Italia’s got Talent. Anticipazioni Italia’s got Talent: a settembre 5° stagione. Il Punto di Rossella Regina

Redazione Controcampus 1 Agosto 2013

Rossella Regina, finalista della prima edizione di Italia's Got Talent, racconta tutti i segreti della sua partecipazione al talent show condotto da Simone Annicchiarico e Belen Rodriguez con la partecipazione, in veste di giudici, di Maria De Filippi, Gerry Scotti e Rudy ZerbiDal 2009 ormai si replica ogni anno il grande successo del programma televisivo Italia’s Got Talent, talent show in onda in prima serata su Canale 5.

La formula Belen Annicchirico, con la partecipazione di una giuria d’eccellenza composta da Maria De Filippi, Jerry Scotti e Rudy Zerbi si dimostra, infatti, ogni anno un vero “cavallo vincente” per lo share. Giunto ormai alla quinta edizione, il talent show Italia’s got Talent di Mediaset oggi è considerato uno dei più popolari programmi televisivi.

Non mancheranno le novità per la prossima edizione di Italia’s got Talent. Quasi tutto è pronto, infatti, per la quinta edizione di Italia’s Got Talent che partirà a settembre (in anticipo rispetto allo scorso anno). Stando alle ultime sul palinsesto Mediaset, ormai in dirittura d’arrivo per il prossimo autunno, Italia’s Got Talent sarà in totale concorrenza (stessa ora, stesso giorno di messa in onda) con un altro importante programma RAI: Ballando sotto le stelle, presentato dalla Milly Carlucci “nazionale”.

Hai partecipato al programma Mediaset Italia’s Got Talent arrivando in finale. Come, ma soprattutto, quanto è cambiata la tua vita professionale e non da allora?

“Tenuto conto del fatto che la mia vita professionale si svolge su due livelli, quello lavorativo ‘standard’ e quello ‘artistico’, beh, devo dire che il ciclone Italia’s got Talent ha comunque dato qualche segno che si è concretizzato, sul versante professionale ‘spicciolo’ (lavoro presso un Ente di Formazione di Bologna), con facce basite (?), incredule (?), di corsisti/corrieri/docenti…sul versante, invece, artistico in una sorta di mini-impennata di richieste, che mi hanno, finora, portata dalla Puglia al Piemonte.”

Ritieni che questo genere di programmi “talent scout” costituiscano la strada più semplice o al contrario la più tortuosa per chi sogna di emergere nel mondo dello spettacolo?

“Più semplice e più tortuosa allo stesso tempo. Semplice perché, da una parte, si ha sicuramente una grande chance subito, senza eventuali gavette di sorta: una prima serata su canale nazionale, al cospetto di giudici del livello della De Filippi…!?! Mica poco! Da tenere presente, però, che trattasi comunque di operazioni gestite su scala nazionale, quindi…certo, la partecipazione è concessa a tutti, ma non alla totalità, poi spetta il tanto agognato passaggio televisivo, per quanto anche solo brevissimo!?!

Dall’altra parte, invece, tortuosa perché la chance, comunque, sfuma via subito, in linea con quelli che sono i tempi televisivi e…pur essendo i vincitori (sebbene non sia stato il mio caso, ahimè) non è comunque semplice mantenersi a galla! Inoltre, può diventare ancor più tortuosa quando, paradossalmente, una partecipazione di questo genere può risultare, addirittura, ‘problematica’ da gestire (non tutti, insomma, dinanzi alla chance così attesa, riescono, poi, comunque, a venir fuori così come credevano di fare e…quando si registra o si va in diretta, insomma, una figurazza è una figurazza, e ci si gioca in un attimo la piazza! (per restare in rima…)”

Rossella Regina

Rossella Regina

Dai provini alla finale di Italia’s Got Talent: quale step è stato più difficile da gestire, soprattutto dal punto di vista psico-emotivo?

“In primis, la scelta della specialità da presentare: in quanto poliedrica e reduce da tanti altri provini di genere, avevo quasi ipotizzato di accantonare l’aspetto musicale. Poi, scelto il canto, abbinato comunque ad un’immagine quantomai carnascialesca, la difficoltà di è presentata nel selezionare i brani musicali da proporre, con tutte le limitazioni e i vincoli imposti dagli autori del programma.

C’è stato, infine, un po’ di stress nel raccordo delle mie due vite: quella lavorativa e quella artistica. Fortunatamente il mio stacanovismo aveva fatto in modo che il monte ore di ferie arretrate era tale da consentirmi, comunque, la partecipazione a eliminatorie, semifinali e finali in grande rilassatezza, ma…considerati i critici tempi del mercato del lavoro, non nego che un po’ di tensione a riguardo c’era.

Per ultimo, il confronto con la prova costume, mai semplice in ambienti dove 46 o 48 sono, per lo più, numeri di scarpe da uomo!?! Ma…con un po’ di nonchalance, abbiamo superato anche quello!”

Avevi già partecipato ad altri provini o programmi televisivi prima di Italia’s got Talent di mediaset?

“Diciamo che non mi sono fatta mancare niente: dalla ‘Corrida’ a ‘La Sai l’Ultima?’, da ‘Forum’ a ‘I Sogni son Desideri’ fino a ‘Cultura Moderna’. Insomma, non erano tutti talent show  del livello di ‘Got talent’, ma…di chance, nel tempo, sono riuscita a strapparne di diverse, eppure…ancora ne cerco, a riprova del fatto che sebbene trovi semplice, come si diceva prima, riuscire a guadagnarmi uno spazio tv, risulta più che tortuoso, poi, ricavare da quello spazio anche solo un ‘micro-monolocale’!

Molti non nutrono fiducia verso il mondo dello spettacolo, soprattutto se si parla di reality o programmi come quello cui tu stessa hai partecipato. Spesso è condivisa l’idea che si tratti di un mondo fin troppo costruito e artificiale. Fittizio e magari “pilotato”. Cosa pensi a tal proposito?

“La televisione, ahimè, è ‘parziale’ nell’immagine che propone anche solo nei TG, figuriamoci per quanto concerne contesti che nascono con l’obiettivo di intrattenere il pubblico, che è, poi, anche lo scopo di ‘Got talent’!?! Che io ne pensi bene o male…diciamo che tutto va vissuto con la giusta ottica e prospettiva, oltre che con un sano senso critico, da alimentare con il confronto con gli altri e l’approfondimento, in generale. Il punto è che comunque mi sento comunque vocata per quel tipo di contesto, ma con la voglia di condividere con gli altri la mia personalità che, a quanto pare, emoziona (mi dicono, in riferimento alla voce), da una parte, e diverte (per quanto concerne la verve!), dall’altra. Vero è che finora ho sempre avuto modo di presentare me stessa, in tutti o quasi tutti i contesti, proprio perché concorrente…una freelance, per dirla in gergo giornalistico, senza vincoli di sorta! E devo dire che so anche già come reagirei se tentassero di manipolarmi troppp”

Considerando tutte le dinamiche sottese e i molteplici momenti che hanno caratterizzato la tua partecipazione al programma Italia’s got Talent, dall’inizio alla fine, c’è qualcosa che non ti è “piaciuto” o deluso? Cosa invece, al contrario è stata per te una piacevole sorpresa di Italia’s Got Talent?

Rossella Regina

Rossella Regina

“Devo dire che nel corso di tutta questa piacevolissima esperienza ‘talentiana’, sono sempre stata caratterizzata da una così violenta ventata di entusiasmo che…se anche qualcosa non mi fosse piaciuto, non me ne sarei nemmeno accorta! Certo…la stanza dell’hotel nel quale alloggiavo, non era proprio comodissimissima! Ma…è bastato che il Receptionist mi vedesse in TV in semifinale e…la volta successiva, non ho dovuto nemmeno chiedere!

Una piacevole sorpresa? La disponibilità e la semplicità di Belen; la verve e la sintonia con Annicchiarico; l’atmosfera familiare instauratasi dietro le quinte con Concorrenti, Redattori, Ballerini, Autori, Tecnici, Operatori tutti; la lungimiranza di Maria De Filippi; l’onestà e la cordialità di Rudy Zerbi.”

In anni non sospetti hai tentato anche la carriera giornalistica proprio con Controcampus.it. Cosa ne è stato di questa passione per la “notizia”? Hai accantonato completamento questo ambito?

“Assolutamente no. Sono giornalista pubblicista e continuo a scrivere su qualunque cosa che desti il mio interesse. E vi dirò di più, proprio su questo versante ‘scrittorio’, spero ci possa essere a brevissimo una simpatica novità…ma non posso dire altro!”

Quale sarà la prossima mossa di Rossella Regina: nuovo talent, nuovi percorsi televisivi o cos’altro?

“La mossa più prossima mi vedrà su altri palchi di Piazza, riproporre il successo di Got Talent. Poi, sarà la volta della riflessione, dello studio, ma anche dell’azione, nel senso…Mi lancerò, come ho sempre fatto, su qualsiasi altra possibilità che il settore vorrà riservarmi, il chè potrà voler dire nuovi talent o programmi di sorta, la proposta di un format tutto mio?…ANCHE…e..le consuete varie ed eventuali!”

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto