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22 febbraio 2013

Sicurezza sul Web – Come avere sicurezza sul web e quando proteggersi su Internet

Il World Wide Web è indubbiamente la rete di servizi più imponente della storia.

Da quando è nato, quasi 22 anni fa, si è ingrandito a dismisura, entrando nelle nostre vite a poco a poco, integrandosi sempre di più in esse, entrando in simbiosi con le nostre abitudini e le nostre necessità.

Col tempo le persone si sono abituate e appassionate a questa realtà, e poi hanno fatto anche di più: vi si sono fidate e affidate, al punto che oggi tutte le informazioni che ci riguardano, dalle più irrilevanti alle più personali, sono rintracciabili in esso.

Nello stesso momento in cui avveniva l’espansione dell’uso del web da parte degli utenti in rete, si poneva e cominciava a nascere una nuova disciplina, quella della privacy e della Sicurezza sul Web web e dunque la relativa tutela della privacy, tutela della Sicurezza sul Web in particolare dei dati cosi detti sensibili.

Oggi si vuole Sicurezza sul Web, al contempo, rimanere anonimi, un binomio che pare non poter avere un riscontro positivo (vedasi Facebook). Inoltre, quello del Web è un sistema altamente aperto. Nonostante si lotti ormai da un decennio per limitarne l’apertura e averne il totale controllo. E’ il concetto stesso di World Wide Web che non permette questa corsa al controllo e alla chiusura. Ma se da un lato l’apertura è un gran cosa (vedasi libertà di espressione sul Web e Wikipedia, per esempio) dall’altro è un enorme pericolo perché consente a tanti malintenzionati di scorrazzare liberi per il Web e mettere a repentaglio la sicurezza di tutti gli internauti.

Oggi le grandi aziende informatiche offrono un alto livello di Sicurezza sul Web, però resta da capire quanto davvero siamo al sicuro in questo mare virtuale.

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Per avere risposte certe in tema di Sicurezza sul Web, lo chiediamo al prof Michele Colajanni, Direttore del Centro di Ricerca Interdipartimentale sulla Sicurezza e Prevenzione dei Rischi dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Nel 21esimo secolo possiamo affermare con certezza di vivere contemporaneamente due vita parallele: quella reale, che viviamo in prima persona, e quella virtuale. Innumerevoli sono i siti che contengono informazioni di ogni genere, spesso molto delicate come dati sensibili, coordinate bancarie, indirizzi ma anche mail, foto, video ecc. Dati sensibili che dovrebbero essere notevolmete protetti al fine di garantire la privacy. Nonostante ciò, sono numerosi i casi di violazioni della privacy (password rubate, sistemi craccati, ecc.) A tal proposito sorgono spontanee alcune domande:

Quanto i nostri dati sono al sicuro come avere Sicurezza sul Web ?

“Prima di iniziare mi permetto una precisazione riguardo alle vite parallele. Non abbiamo più due vite, fisica e digitale, ma una sola dove fisico e digitale sono e saranno sempre più compenetrate. Dove finisce la vita digitale e dove inizia quella fisica quando le clonano la carta di credito e le rubano soldi veri? Quando non riesce a trovare un posto di lavoro perché qualche amico “spiritoso” ha postato le sue foto dell’ultimo addio al celibato o dove l’ex di turno ha postato certe immagini private per vendicarsi? Quando la sua reputazione è determinata prevalentemente dai link che compaiono nella prima pagina di Google? Gli esempi sono moltissimi. Quindi, il primo suggerimento che mi permetto di dare ai lettori è di non pensare più a due contesti, due vite, due identità, con la segreta speranza che la rete garantisca anonimato. Non è così, non più.

Passando alla sua domanda, la risposta è “dipende”. Dipende da dove sono memorizzati. Ci sono diversi contesti. I miei dati sul mio computer, soprattutto portatile, e smartphone sono terribilmente insicuri per un principio semplice: ciò che porto dietro può perdersi, rompersi, essere rubato con più facilità. Per capirsi, nel solo 2011 sono stati persi/rubati 637.000 laptop e telefoni cellulari negli aeroporti statunitensi.                 I miei dati gestiti da grandi aziende informatiche (Google, Facebook, Apple) e dalle banche sono molto più al sicuro da furti e da attacchi informatici di quanto si possa pensare. E’ sola una questione di percezione: quando queste aziende subiscono anche un minimo attacco finiscono sui giornali, mentre i furti ad aziende piccole non vengono riportati. Attenzione a un altro aspetto, però. Essere più al sicuro dai criminali informatici non significa che i miei dati non vengano acceduti e utilizzati. Quando riceviamo un servizio gratuito dobbiamo sempre chiederci: “Come fa Facebook a pagare i suoi computer, gli stipendi ai suoi dipendenti e la bolletta della luce?”. Con la pubblicità, certo, ma non solo. Per avere la risposta è sufficiente leggere i “Termini di utilizzo” di queste società. Ma chi di noi legge queste lunghe e noiosissime pagine prima di accettare? A dirla tutta sempre troppo pochi…”

Come possiamo proteggerci al meglio e avere Sicurezza sul Web ?

“Per rispondere dobbiamo prima pensare a come vengono condotti la maggior parte degli attacchi informatici: con la tecnologia e con la psicologia. Dagli attacchi tecnologici ci si protegge usando la tecnologia. Dagli attacchi psicologici ci si protegge usando la testa.

Tecnologia significa installare un antivirus sempre attivo e sempre aggiornato, aggiornare tutti gli applicativi installati (e magari disinstallare quelli che non utilizziamo), fare frequenti backup dei miei dati, fino ad arrivare all’uso di personal firewall che richiedono un po’ più di competenza nella configurazione. Non abbiamo ancora acquisito la mentalità che un computer richieda un po’ di tempo nella manutenzione, proprio come un’automobile che richiede benzina, controllo dei liquidi, tagliandi. Come ci comportiamo nei confronti della manutenzione dell’auto? O la facciamo noi, o la fa qualcuno per noi per amore o per amicizia, o paghiamo qualcuno che la fa per noi. Dobbiamo accettare che per i computer è la stessa cosa; anzi, è molto più importante.

Usare la testa ha tante implicazioni. Innanzitutto non facendosi del male da soli postando in rete informazioni e foto di cui un giorno potremmo pentirci. Poi facendo attenzione nel fare con leggerezza tutta una serie di cose: evitare di scegliere password banali e non memorizzarle nel telefonino; evitare di cliccare su allegati e su link che arrivano da mittenti sconosciuti, andando a verificarne bene la provenienza anche se arrivano da mittenti noti; e soprattutto non abboccare alle esche. Solo questo tema richiederebbe un numero monografico: non si può pensare di aver vinto ad una lotteria di cui non abbiamo comprato il biglietto, che Samantha si sia innamorata proprio del nostro indirizzo email, che ci sia tanta gente che voglia donarci soldi o farli transitare sul nostro conto corrente, che possano arrivare offerte di lavoro serie via email, che ci siano tanti problemi tecnici sui sistemi informatici dove siamo registrati. Gli esempi sono tantissimi come è fervida la fantasia degli attaccanti. Non c’è tecnologia che ci protegga: è cervello contro cervello.”

Come evolveranno, nel prossimo futuro, i sistema di difesa?

“Per rispondere a questa domanda bisognerebbe prima sapere come evolveranno i sistemi e i servizi informatici e indovinare significherebbe diventare miliardari in dollari, come Mr. Zuckerberg. Comunque, un trend è chiaro e mi limito a questo. Tutti vogliono accedere a tutti i servizi informatici e ai propri dati sempre e dovunque. Per raggiungere questo scopo stiamo usando computer portatili, tablet e smartphone, portando con noi i nostri dati usando, magari, anche chiavette USB. Questo trend non può continuare per due motivi:

Primo, i nostri dati cresceranno in quantità. Prima o poi capiremo che avere sempre con noi tutti i dati in chiaro e tutte le chiavi di accesso è una pessima scelta per i motivi di smarrimento e furto di cui sopra. Se riteniamo folle portare con noi tutti i nostri soldi e tutte le nostre chiavi perché lo facciamo con le nostre informazioni, che valgono denaro così come le nostre password. Penso che impareremo a fidarci dei cosiddetti “cloud provider” così come abbiamo imparato col tempo a fidarci delle banche (magari non per gli investimenti, ma nessuno mette in dubbio che siano più bravi di noi a custodire il denaro e gli oggetti preziosi nei loro caveau). Tutti i grandi player si stanno muovendo offrendo i vari Google Drive, Microsoft Sky Drive, Apple iCloud, Amazon Cloud Drive, Dropbox. 

Secondo, ciascuno di noi si trova a gestire decine di password per accedere a servizi informatici diversi. Dando per scontato che usare la stessa password sia una scelta estremamente pericolosa così come memorizzarle tutte in chiaro sul telefonino, esistono tanti strumenti di “password manager” che consentono di accedere ai nostri servizi ricordando una sola password. Usate “password manager” come parola chiave e Google vi darà indicazioni sui vari prodotti, alcuni anche gratuiti, e sui pro e contro di ciascuno.”

In ultima analisi sembra che per avere un livello accettabile di sicurezza sul Web sia necessario seguire semplici ma importantissimi accorgimenti: fornirsi dei giusti strumenti e usarli a dovere, fare sempre attenzione e, soprattutto, fare le cose con la testa

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