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8 ottobre 2013

Diventare Ingegnere. Esame abilitazione professione ingegnere: tracce e svolgimenti

Oggi rispetto al passato per diventare ingegnere è molto più complicato il percorso da fare:  “rispetto ad allora c’è più severità… Adesso l’esame ha prove più variegate: c’è un’esercitazione più applicativa e un orale.”

Ingegneri

Ingegneri

Diventare ingenere non è affatto una passeggiata ci dicono i nostri esperti, richiede impegno, passione e fatica. Bisogna necessariamente conseguire una laurea, superare i numerosi esami previsti, scegliere eventualmente una specializzazione, svolgere i dovuti tirocini e, infine, superare l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di ingegnere.

Ma come si diventa ingegnere oggi? Il primo passo per diventare ingegnere è iscriversi alla facoltà di Ingegneria presso l’ateneo scelto. La facoltà di ingegneria offre una vastissima quantità di indirizzi.

Le principali discipline afferenti all’ingegneria sono:

  • Ingegneria acustica
  • Ingegneria per l’ambiente e il territorio
  • Biomedica
  • Clinica
  • Cinema e dei mezzi di comunicazione
  • Civile
  • Edile
  • Edile/Architettura
  • Edile per la gestione del costruito
  • Elettrica
  • Elettronica
  • Fisica
  • Gestionale
  • Industriale
  • Informatica
  • Informazione
  • Meccatronica
  • Naturalistica
  • Telecomunicazioni
  • Sicurezza del lavoro e dell’ambiente
Ingegnere

Ingegnere

E’ importante per i nuovi iscritti avere ben chiaro quali sono le prospettive future a cui si ambisce esaminando, presso la facoltà, i rispettivi curricula di ogni indirizzo e gli eventuali sbocchi.

I corsi di ingegneria sono, in quasi tutti gli atenei, triennali e prevedono, per chi sceglie di proseguire, dei corsi di laurea magistrale, di specialistica che permettono allo studente di arricchire le proprie competenze.

Non è necessario proseguire gli studi conseguendo una laurea specialistica: è possibile esercitare la professione di ingegnere anche solo con la laurea triennale.

Cos’è e a cosa serve l’esame di Stato per ingegnere. Non appena è stata conseguita la laurea, per poter esercitare la professione di ingegnere è necessario iscriversi all’albo. Per poter essere iscritto all’albo degli ingegneri bisogna sostenere e superare l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione.

L’esame di Stato si divide in una prova scritta, più precisamente si tratta di una prova pratica, e prova orale. Quest’ultima, ovviamente, potrà essere sostenuta solo da chi avrà superato la prima prova.

Ogni candidato, ovviamente, avrà una traccia relativa alla propria specializzazione.

Esiste una differenza fra chi ha conseguito la laurea triennale e chi ha ottenuto anche quella specialistica: i primi sosterranno un esame di Stato come ingegneri junior in quanto la loro laurea, nonostante li rende dottori in ingegneria, viene considerato come un diploma universitario.

Come prepararsi al meglio per l’esame di Stato di Ingegnere. Per una buona preparazione è necessario seguire alcuni importanti accorgimenti

  1. Sostenere l’esame di Ingegnere subito dopo la laurea: se è possibile, è bene non rimandare la decisione di sostenere l’esame di Stato. Il motivo è semplice: si hanno le conoscenze acquisite dagli studi più chiari e dettagliati, col tempo le conoscenze potrebbero essere meno chiare e ripetere diventerebbe più difficile.
  2. Iniziare a prepararsi in tempo: può sembrare banale ma è importantissimo iniziare a studiare in tempo e non all’ultimo momento. Molti studenti, credendo di avere tutte le nozioni chiare nella mente, tendono a prepararsi con molta superficialità. È necessario, altresì, iniziare a preparasi quanto prima, distribuendo nella maniera appropriata nel tempo tutto ciò che va ripetuto.
  3. Lavorare in gruppo: riprendere i libri in mano non è sempre un piacere; per molti è un bene riprendere lo studio in previsione dell’esame di Stato con altri compagni, possibilmente della stessa età, coi quali si ha lo stesso obbiettivo. Confrontarsi nel lavoro è molto utile, ognuno può dare all’altro un’informazione in più e, soprattutto, la compagnia spezza ansia e stress.
  4. Esercitazioni pratiche: è molto utile, vista l’impostazione dell’esame da Ingegnere, non concentrarsi troppo sulla teoria ma provvedere principalmente alla sua messa in pratica. Le tracce proposte all’esame di Stato vedranno, quasi esclusivamente, esercitazioni pratiche, dunque è bene esercitarsi anche con prove gradualmente più difficili.

Per avere una visione più chiara dell’esame di stato per l’abilitazione alla professione di ingegnere abbiamo fatto alcune semplici domande al professor Eugenio Carratelli, Presidente della commissione esaminatrice.

Eugenio Carratelli

Eugenio Carratelli

Professor Carratelli, in che cosa consiste l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di ingegnere oggi? Si tratta di un certo numero di prove scritte oppure cosiddette pratiche attraverso cui si verifica sia la preparazione del candidato sia la sua capacità complessiva di risolvere problemi sempre di carattere applicativo.

Si tratta complessivamente di tre prove scritte per il secondo livello, mentre per il primo, relativo alla triennale, si tratta di due prove scritte; naturalmente per tutti loro c’è la prova successiva, quella orale modulata sempre secondo il livello.”

Quale consiglio sente di dare al candidato Ingegnere che stà per sostenere questa importante prova per una buona preparazione? “Consiglio di riguardare le discipline più applicative, soprattutto ora che manca circa un mese dalla prova scritta. Per chi, invece, inizierà gli studi in tempo per sostenere l’esame in un prossimo futuro è bene prendere in mano le materie con l’occhio del professionista, pronto a dover risolvere dei problemi, e non solo con quello dello studente che ha come unico obbiettivo quello di superare l’esame. È bene per i candidati concentrarsi sulle materie più applicative che, di solito, vengono affrontate negli ultimi anni di università.”

Che ricordo ha dell’esame di Stato di Ingegnere da lei sostenuto? “Un ricordo abbastanza positivo direi; già lavoravo già da qualche mese e, anche per questo, l’orale fu un colloquio piuttosto informale: fu piuttosto un confronto fra me e dei colleghi più esperti e maturi. Questo è ciò che anche oggi cerchiamo di fare: se il candidato è un nostro collega che già esercita la professione cerchiamo di farlo chiacchierare piuttosto che proporgli domande di carattere puramente accademico.”

Da allora ad oggi, dunque, l’impostazione dell’esame non è cambiata molto? “Oggi rispetto ad allora c’è più severità ma, tutto sommato, è meglio ora. Adesso l’esame ha prove più variegate: c’è un’esercitazione più applicativa e un orale.

Purtroppo, però, c’è un problema grave che né io in qualità di Presidente di commissione ne le istituzioni possono risolvere: l’ingegnere “moderno” quando lavora oggi ha a sua disposizione mezzi informatici che un tempo un qualunque ingegnere non aveva come il computer e internet che ora sono veri e propri strumenti di lavoro. Durante l’esame di Stato non possiamo, paradossalmente, permettere ai candidati di usufruire di questi mezzi e, in parole povere, dobbiamo fingere che l’ingegnere debba risolvere i problemi proposti senza l’ausilio di questi comunissimi strumenti.

Nonostante questo, ancora oggi non è facile immaginare come impostare una prova che non preveda l’uso di foglio e squadretta ma i comuni mezzi informatici moderni.”

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