronostici della vigilia, moderno, aggiornato, predisposto al dialogo internazionale ed intergenerazionale, ma, soprattutto, capace di confrontarsi “orizzontalmente” con una cultura giovanile sempre più esigente e desiderosa di ascolto, che raccoglie dai padri la patata bollente di un mondo sempre più incerto e spiritualmente impoverito.Qual è, dunque, secondo i giovani il profilo del papa ideale?

Il Papa con i giovani

Il Papa con i giovani

Per molti, ovviamente, il modello rimane Papa Giovanni Paolo II, il papa più anticonformista della storia del papato moderno, un papa che ha ballato, cantato, pregato, sorriso e pianto insieme ai giovani di tutto il mondo e che, per i giovani, ha sempre avuto un affetto speciale (Non abbiate paura della vostra giovinezza e di quei profondi desideri che provate di felicità, di verità, di bellezza e di durevole amore!). Un affetto ricambiato dal mondo giovanile e culminato nelle ormai famose ed irrinunciabili GMG (Giornate Mondiali della Gioventù), di cui proprio papa Wojtyla fu il fondatore, benché amasse ricordare che “i giovani le hanno create”.

Un Nuovo Papa giovane dentro, il più giovane possibile, meglio se italiano, – insistono i nostri ragazzi e studenti, – che sappia accostarsi con umiltà e, soprattutto, curiosità ad una realtà giovanile vivace e composita, che voglia conoscerla meglio, viverla dall’interno, empaticamente, senza pregiudizi di sorta. Un Nuovo Papa dai modi laici ma dal sentire superiore. Una guida lontana da paternalismi e luoghi comuni, che non ne banalizzi la complessità, ma che, piuttosto, sia in grado di riconoscerne la vitalità, di promuoverne l’utilità sociale, di difendere la legittimità delle sue pretese.

La parola d’ordine, allora, non può che essere una: fiducia. Quella che i giovani chiedono al nuovo successore di Pietro è una Chiesa diversa nello spirito, rinnovata, che abbia la volontà e la voglia di credere in loro, nella loro forza, aiutandoli a superare quelle fragilità psicologiche, morali, che ne impediscono l’espressione, l’inserimento sociale e culturale, e che, di fatto, condannano tanti ragazzi ad un’invisibilità storica sempre più tangibile. Ne deriva per tanti ragazzi e ragazze la consapevolezza di un doloroso impoverimento della sfera spirituale.

Il papa e il web

Il papa e il web

Il Nuovo Papa che verrà dovrà dimostrare di saper mantenere uno sguardo vigile sulla modernità e sul cambiamento. In una parola Internet. Intendiamoci, quello che i ragazzi chiedono è un papa “sintonizzato coi tempi”.

Il che può voler dire solo una cosa: disponibilità verso la rete e capacità di comunicare attraverso la stessa. In sintesi un papa capace di svolgere il suo impegno missionario anche sul web e in tutti gli ambienti comunicativi che compongono il continente digitale. Ambienti e mezzi cui l’evangelizzazione, oggi, non può certo voltare le spalle. Tanto che qualcuno già parla di Evangelizzazione 2.0, o, se volete, di evangelizzazione digitale.

Il Papa e il web

Il Papa e il web

Almeno in questa direzione, siamo sicuri, nessuno avrà da ridire sull’operato del povero Ratzinger, cui se va riconosciuto un merito questo è proprio quello di essere stato il primo papa digitale della storia.

Un fatto è certo: il nuovo successore di Pietro avrà il suo bel da fare per guadagnare le simpatie dei più giovani. Una sfida ardua, sì, ma non certo impossibile. Qualcosa da cui partire, infatti, c’è: i ragazzi hanno ancora bisogno di credere, di riabbracciare Dio, di imparare a riconoscerlo in un tempo che troppo presto ha fatto a dichiararne la dipartita e che, fatti alla mano, non sembra dare loro molti motivi di ripensamento.

Nuovo papa e candidature secondo i Giovani

Anche qui non dispiace l’idea del Papa Nero, alias Peter Kodwo Appiah Turkson, simbolo di cambiamento ed apertura al futuro. I giovani si aspettano un segnale di “svecchiamento forte” dopo le dimissioni di papa Ratzinger e l’elezione del cardinale Turkson al soglio pontificio non sarebbe certo accolta come un fuoco fatuo. La preferenza, tuttavia, va al made in Italy, con i testa i gettonatissimi Scola e Bagnasco, pupilli di Ratzinger, percepiti come garanzia di tradizione e, quindi, di continuità. Per quanto la linea Ratzinger non sia mai piaciuta troppo ai nostri ragazzi (troppo rigida e conservatrice, secondo i più, ma ideale per colmare l’assenza, ancora evidente, di una linea d’azione convintamente “riformista”), infatti, il pontefice tedesco, specie negli ultimi anni, sembrava aver finalmente corretto il tiro (vedi l’accoglienza in perfetto stile Giovanni Paolo riservatagli durante la Giornata mondiale della gioventù di Madrid 2011), cosa che avrebbe convinto molti giovani a rivedere in positivo il loro giudizio sull’ormai ex papa.

La speranza, in definitiva, è che il suo successore possa proseguire il discorso di riforma cominciato a Madrid due anni fa.

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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto