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5 maggio 2013

Consigli Chirurgia Estetica di Mario Dini: “Rischi chirurgia estetica”

Chirurgia Estetica - Unife
Chirurgia Estetica e Plastica

Chirurgia Estetica e Plastica

Per fare il punto sul complesso rapporto tra chirurgia estetica e giovani e saperne di più sui rischi e le implicazione mediche, psicologiche, ma anche socio-culturali che derivano dalla travolgente affermazione del “ritocco precoce”, abbiamo chiesto il parere, autorevolissimo, del Prof. Mario Dini, uno dei massimi specializzato italiani in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, socio ordinario della Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre) e della nuova Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (AICPE), nonché membro dell’ISAPS, International Society of Aesthetic Plastic Surgery, la più importante società mondiale di chirurgia estetica.

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Dott. Dini stando alla statistica, una grossa percentuale dei teenagers italiani ricorrerebbe, se potesse, alla chirurgia estetica per cambiare o rimodellare qualche parte del corpo. Quali sono le ragioni che spiegano questo clamoroso boom?

Prof. Mario Dini

Prof. Mario Dini

“Il boom della chirurgia estetica tra le giovanissime è dovuto a una serie di fattori concomitanti, in primis quello di vivere nella società dell’immagine e trovarsi in contesti sociali dove l’autostima e l’identità stessa del singolo vengono rafforzate dall’adesione a canoni estetici ben definiti. Se a ciò aggiungiamo la politica di riduzione dei prezzi praticata da chirurghi interessati più alla quantità che alla qualità degli interventi, possiamo capire come la chirurgia estetica stia perdendo sempre più le connotazioni di un’operazione chirurgica a tutti gli effetti. I canoni di bellezza cambiano a un ritmo più lento di quello delle mode, ma ancora sufficientemente veloce da giustificare in chi si vede “lontano” dai propri ideali un senso di inadeguatezza. Più che la bellezza in termini assoluti, ciò che importa è l’armonia di un volto o di un corpo”.

In base alla sua esperienza, interventi diversi di chirurgia estetica rispondono necessariamente a bisogni diversi? Oppure esistono dei bisogni condivisi, comuni e ricorrenti tra i nostri ragazzi?

“In linea generale, operazioni diverse sono indicate per problemi differenti e specifici. Chi ha un bel naso ma un piccolo seno, ad esempio, non prenderà mai in considerazione una rinoplastica mentre potrebbe essere interessata a una mastoplastica additiva. Al di là dell’esigenza generale di migliorare il proprio aspetto estetico e star bene con se stessi, però, un criterio che incide fortemente sul tipo di intervento scelto è il grado di complessità e invasività dell’operazione. Chi non vuole mettere una protesi al seno perché rifiuta l’idea di un corpo estraneo, ad esempio, può usare la liposcultura: per fortuna, oggi la chirurgia offre diverse soluzioni. Altri criteri condivisi sono l’assenza – quanto più possibile – di cicatrici, tempi di recupero non eccessivamente lunghi e durata dell’effetto dell’intervento. Infatti alcune operazioni sono permanenti, mentre altre sono soggette ai normali processi di invecchiamento del corpo e agli effetti della gravità”.

Le operazioni più richieste

Le operazioni più richieste

Ci sono modelli cui i giovani chiedono di assomigliare. Le è mai capitato che le chiedessero: dottor può farmi assomigliare a tizio/caio? Oppure voglio il seno come X, il naso come Y ecc. Si tratta di modelli positivi oppure no?

“Sì, succede spesso che qualcuno chieda di assomigliare a questo o quel personaggio. Come spesso accade, “in medio stat virtus”: se avere un modello di riferimento può servire al paziente per far capire meglio al medico che tipo di risultato estetico si sta cercando, allo stesso tempo è necessario spiegare bene a chi si appresta a sottoporsi a un intervento che avere un naso o un seno simile a quello di un personaggio noto non renderà automaticamente il paziente simile al suo idolo. Anzi, talvolta il rischio è di creare disarmonie col resto del corpo o del viso. Il buon medico deve avere il coraggio e la professionalità di essere molto chiaro.”

Nel caso di giovani e giovanissimi, minorenni in primis, i chirurghi insistono fortemente sul concetto della reale necessità di  salute del soggetto. Una raccomandazione davanti alla quale in tanti fanno finta di nulla. Giovani ma anche genitori. Questo perché la chirurgia pare diventata una sorta di fabbrica dei sogni, una panacea capace di curare qualsiasi disagio. Disagi spesso psicologici, ma che spesso possono essere risolti senza che sia necessario finire sotto il bisturi. Magari vestendo diversamente o attraverso la cosmesi. La chirurgia può curare la personalità?

“Bisogna distinguere diverse situazioni: sul fronte della mastoplastica, ad esempio, una recente legge vieta in Italia le operazioni sulle minorenni. Sul versante dell’otoplastica (la chirurgia delle orecchie), invece, l’intervento in età adolescenziale può essere necessario per evitare al ragazzo traumi psicologici e difficoltà relazionali in caso di orecchie a sventola. Del resto, gli interventi di chirurgia estetica non sono coperti dal Servizio Sanitario Nazionale a meno che il ricorso al bisturi non sia motivato da valide e certificate ragioni di disagio psicologico. Più che la personalità tout court, la chirurgia estetica può aiutare a migliorare la propria autostima e il proprio senso di adeguatezza. Se la ricerca della perfezione diventa eccessiva, allora il problema è di natura psicologica e il chirurgo dev’essere in grado di anteporre il proprio interesse economico alle esigenze di tutela del paziente.”

Quali rischi corrono ragazzi e ragazze che decidono di affidarsi alla chirurgia estetica in una fase cosi delicata dello sviluppo psico-fisico? Anche perché la domanda è tanta e finisce spesso per ingolosire truffatori e venditori di fumo che non sembrano preoccuparsi troppo della salute dei loro pazienti. Come si sceglie lo specialista giusto? E come dovrebbe comportarsi uno specialista onesto di fronte alla richiesta del giovane di ricorrere alla chirurgia?

“Il rischio principale è che l’operazione di chirurgia estetica possa essere compromessa (o il suo risultato modificato) dai cambiamenti che il corpo del paziente ancora attraversa con lo sviluppo. Ecco perché la stragrande maggioranza degli interventi dev’essere effettuata quando lo sviluppo è compiuto: non è una questione meramente anagrafica, che al compimento del 18esimo anno sdogana ogni intervento, ma di buon senso. Il buon chirurgo dev’essere anche un buon psicologo, capace di parlare al paziente con il giusto mix di rigore scientifico e comprensibilità. Deve saper ascoltare e dare le risposte con realismo, senza creare illusioni né alimentare speranze. Per noi non è sempre facile capire fino in fondo cosa desidera la persona che abbiamo sul tavolo operatorio, come questa intende perseguire e percepire la propria ricerca della bellezza: è un lavoro di avvicinamento, immedesimazione, empatia. Uno sforzo costante di astrazione dai criteri e dai gusti personali e di sostituzione con quelli del prossimo. Il chirurgo dev’essere in grado di dire di no, quando occorre, anche se ciò significa rinunciare al proprio guadagno.”

Cos’è la bellezza per lei? Ci sono consigli “pratici” di bellezza benessere che si sente di dare ai nostri ragazzi? Specie a chi sta valutando l’ipotesi ritocchino dell’operazione di chirurgia estetica.

I Consigli sulla chirurgia estetica

I Consigli sulla chirurgia estetica

“Potrei esordire dicendo cosa per me non è la bellezza. Non è matematica, ad esempio, nonostante alcuni studiosi abbiano cercato le proporzioni matematiche dell’avvenenza, canoni della bellezza del viso e del sorriso. Personalmente non considero affatto la matematica come chiave di lettura ideale per cogliere o codificare l’essenza stessa della bellezza. Nell’antichità sono state elaborate teorie diverse, la più nota delle quali sosteneva che il volto “perfetto” fosse quello con uguale proporzione tra la fronte, il naso e la distanza tra il mento e la radice del naso. Un terzo di ognuno, insomma, e la magia è fatta. Col passare dei secoli pittori, scultori e in tempi più recenti persino chirurghi plastici hanno studiato nuovi percorsi alla ricerca dei lineamenti ideali. Ma è proprio questo, l’errore di fondo. I lineamenti ideali non sono reali, e se anche lo fossero non è affatto detto che vengano percepiti come gradevoli o interessanti. La bellezza non è ricerca di un ideale, di un canone cui uniformarsi: un naso “sproporzionato” può essere bello lo stesso, e di certo sarà più interessante di uno che rispecchia pedissequamente formule matematiche elaborate ad hoc. Come chirurgo, per bellezza intendo ciò che il nostro corpo e il nostro cervello riconoscono gradevole in base alle esperienze che ognuno ha vissuto: anche nella società dell’immagine, il fattore soggettivo è troppo importante per poter rientrare nelle proporzioni vuote di un’attrattività teorica. Un consiglio? Ricordare sempre che la bellezza è altra cosa dall’attrattività: spesso si tende a riconoscere la bellezza proprio nella simmetria delle forme, ma parlerei di armonia più che di simmetria perché in natura questa è illusoria, apparente, finta. Troppa perfezione non esiste nemmeno in natura, ed è per questo che un eccesso di simmetria viene percepita dall’occhio umano come qualcosa di innaturale, dunque da guardare con sospetto. Un ultimo consiglio: trattandosi di chirurgia, occorre non sottovalutare la natura e i rischi di ogni intervento e affidarsi unicamente a uno specialista che operi in strutture debitamente attrezzate e autorizzate. Una corretta informazione è il primo passo per effettuare una scelta consapevole e responsabile.”

a cura di Matteo Napoli

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