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3 luglio 2013

Medicina. Come funziona l’esame di stato abilitazione in medicina: ecco come diventare medico

La seconda sessione dell’esame di Stato di abilitazione alla professione medica si avvicina: il 10 luglio gli aspiranti medici di tutta Italia si siederanno in aula e svolgeranno il quiz che cambierà loro la vita.

Ma non basta solo questo. Percorriamo tutti i passi necessari per diventare medico.

Ecco l’iter completo per diventare medici dall’università all’inizio professione:

1. Test di ammissione alla Facoltà di Medicina: ebbene si, il primo passo per diventare medico è proprio un quiz! Le domande del test di ammissione saranno 60 di cui 5 di cultura generale,  25 di ragionamento logico, 14 di biologia, 8 di chimica e 8 di fisica e matematica, per Medicina  anziché 80. Diminuisce anche il tempo a disposizione: 90 anziché 120 minuti. Cambieranno anche le modalità di valutazione delle domande: le risposte corrette varranno 1,5 punti e per ogni risposta errata è prevista una penalizzazione di 0,4 punti.

2. Se il test di ammissione è andato bene, potrete iscrivervi alla Facoltà di Medicina presso l’Ateneo da voi scelto. Lì seguirete 6 anni di studio, corsi e tirocinio ospedaliero al 3 o 4 anno di studio (varia a seconda dell’Ateneo).

3. Ovviamente, ogni studente deciderà durante il corso degli anni di studio se e quale specializzazione medica  prendere. In quel caro, sarà necessario rivolgersi a delle scuole di specializzazione medica, anche queste a numero chiuso.

4. Terminati gli studi, il neo laureato dovrà svolgere tre mesi di tirocinio come previsto dal Ministero dell’Istruzione. Questo tirocinio, infatti, costituisce la prima parte del’esame di Abilitazione alla Professione Medica; ogni tirocinante sarà affiancato e giudicato da un tutor a lui assegnato presso l’ente a cui si è destinati.

5. L’ultima fase riguarda, appunto, il quiz, di cui parleremo in maniera più dettagliata qui di seguito.

E’ col superamento del quiz, infatti, che i candidati potranno finalmente essere abilitati alla professione medica ed esercitare a pieno titolo la professione.

Gli aspiranti dottori in medicina devono svolgere, oltre alla prova scritta, tre mesi di tirocinio, affiancati da un tutor, presso una struttura assegnata al candidato. Questo periodo permetterà loro di svolgere una prova pratica che consentirà di acquisire maggiori conoscenze sul campo.

Veniamo ora all’esame di medicina, come si svolge la prova scritta?

Ecco alcuni utili consigli per la prova scritta dell’esame di medicina

La prova dell’esame di medicina è divisa in due parti: area pre-clinica e area clinica; entrambe si svolgeranno nella stessa giornata e avranno 90 domande ciascuna raggiungendo un totale di 180.

Avere di fronte un quiz così vasto può spaventare ma gli studi in medicina e il tirocinio avranno certamente dato ai candidati tutte le nozioni utili per rispondere al meglio alle domande.

È importante mantenere la calma poiché le domande, avendo quattro alternative, avranno delle risposte equivoche e la fretta può giocare brutti scherzi. È bene, pertanto, dilazionare il tempo che si ha e dedicare un certo quantitativo di minuti per ogni domanda. Altrettanto necessario è risparmiare del tempo per ricontrollare il tutto, potrebbero esserci errori di distrazione.

Essendo la medicina un ramo molto vasto e complesso, è importante essere pronti a qualunque domanda: non si tratterà soltanto di quesiti relativi alle patologie ma anche alle cure, ai possibili effetti collaterali e anche alle prescrizioni mediche. Le questioni burocratiche, dunque, rientreranno tra i temi del quiz, com’è giusto che sia. Gli studenti non dovranno sottovalutare lo studio di tutto ciò che riguarda la medicina: è consigliabile studiare la professione di medico in tutte le sue sfaccettature.

Il sito del Miur non consente di visualizzare le prove degli anni scorsi ma offre ai candidati qualcosa di meglio: un archivio di domande per entrambe le aree. Proprio da queste queste domande verranno estratti i 180 quesiti inseriti nella prova. Non esitate a dirigervi sul sito.

Nonostante questo grande vantaggio offerto dal Miur, i timori sono molti e un parere in più può essere di conforto. Per questa ragione abbiamo intervistato il dott. Paolo Barone, Presidente della Commissione all’Esame di Stato di Abilitazione alla professione medica presso l’Università degli Studi di Salerno.

Dott. Barone, quali suggerimenti si sente di dare ai giovani che devono affrontare la prova?

Non ci sono suggerimenti specifici da dare: gli studenti in medicina sono già stati abituati nel percorso dei loro studi a sostenere esami in forma di quiz. La parte pratica dell’Esame di Stato è già stata sostenuta dagli studenti, quella precedente alla seconda e ultima che, appunto, consiste nel quiz. La prima parte dell’esame, dunque, è stata già superata dagli studenti brillantemente.

Che ricordi ha rispetto al proprio Esame di Stato?
Il sistema era completamente diverso: consisteva in una sorta di intervista fatta con improponibili medici.

Dunque, trova che il nuovo metodo scelto sia migliore?

Si, penso che la situazione sia decisamente cambiata in meglio perché più corretto e attendibile.

Quali sono i parametri di giudizio utilizzati per valutare i candidati?

La Commissione non ha il compito di valutare la loro idoneità: a valutare i loro risultati durante la prima fase, il tirocinio, sarà il tutor mentre per la seconda fase, il quiz, saranno gli stessi candidati a valutarsi. In che modo? Rispondendo correttamente alle domande. Ai tutor, invece, noi suggeriamo di seguire i seguenti elementi: disponibilità del candidato a partecipare alle attività cliniche ai cui il tutor è stato nominato, la partecipazione alle decisioni diagnostiche e terapeutiche, infine, una preparazione generale di base della medicina.

L’Esame di Stato rappresenta un momento importante poiché è da quel momento che si è davvero medici, ma non rappresenta certo un ostacolo per chi ha fatto sei anni di medicina in maniera seria. 

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