Finanziamenti alle associazioni studentesche: come averli e scandalo dei privilegi

Redazione Controcampus 22 Marzo 2013

Ecco come funzionano i progetti culturali universitari e i finanziamenti alle associazioni studentesche.

Chi può accedere ai finanziamenti alle associazioni studentesche e i criteri di assegnazione dei fondi universitari.

Pochi accedono a cospicue somme. Molti gli esclusi. Ma che fine fanno i finanziamenti alle associazioni studentesche?

Le Legge n. 429 del 1985 disciplina l’erogazione e la gestione di fondi che ogni ateneo versa alle associazioni studentesche per l’organizzazione di iniziative e progetti culturali dell’Università.

Le associazioni, quindi, hanno un ruolo sempre più centrale all’interno della galassia universitaria. Spesso, però, la trasparenza sulla qualità dei progetti e sulla gestione dei fondi stenta ad emergere.

Per l’elargizione di queste somme ogni ateneo costituisce una apposita Commissione del Consiglio di Amministrazione composta dai rappresentanti degli studenti nel Consiglio di Amministrazione, da docenti scelti dal Consiglio di Amministrazione, da un dirigente nominato dal Consiglio di Amministrazione, senza diritto di voto. La Commissione è convocata dal Presidente ordinariamente almeno due volte all’anno, straordinariamente su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti. Per la validità delle sedute è richiesta la presenza di almeno quattro componenti; per la validità delle delibere è richiesta la maggioranza assoluta dei presenti, in caso di parità di voti prevale il voto del Presidente.

Finanziamenti alle associazioni studentesche e progetti culturali destinati a studenti

La richiesta di utilizzazione del fondo destinato ad iniziative culturali e sociali, può essere presentata da:

  • associazioni studentesche che hanno rappresentanza nei Consigli di Facoltà;
  • altre associazioni studentesche universitarie che abbiano come associati almeno 50 studenti in corso o fuori corso da non più di due anni;
  • gruppi di studenti universitari composti da almeno 50 studenti in corso o fuori corso da non più di due anni.

Finanziamenti alle associazioni studentesche e progetti culturali, il procedimento di assegnazione dei fondi. Le iniziative ed attività culturali e sociali da svolgere nel corso di un anno accademico vanno finanziate sulla base delle disponibilità di bilancio dell’anno finanziario in corso al momento della presentazione delle richieste. La Commissione, non oltre il 31 gennaio di ciascun anno, determina i criteri per la distribuzione del fondo, la regola prevede che, si tenda a favorire progetti di ampio respiro che coinvolgano anche più associazioni.

Come funzionano i finanziamenti alle associazioni studentesche

Le richieste di finanziamento per le iniziative ed attività da svolgere nell’anno accademico successivo vanno presentate al Rettore dal responsabile dell’associazione o del gruppo studentesco, di norma entro il 31 maggio di ciascun anno e devono contenere:

  • indicazione del responsabile culturale per ogni progetto;
  • relazione dettagliata dell’iniziativa per la quale si chiede il contributo, il periodo di svolgimento, il luogo ove si intende svolgere l’iniziativa e le modalità di pubblicità intese a promuovere la partecipazione degli studenti
  • il preventivo di spesa per ciascuna iniziativa, con la specifica per le varie voci.

Entro il 30 giugno di ciascun anno la Commissione delibera sulle richieste presentate e assegna alle associazioni e ai gruppi studenteschi il contributo per ciascuna di esse, autorizzando le relative spese.

L’eventuale richiesta di integrazione, debitamente motivata, e corredata da un dettagliato preventivo per l’ulteriore e diversa spesa e da una relazione sull’attività svolta, può essere presentata alla Commissione solo per le iniziative già intraprese.

Espletamento dei finanziamenti alle associazioni studentesche

Tutte le iniziative ed attività finanziarie devono essere espletate e completate entro i termini stabiliti dalla Commissione. Le iniziative devono essere gratuite ed aperte al pubblico.

Ma quali spese coprono i finanziamenti alle associazioni studentesche? I contributi concessi possono essere utilizzati per le seguenti voci:

  • Spese di stampa e di pubblicità;
  • Spese generali. Spese postali e telegrafiche, cancelleria; spese organizzative e di gestione.
  • Eventuali spese per uso di locali non universitari, sedi delle manifestazioni;
  • Spese per noleggio di pullman per trasporto alle sedi delle manifestazioni;
  • Spese per impianto di diffusione e registrazione, per traduzione simultanea e relative trascrizioni;
  • Spese di ospitalità (vitto e alloggio). Sono ammesse esclusivamente per relatori (convegno o seminario) e comunicatori. Non possono usufruire delle spese di ospitalità né ricevere compensi i docenti dell’università stessa nonché i soci dell’associazione proponente.
  • Spese per coffee break. Le spese per i coffee break sono ammesse nel limite del 20% dell’importo finanziato, a condizione che lo svolgimento delle attività dell’iniziativa abbia una durata complessiva di almeno cinque ore.
  • Compensi. L’importo dei compensi, singoli o di società, è fissato dai normali prezzi di mercato.
  • Spese di viaggio. E’ ammesso il rimborso delle spese di viaggio ai soli Presidenti di seduta e ai Relatori (convegno o seminario), artisti o tecnici.

Il responsabile amministrativo è obbligato a presentare all’Ufficio il rendiconto delle spese effettuate entro trenta giorni dal termine dell’iniziativa. La mancata rendicontazione è motivo di esclusione dai finanziamenti per gli anni successivi.

Il responsabile amministrativo dell’iniziativa collegati ai finanziamenti alle associazioni studentesche può richiedere, almeno venti giorni prima dell’avvio dell’iniziativa, un’anticipazione del contributo fino al 50% dell’importo assegnato previa presentazione dell’accordo di fornitura.

Finanziamenti alle associazioni studentesche e responsabilità. I responsabili delle associazioni o dei gruppi studenteschi sono responsabili, per tutte le attività del progetto finanziato, sia nei confronti dell’Università che di terzi per eventuali danni causati. Per eventuali controversie o per quanto non espressamente previsto dal presente Regolamento, le associazioni o gruppi possono presentare istanza specifica alla Commissione.

Scandalo finanziamenti alle associazioni studentesche privilegiate

Spesso le associazioni che con i loro rappresentanti prendono parte alle elezioni universitarie hanno una “corsia privilegiata” nell’accesso ai fondi stanziati dall’università per attività ed iniziative culturali, a prescindere da una valutazione nel merito della bontà e della qualità dei progetti proposti.

Ciò si verifica non di rado perchè si viene a creare un più stretto e diretto contatto tra rappresentanti delle associazioni eletti e i membri degli organi preposti a valutare i finanziamenti alle associazioni studentesche universitarie e gestione dei relativi fondi. Il risultato è che iniziative lodevoli, ma che magari provengono da associazioni non rappresentate in Consiglio o in Senato Accademico, non ricevono il giusto riconoscimento economico per poter portare a termine il progetto.

Cosa ne pensano gli studenti al riguardo? “Lo strapotere di queste associazioni che ricevono fondi, ma che realizzano progetti spesso di scarso interesse culturale, poco utili per gli studenti per l’approfondimento di alcune tematiche, si è riverberato nelle recenti elezioni universitarie.”

“Infatti, gli studenti che erano chiamati a eleggere i loro rappresentanti nel CdA e nel Senato Accademico hanno snobbato la tornata elettorale – particolarmente importante considerato che le precedenti elezioni si erano svolte a distanza di 4 anni e non di 2 come prevede il regolamento – registrando così un’affluenza alle urne inferiore alle aspettative, dimostrando una disaffezione per questi organi di rappresentanza che negli anni si è sempre di più acuita.”

Ma che fine fanno i finanziamenti alle associazioni studentesche? E’ Lucio Amatucci consigliere CdA dell’Unisa a risponderci.

“Spesso i progetti presentati, una volta finanziati dall’università, si trasformano nel corso d’opera e perdono magari quelle caratteristiche essenziali che hanno fatto sì che l’università decidesse di finanziarli. Quindi, l’università dovrebbe seguire meglio e di più le iniziative che finanzia, si dovrebbero premiare solo quei progetti che effettivamente possono essere realizzati, magari fornendo, in fase di presentazione dell’iniziativa, anche elementi concreti che dimostrano che a quel progetto l’associazione studentesca ha già iniziato a lavorare da un po’ di tempo”.

Conosci gruppi del passato che hanno utilizzato i finanziamenti solo in parte o per niente?

“Personalmente no, è molto improbabile che ciò si possa realizzare, perchè le associazioni possono sì richiedere un’anticipazione di una parte delle somme, ma poi ricevono fondi in base a ciò che hanno speso per la realizzazione del progetto, presentando fatture e ricevute delle spese sostenute”.

Quindi, in che modo l’università potrebbe seguire meglio i finanziamenti alle associazioni studentesche?

“Beh, certamente accertandosi che il progetto culturale è stato realizzato in modo puntuale, magari rivolgendosi ai relatori esterni intervenuti in un’iniziativa culturale presso il nostro ateneo, verificando se ci sia stato un apprezzamento reale per l’organizzazione dell’iniziativa e se ogni tipo di necessità sia stata soddisfatta. Tra l’altro ciò potrebbe costituire una sorta di bonus per il futuro: l’università si accerta che una iniziativa da me proposta è stata portata a buon fine sotto tutti i punti di vista, e di conseguenza aumentano le mie credenziali la prossima volta che proporrò un’altra iniziativa. Insomma, se fai bene ti premio e ti do fiducia, altrimenti niente progetto e niente finanziamento”.

“Da parte mia garantisco la massima trasparenza. E’ gia in previsione un Albo Fornitori attraverso il quale rispetto al passato l’università deve liquidare direttamente i fornitori.” “Il nostro gruppo non ha la minima intenzione di mettere mani ai soldi pubblici per fini diversi da quelli previsti e consentiti dalla norma”

“In realtà quello del finanziamento e pagamento diretto ai fornitori è un metodo già utilizzato nel passato dall’Unisa  con l’amministrazione in cui era presente il dirigente Colucci”  – dice Vincenzo Sansone Consigliere CNSU e CUN – “difatti in tal caso l’università avrebbe dovuto fare delle gare d’appalto con i fornitori”

“Negli ultimi tre anni è stato riscontrato un gup amministrativo rispetto a questa procedura, è stato l’attuale dirigente Carannante a voler preferire che si liquidassero direttamente le associazioni nella figura del delegato al progetto culturale che nel caso di specie assume veste di funzionario dell’università. In quest’ultimo caso e l’associazione a dover fare delle gare di appalto ovvero a presentare all’università almeno tre fornitori, potendone poi scegliere la migliore offerta”

Questo quanto accade in una delle università del sud, parliamo di Fisciano ma a livello nazionale come sono gestiti i finanziamenti alle associazioni studentesche?

La situazione nazionale, – dice Sansone –  presenta in realtà delle mele marce.

Se a Salerno abbiamo preferito negli ultimi anni una politica sui finanziamenti alle associazioni studentesche universitarie non di tipo orizzontale, come indicato dal MIUR (tagliare in maniera equa ogni voce di spesa), scegliendo invece di tagliare i finanziamenti alle associazioni studentesche per favorire servizi più importanti quali borse di studio disabilità, fondi per i bisognosi. Non sono stati dello stesso avviso altre università.

La Sun – dichiara Sansone – con tutta la crisi in atto non ha tagliato i progetti culturali e i finanziamenti alle associazioni, ma li ha aumentati portandoli a somme che credo siano esagerate, parliamo di quattrocentomila euro di finanziamenti e di denaro pubblico. Non sono da meno L’università di Catania e Bari.

Come CNSU vi siete mai mossi per definire maggiore trasparenza e per porre rimedio a livello nazionale a sprechi pubblici come quello della Sun.

Nel 2011 il gruppo RUN e l’Udu presentarono in CNSU una richiesta di regolamentazione nazionale dei progetti culturali e dei finanziamenti alle associazioni studentesche dell’università, ma Comunione e Liberazione si è fermamente opposta non prendendo in considerazione la nostra proposta. – Conclude Sansone –

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto