Diventare Odontoiatra: abilitazione in Italia e all’estero

Redazione Controcampus 9 Ottobre 2013

Ecco come diventare odontoiatra in Italia o all'estero: dalla formazione, laurea, specializzazione, all'esame di abilitazione, ecco come funziona.

Il dentista ovvero l’odontoiatra è il professionista sanitario che si occupa della diagnosi e della terapia delle malattie e anomalie congenite e acquisite del cavo orale, delle mascelle e dei relativi tessuti, nonché della prevenzione e della riabilitazione odontoiatriche. L’iter per diventare odontoiatra è, com’è noto, impervio e costellato di dure. A cominciare dal test d’ingresso al corso di laurea a numero chiuso, passando per il tirocinio, fino ad arrivare allo step più temuto, l’esame di abilitazione. Conseguita la laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria è inoltre possibile accedere alle scuole di specializzazione post-laurea (come può essere quella in Chirurgia Odontostomatologica) o approfondire le proprie conoscenze-competenze frequentando Master di primo e secondo livello.

Ottenuta la sospirata abilitazione, per diventare dentista non resta che procedere all’iscrizione all’apposito albo.

Alla luce di quanto sopra, proviamo così a snocciolare qualche consiglio, che, si spera, possa risultare utile per chi vuole diventare odontoiatra.

Come diventare Odontoiatra: esame di abilitazione all’esercizio della professione

  • per superare brillantemente le prove per diventare odontoiatra, descrivere opportunamente la radiografia e curate scrupolosamente la fase diagnostica:  perfezionate la capacità critica nei confronti del problema lamentato dal paziente; dimostrate, cioè, di saper affrontare il problema in maniera “pratica” e di impostare una procedura terapeutica rapida e personalizzata.
  • è consigliabile, per arrivare preparati all’appuntamento per diventare odontoiatra, un’assidua frequenza nei vari reparti clinici e chirurgici durante l’ultimo anno del corso, al fine di migliorare l’approccio clinico nei confronti del paziente;
  • diffidate da costosi manuali o testi per diventare odontoiatra che promettono una preparazione a prova di bomba. I testi utilizzati per preparare gli esami sostenuti durante il corso sono più che sufficienti al superamento dello scoglio finale. In compenso libri, periodici, giornali e pubblicazioni scientifiche di settore possono rappresentare un’ottima integrazione per diventare odontoiatra;
  • nello svolgimento delle prove per diventare odontoiatra, non dilungatevi nel fornire pedanti informazioni “teoriche” legate ad esempio agli aspetti fisiopatologici o di laboratorio ma concentratevi maggiormente sulle procedure clinico-chirurgiche da applicarsi alle singole problematiche;
  • durante la prova pratica per diventare odontoiatra, applicate le vostra conoscenze e capacità di comprensione in maniera da dimostrare un approccio professionale al loro lavoro, e dimostrate competenze adeguate (professionali ed etiche) sia per ideare e sostenere argomentazioni che per risolvere problemi nel proprio campo di studi;

La prova pratica dell’esame di abilitazione di odontoiatria

  • sempre durante la prova pratica, dimostrate disinvoltura e padronanza del metodo di ricerca da associare al caso clinico assegnatovi;
  • nel redigere la relazione sul caso clinico assegnato, dimostrate capacità di raccogliere e interpretare i dati ritenuti utili a determinare giudizi autonomi, inclusa la riflessione su temi sociali, scientifici o etici ad essi connessi;
  • sempre allo scritto, siate capaci di applicare tutte le vostre conoscenze , capacità di comprensione e abilità nel risolvere problemi a tematiche nuove o non familiari, inserite in contesti più ampi (o interdisciplinari) connessi al proprio settore di studio;
  • durante il colloquio di esame per diventare odontoiatra, illustrate in modo chiaro e privo di ambiguità le vostre conclusioni mediche, nonché le conoscenze e la ratio ad esse sottese;
  • sempre all’orale,  dimostrate di saper elaborare ed applicare idee originali, richiestissime in un contesto di ricerca come quello odontoiatrico. Non solo: siate capaci di analisi critica, valutazione e sintesi di idee nuove e complesse;
  • siate propositivi e ricettivi se volete diventare odontoiatra, soprattutto negli anni dei tirocini e delle specializzazioni. Accumulate quanta più esperienza clinica possibile. Il patrimonio raccolto vi renderà  più resistenti allo stress e più  reattivi durante le prove.

Come diventare Odontoiatra secondo il Prof. Montebugnoli di Unibo

A fornirci ulteriori chiarimenti e consigli utili sull’esame di abilitazione alla professione odontoiatrica, è il Prof. Lucio Montebugnoli. Professore Ordinario di Patologia Speciale Odontostomatologica presso il Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell’Università di Bologna. Nonché Presidente della Commissione esaminatrice per l’Esame di Abilitazione alla Professione Odontoiatrica.

Prof. Montebugnoli, può illustrarci come si articola l’esame di abilitazione alla professione per diventare odontoiatra? Quali e quante sono le prove da sostenere?  E come si sviluppa il giudizio definitivo della Commissione?

“La I prova consiste nell’esaminare il cavo orale di un paziente scelto a caso tra quelli che si presentano nel reparto di prima visita il giorno dell’ esame. L’odontoiatra è invitato a redigere una relazione che prenda in considerazione l’anamnesi. L’esame obiettivo, la diagnosi e le indicazioni terapeutiche relative al problema indicato dal paziente. La II prova consiste in un esame orale che prevede 3 passaggi. Il primo consiste nella discussione del caso clinico assegnato. Il secondo in una domanda inerente alla disciplina medica indicata dall’odontoiatra. Il terzo in una domanda inerente alla disciplina chirurgica scelta dall’odontoiatra. Il giudizio della commissione tiene conto della media delle singole votazioni in 30esimi riportate nelle 3 prove.”

Le difficoltà nello svolgimento delle prove di abilitazione dell’esame di odontoiatra

“Direi la capacità critica nei confronti del problema lamentato dal paziente. Cioè la difficoltà nell’affrontare il problema in maniera “pratica” e di impostare una procedura terapeutica atta a risolvere al meglio la problematica. Ma questo fa parte della fisiologica scarsa esperienza clinica del giovane odontoiatra al termine del corso di studi.”

Come ci si prepara al meglio per diventare odontoiatra? Esistono testi consigliati o altri materiali su cui formarsi/approfondire la propria preparazione?

“Consiglierei  una più assidua frequenza nei vari reparti clinici e chirurgici durante l’ultimo anno del corso. Questo al fine di migliorare l’approccio clinico nei confronti del paziente. Per quanto riguarda i testi su cui studiare, direi quelli utilizzati per preparare gli esami sostenuti durante il corso.”

Quali consigli possiamo dare alle centinaia di giovani candidati che si preparano all’esame di abilitazione professionale per diventare? O se vuole, quali raccomandazioni potremmo rivolgere loro? Ci racconta brevemente il suo esame? Come lo ha vissuto e che ricordo ha di quel momento?

 “Il consiglio, che ripercorre quanto ho già sottolineato, è quello di impostare l’esame in maniera “pratica”. Tralasciando le informazioni “teoriche” legate ad esempio agli aspetti fisiopatologici o di laboratorio. Concentrandosi maggiormente sulle procedure clinico-chirurgiche da applicarsi alle singole problematiche. Per quanto riguarda la mia esperienza, a quei tempi non esisteva il corso di laurea in  odontoiatria. Quindi l’esame di stato rappresentava  una abilitazione alla professione medica.”

Diventare Odontoiatra all’estero: ecco come funziona

Per i tanti che non superano l’esame di abilitazione in Italia, il consiglio che solitamente si sente dare in giro per diventare odontoiatra è quello di tentare la pista estera. Paesi come la Romania, l’Albania ecc. Qui l’accesso alla professione pare più agevole rispetto all’Italia. Ma esistono delle controindicazioni. Nessuna certezza sul riconoscimento dei titoli di laurea e degli esami stessi. Costi elevatissimi, ecc. Come si pone rispetto alla “strada estera”? È consigliabile sostenere l’esame all’estero? Quali scenari immagina per l’Odontoiatria italiana e per i futuri odontoiatri di domani?

“Il problema del sempre maggior afflusso verso le Università straniere non riguarda la difficoltà nell’esame di abilitazione. Per altro viene superato nella totalità dei casi, almeno nella nostra Università. Il problema riguarda l’accesso al corso di laurea, cioè al superamento del discusso test di ingresso ad odontoiatria. Test che preclude l’accesso a tantissimi “futuri”  odontoiatri che vorrebbero esercitare la professione.  E’ un discorso complesso che effettivamente porta ad un “esodo” di giovani verso Università a volte compiacenti. Con aggravi economici per le famiglie e con l’assoluta incertezza sull’esito finale. Cioè sul riconoscimento effettivo del titolo conseguito all’estero. Per quanto riguarda il futuro della odontoiatria in Italia. Purtroppo si assiste ad uno svilimento della professione, legato ad un crisi economica sempre più incipiente che costringe l’odontoiatra ad operare in concorrenza. Con costi e ricavi sempre più contenuti a discapito dell’eccellenza delle prestazioni.”

In collaborazione con Matteo Napoli

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto