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4 agosto 2013

Venezia e le Grandi Navi. Il Comitato No Grandi Navi protesta: pericolo e inquinamento

Venezia. La Serenissima che fermò l’impero bizantino, lo Stato che contrastò la Chiesa, l’impero che dominò il Mediterraneo. Una grande città, i cui simboli e storia sono ben chiari e noti a tutti. “Venezia cortigiana”: una diceria su come la città, già nel lontano Cinquecento, veniva descritta. Ecco le Grandi Navi

Grandi Navi

Grandi Navi

Quei dogi che sempre favorirono quei ricchi mercanti stranieri, in cambio del “vil denaro”, e che per denaro e potere, sempre osannarono, a turno, prima uno stato e poi l’altro, a seconda di ciò che c’era in palio.

Ma se attraversiamo i secoli, superando l’era dei dogi conclusasi nel 1797, poi a quella memorabile rivoluzione veneziana nel 1848-49, e all’importante ruolo svolto dalla città per la Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale, e voltiamo lo sguardo alla laguna veneziana ad oggi, vediamo che molte cose son cambiate, ma alcune invece ancora permangono insistentemente. E’ il caso delle Grandi Navi che da qualche tempo affollano Venezia.

C’è un fiacco turismo, che passeggia tra le calli ignari della sua storia e della sua immensa cultura nascosta, in quel buio rifugio dell’ignoranza; ci sono istituzioni nazionali e cittadine che mostrano quel tipico sangue italico-latino del voler ben vender la loro merce, pur in alcuni casi “marcia”.

Ma qui siamo in una città di mare, in una città di mercanti: chi meglio di loro potrebbero avvalorare quelle indigenti e non salubri merci?

Grandi Navi a Venezia

Grandi Navi a Venezia

Ma la bellezza della misteriosa città lagunare non si esaurisce solo per le monumentali case e gli stagnanti canali che darebbero quella pennellata ad un quadro già idilliaco: sono anche gli stessi turisti ad aiutare la stessa città: come? Salendo su quei palazzoni enormi, da molti chiamati anche Grandi Navi e passando su di esse dal Canal della Giudecca per meglio godersi l’ottima panoramica cittadina, e scattando foto-ricordo al famoso campanile di San Marco, ora addirittura dall’alto verso il basso. Eh si! Perché alcune di esse sono addirittura più alte del Campanile che domina la città.

Le Grandi Navi occupano un ruolo centrale nell’opinione pubblica veneta: negli ultimi anni l’accento poi ha preso sempre più piede, o meglio un’onda, anche guardando ai grandi disastri avvenute dalle stesse navi da crociere. Presente a Venezia da ormai qualche anno, e radicatasi bene nel territorio lagunare.

Grandi Navi

Grandi Navi

Il Comitato No Grandi Navi è riuscita a far pesare le sue parole in Comune, presso il Sindaco Orsoni, presso il Governatore Zaia, ed anche presso i vari ministeri che si sono susseguiti in questi anni dalle cadute e nascite dei vari governi. Il comitato No Grandi Navi si è imposta, ha protestato, si è fatta valere: ora però il testimone deve passare alle istituzioni. Che tuttavia ne percepiscono il peso di quel testimone. Il Comune fino ad ora si è venduta come “impotente” di fronte a questa pericolosa abitudine che ormai dai tempi di Cacciari Sindaco ha preso man mano il sopravvento nella città di Casanova.

La Regione dovrebbe far da tramite tra esigenze e richieste del Comune e i doveri dello Stato. Ma per ora di quel ruolo non ne ha ancora pieno possesso mentalmente. Lo Stato, qualsiasi sia il governo che si succeda, in tempo di crisi, non è intenzionata a prendere decisioni. Ad esempio, c’è da stupirsi se in questo governo Letta, tutte le grandi decisioni, come Iva, Imu vengano correntemente posticipate a date da destinarsi?

Protesta contro le Grandi Navi

Protesta contro le Grandi Navi

Ma perché la protesta No Grandi Navi a Venezia? Perché è semplicemente pericoloso avere Grandi Navi. Le Grandi Navi, grattacieli più grandi di tutti gli edifici presenti nella già delicata città sospesa sull’acqua che “scorra” lungo un Canale, pur direzionato da due barche, in caso di imprevisto potrebbe esser la responsabile di centinaia di vittime, forse migliaia di morti. Questi imprevisti sono già avvenuti in passato, anche molto recentemente. Come dimenticare l’emblematico caso della Costa Concordia, vicino all’isola del Giglio, quando andò ad urtare proprio contro degli scogli, tenendosi troppo vicina alla costa.

La stessa Costa, in passato fu protagonista di altri due, pur lievi, incidenti: nel 2008 a Palermo e nel 2010 nel porto di Savona, in entrambe le occasioni a causa di raffiche del vento andò a sbattere contro rispettivamente un bacino galleggiante, e contro una gru senza mai provocare danni a persone. a Chioggia, nel giugno di quest’anno, in una nave da crociera, lo Zenith, subì un incendio, poi subito domato, senza creare danni a cose o persone. Solo l’ultimo di tanti altri casi si è svolta proprio nel canale della Giudecca, quando una nave da crociera si è troppo avvicinata alle rive che costeggiano tra Piazza San Marco e La Biennale.

No Grandi Navi

No Grandi Navi

Ad aggiungersi a questo ulteriore problema di enorme rilevanza, è il moto ondoso che creano le Grandi Navi, oltre all’inquinamento acustico, ed ambientale. L’acqua scava, le rive si distruggono, la città è quindi costretta a lavori continui di restauro, i cui soldi potrebbero certamente essere indirizzati in altre spese, magari alcune di queste anche benefiche, o chissà, anche utili per la cittadinanza.

Venezia appartiene a tutti i cittadini del mondo, perché la sua stessa storia ce lo insegna: Venezia da sempre conosce gli angoli sperduti del mondo, e gli angoli sperduti del mondo conosce Venezia. Venezia misteriosa, Venezia affascinante, Venezia seducente, Venezia anche “birichina”.

L’appello di aiuto, il SOS, va quindi non solo a coloro che la abitano, che la vivono, o che la visitano una volta nella vita: l’appello va a tutti i cittadini, di ogni razza, età, affinché possano anche loro dare un importante contributo per salvarla da un incidente delle Grandi Navi che potrebbe distruggerla, incoscientemente per colpa di politici ignari della gravità. Perché se perdiamo Venezia, perdiamo ciascuno di noi qualcosa, che non potrà più esser recuperata.

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