Kate Middleton e il battesimo del Royal Baby George: foto e news

Redazione Controcampus 24 Ottobre 2013

William e Kate Middleton sono la coppia più amata d'Inghilterra, nonostante sia passato tanto tempo dai primi istanti della relazione al fidanzamento ufficiale fino al matrimonio e all'ultimo lieto evento, la nascita del primo figlio di William e Kate Middleton il principe George Alexander Louis.

William e Kate Middleton sono la coppia più amata d’Inghilterra, nonostante sia passato tanto tempo dai primi istanti della relazione al fidanzamento ufficiale fino al matrimonio e all’ultimo lieto evento, la nascita del primo figlio di William e Kate Middleton il principe George Alexander Louis.

Fin dal fidanzamento ai tempi dell’università di William e Kate Middleton, i due neo genitori, non hanno mai badato molto all’etichetta reale proseguendo per la propria strada, infatti la cerimonia del battesimo reale è stata in stile “low profile”.

Basso profilo di Williame Kate Middleton: Come annunciato durante i preparativi, la cerimonia del battesimo del Royal baby è stato in puro stile William e Kate Middleton. E cioè nessuna esagerazione ma tutto all’insegna dell’assoluto riserbo. Una cerimonia all’insegna della sobrietà e della rottura di alcune tradizioni.

E’ stato un grande giorno per George William e Kate Middleton. Il principe, terzo in linea di successione al trono britannico, nato il 22 luglio scorso a Londra.  Il piccolo principe è stato battezzato ​​nella Chapel Royal di St. Jame’s Palace, la funzione officiata dall’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, è durata 45 minuti, in forma strettamente privata, alla presenza di sole 22 persone.

Insomma questa cerimonia con William e Kate Middleton è stata una rottura dagli schemi tradizionali a partire dal luogo:  la cappella di St. James Palace, e non Buckingham Palace. La cappella è di piccole dimensioni, capace di ospitare poche decine di persone, un po insolita per battezzare il futuro re, ma c’è da dire che ha un legame particolare con entrambi i genitori:  è stata il luogo dove Kate Middleton è stata cresimata, prima del matrimonio; ed è soprattutto il luogo dove riposò la salma della principessa Diana nei giorni precedenti il funerale, e dove l’intera Famiglia Reale si raccolse, poche ore prima dell’estremo addio, un evento che poi fu poi seguito in mondovisione da milioni di spettatori.

La cappella di St. James Palace, inoltre, finora aveva ospitato un solo battesimo reale, quello della principessa Beatrice nel 1988. Ancora, dal punto di vista storico è molto importante, poiché è sepolto il cuore della regina Mary e qui il re Carlo I passò la sua ultima notte in preghiera prima di essere giustiziato.

Le foto della cerimonia di William, Kate Middleton e George sono state affidate ad un fotografo Jason Bell, uno dei più amati dalle star di Hollywood. «Sono onorato – ha detto – che il Duca e la Duchessa di Cambridge mi abbiano chiesto di fotografare il battesimo del loro figlio. Per me è un privilegio poter registrare un tale momento storico». Avrà l’onore di scattare la foto più attesa, destinata a diventare una pietra miliare nella storia britannica, quella che vedrà raccolti quattro generazioni della Famiglia Reale: la capostipite, la regina Elisabetta II, e tre possibili futuri monarchi, Carlo, William e George. Una combinazione rarissima. L’ultima volta si verificò al battesimo di Edoardo VIII nel 1894, a cui riuscì a partecipare anche la bisnonna, la regina Vittoria.

La cerimonia di William, Kate Middleton e George inizia puntualissima: il battesimo reale è iniziato puntualissimo alle 15:00 locali e durato 45 minuti circa. I primi ad arrivare a St. James sono stati la Regina e il principe Filippo. Ad accoglierli, il piccolo di tre mesi in braccio a papà William e accanto mamma Kate Middleton, sorridente. George ha ricevuto l’acqua del fiume Giordano, acqua benedetta dove fu battezzato Nostro Signorespruzzata tre volte sulla sua testa, intorno alle 15.30.

Successivamente, sono stati letti dagli zii, Pippa Middleton e Harry d’Inghilterra, brani tratti dai Vangeli di Luca e Giovanni. La cerimonia è animata dal coro di Sua Maestà, che ha intonato anche un inno che fu composto ad hoc per il battesimo di William d’Inghilterra il 4 agosto 1982; che fu battezzato accanto a una sfilza di padrini e madrine esclusivamente Royal.

Gli invitati al battesimo del Royal Baby con William e Kate Middleton: Snobbati cugini e zii, alla cerimonia hanno partecipato solo cinque membri della Famiglia Reale: oltre alla regina Elisabetta II e al principe di Edimburgo, il principe Carlo e sua moglie, la duchessa di Cornovaglia e il principe Harry ( da solo senza consorte).  E i sette padrini che per la prima volta sono stati scelti tra amici della coppia, senza rispettare la tradizione reale. In particolare saranno due compagni di scuola e università dei duchi di Cambridge, Emilia Jardine-Paterson che con Kate Middleton ha frequentato il Marlborough College e Oliver Baker che ha frequentato l’università di St. Andrews con il duca di Cambridge. Unica eccezione, Zara Phillips, cugina di William e quindi membro della famiglia reale.

Gli abiti e la torta riciclata: Kate Middleton in un abito color cipria di Alexander McQueen e con un cappello di Jane Taylor. Perfetto anche il look di papà William che indossava un completo scuro con cravatta celeste. Per il Royal baby George un prezioso abitino di pizzo e satin, confezionata da Angela Kelly, la sarta della bisnonna paterna; replica dello storico “Christening gown” realizzato nel 1841 per la primogenita della regina Vittoria e da allora utilizzato per una trentina di battesimi reali, compreso quelli di Elisabetta, Carlo e dello stesso William. Il bianco e’ stato il colore preferito tra le signore: in bianco Camilla, moglie del nonno principe Carlo e Pippa, sorella minore di Kate.

La regina Elisabetta ha sfoggiato invece per l’occasione un tailleur celeste, dello stesso colore anche il cappellino, e tutto nel suo rigorosissimo e inconfondibile stile. Ha scelto il blu, invece, per questa giornata storica, la nonna materna Carole Middleton. Per quanto riguarda la torta, si tratterrà  del dolce delle nozze di William e Kate, celebrate il 29 aprile 2011. Pochi mesi dopo il matrimonio la coppia aveva rivelato di aver messo da parte l’ultimo degli otto piani della torta: una fruitcake, cioè una sorta di plumcake con frutta secca e candita, ricoperto di glassa. La tradizione vuole, infatti, che l’ultimo piano della torta venga conservato proprio per la festa del battesimo del primo nato.  La cake designer Fiona Cairn, ha precisato che sebbene siano passati due anni e mezzo dal matrimonio, il dessert, se opportunamente conservato, sarà ancora ottimo. Bisognerà solo rinfrescare la decorazione.

Dopo la cerimonia del battesimo di George con William e Kate Middleton, come da tradizione, i festeggiamenti sono proseguiti con un “tea party” a Clarence House, casa dei nonni Carlo e Camilla.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto