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3 settembre 2013

Affitti in Nero. Con la service tax il rischio affitti in nero aumenta per gli studenti fuori sede

Accettare un affitto in nero è una procedura quasi standard degli studenti universitari, in particolare per coloro che si trovano a svolgere i propri studi in una grande città. I prezzi sono altissimi ma le tasche sono quasi vuote. Con la service tax il rischio affitti in nero aumenta per gli studenti fuori sede

Affitti in nero

Affitti in nero

Il Centro Studi e Ricerche Sociologiche “Antonella Di Benedetto” di KRLS Network of Business Ethics ha diffuso i dati di una indagine sugli affitti regolari per studenti universitari ed affitti in nero.

Il dato preoccupante che emerge da questa indagine è quello che ben il 79% degli studenti fuori sede nel 2013 non ha sottoscritto alcun contratto regolare per l’affitto del proprio posto letto. Dunque un preoccupante e crescente fenomeno quello degli affitti in nero.

Un aumento di tre punti percentuali rispetto al 2012, percentuale quella degli affitti in nero destinata ad aumentare dopo gli ultimi provvedimenti adottati dal Governo Letta. Come abbiamo denunciato negli scorsi giorni, l’introduzione della Service Tax comporterà un maggior aggravio nelle tasche degli studenti fuori sede, che, oltre a pagare affitti ben più costosi rispetto a quelli previsti dagli accordi territoriali, dovranno pagare le spese per i servizi di raccolta urbana dei rifiuti e i per i servizi indivisibili.

D’altronde con l’introduzione della Service Tax molti studenti saranno costretti a non sottoscrivere contratti regolari, dunque si troveranno con affitti in nero, rinunciando di fatto ai diritti di inquilini, pur di non sostenere ulteriori spese. Da parte dei proprietari degli immobili potrà esserci l’interesse a mantenere contratti e affitti in nero per non pagare l’imposizione IRPEF o la cedola secca, risparmiando sulla registrazione del contratto.

Link-Coordinamento Universitario rilancia il tema del diritto all’abitare nelle città,  “diritto non solo degli studenti universitari, ma anche per i giovani precari e le famiglie svantaggiate, già colpiti dalla crisi e che sono gli unici a pagare per le scelte di pericoloso equilibrio del Governo Letta.” – dichiara –

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