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30 luglio 2013

News Papa Francesco. Lettera a Papa Francesco di Paolo Dall’Oglio: no ai massacri in Siria

Paolo Dall’Oglio, gesuita romano, che ha promosso il dialogo col mondo islamico dal punto di vista religioso, attivo da più di trent’anni in Siria ha chiesto al papa Francesco di promuovere la sua petizione.

Primo Angelus di Papa Francesco I

Primo Angelus di Papa Francesco I

La petizione riguarda parole di Dall’Oglio: “un’iniziativa diplomatica urgente e inclusiva per la Siria, che assicuri la fine del regime torturatore e massacratore, salvaguardi l’unità nella molteplicità del paese e consenta, per mezzo dell’autodeterminazione democratica assistita internazionalmente, l’uscita dalla guerra tra estremismi armati”.

Nella lettera, pubblicata sulla piattaforma Change.org, il gesuita romano – esiliato dalla Siria nel 2012 – si rivolge a Papa Francesco definendolo “amante della pace nella giustizia” e poi continua: “Chiediamo con fiducia al Papa Francesco d’informarsi personalmente sulla manipolazione sistematica dell’opinione cattolica nel mondo da parte dei complici del regime siriano, specie ecclesiastici, con l’intento di negare in essenza la rivoluzione democratica e giustificare, con la scusa del terrorismo, la repressione che sempre più acquista il carattere di genocidio”

“Ho preso posizione in favore dei democratici siriani schiacciati da una repressione inumana e indiscriminata che speravo proprio di non dover vedere nel ventunesimo secolo – continua poi il gesuita -. Sono stato espulso nel giugno del 2012, e da allora sono impegnato a tempo pieno per la difesa dei diritti dei siriani e della legittimità della loro rivoluzione”.

“Oggi, lo sappiamo, la Siria fa da ring per una lotta geopolitica regionale all’ultimo sangue. In tutto questo le Chiese non hanno saputo reagire in tempo e i cristiani si trovano ora intrappolati nelle zone di guerra e semplicemente tendono a lasciare il paese. Purtroppo il regime siriano è stato abilissimo nell’utilizzare un certo numero di ecclesiastici, uomini e donne, per propagandarsi in Occidente come l’unico e ultimo baluardo in difesa dei cristiani perseguitati dal terrorismo islamico. Questa operazione di manipolazione dell’opinione è riuscita a discreditare in gran parte lo sforzo rivoluzionario siriano, sul terreno e all’estero, agli occhi dei cittadini di mezzo mondo, e ha quindi potuto ottenere una paralisi della diplomazia e della politica europee che in definitiva non fa che rafforzare i gruppi più estremisti e indebolire la società civile. La forte e strumentale implicazione delle Chiese nella manipolazione menzognera sistematica di regime non può non esigere una reazione cosciente e responsabile da parte della Chiesa cattolica e dunque del Papa di Roma”.

Clicca qui per firmare la petizione

Il Papa Francesco è recentemente impegnato su più fronti, infatti, tornando, dal Brasile nonostante la stanchezza del viaggio ha voluto rispondere alle numerose domande dei giornalisti.

Papa Francesco

Papa Francesco

Papa Francesco, che fine farà lo Ior verrà chiuso? “Io non so come finirà questa storia. Alcuni dicono che forse è meglio che sia una banca, altri che sia un fondo di aiuti, altri dicono sia meglio chiuderlo, ma si sentono queste voci. Io non so. Io mi fido delle persone dello Ior che stanno lavorando a questo, e della commissione dei cardinali. Il presidente dello Ior rimane, invece il direttore e il vice hanno dato dimissioni. Ma io non so bene dire come finirà questa storia, e questo anche perché, e questo è il bello, siamo umani, dobbiamo trovare il mezzo. Per studiare le caratteristiche dello Ior: che sia banca o fondo di aiuti, trasparenza e onestà, deve essere cosi”.

Sostituirà il Prelato dello Ior? Papa Francesco è preoccupato dell’esistenza delle lobby gay  “Quello che ho fatto con monsignor Ricca, è quello che il diritto canonico domanda di fare, che è una investigatio previa, e da questa investigatio risulta che non c’è niente di quello che lo accusano, non abbiamo trovato niente. Questa è la risposta. Ma io vorrei aggiungere un’altra cosa. Io vedo che tante volte nella Chiesa, al di fuori di questo caso, e anche in questo caso, si vanno a cercare i peccati di gioventù, per esempio, e questo si pubblica. Non delitti eh? Gli abusi sui minori sono un’altra cosa, quelli sono delitti e non peccati. Ma se una persona laica, prete o suora, commette un peccato e poi si converte il Signore perdona e quando il Signore perdona, dimentica, e quello per la nostra vita e importante, e quando noi andiamo a confessarci, il Signore dimentica e noi non abbiamo diritto di non dimenticare i peccati altrui. Altrimenti il pericolo poi è che il Signore non si dimentichi dei vostri peccati. Tante volte penso a san Pietro che ha commesso uno dei peccati peggiori, rinnegare Cristo ma dopo questo peccato lo hanno fatto Papa”.

Le parole di Papa Francesco non bisogna discriminare i gay: “Io ancora non ho trovato nessuno che mi dia la carta di identità in Vaticano dei gay,dicono che ce ne sono, credo che qualcuno si trovi. Ma bisogna distinguere tra una persona così e il fatto che esistono delle lobby. Le lobby non sono buone. Se una persona gay e cerca il Signore e ha buona volontà chi sono io per giudicarla? Il catechismo della chiesa cattolica dice che non si devono discriminare queste persone per questo. Il problema non è avere questa tendenza. Sono fratelli. In questo caso il problema è fare lobby, lobby di persone con questa tendenza, ma potrebbero essere lobby di avari, di massoni”.

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