Affitti in Nero a Studenti Universitari: tutela da affitti in nero per Unione Inquilini

Redazione Controcampus 10 Febbraio 2014

Il fenomeno degli affitti in nero a studenti universitari: ecco come denunciare e tutelarsi da contratti non a norma di legge e da affitti in nero per Unione Inquilini.

Affitti in Nero

Affitti in Nero

“In Italia ci sono 950.000 appartamenti caratterizzati da affitti in nero.

Gli studenti fuori sede invece sono circa 400.000.

Crediamo che nell’80-90% dei casi siano succubi di affitti in nero, cioè irretiti da contratti privi di registrazione”. Intervista esclusiva alla Segreteria Nazionale di Unione Inquilini

Allarme Affitti in nero agli studenti universitari: cresce la cooperazione interistituzionale volta ad arginare il fenomeno dell’evasione fiscale. Di recente, la Guardia di Finanza ha scovato ben 260 immobili locati illecitamente. A finire sotto inchiesta con l’iscrizione nel registro degli indagati, quasi 3.000 locatori, sospettati di non aver ottemperato alla legge, e di aver esposto gli inquilini a gravi pericoli.

Dal 1° gennaio 2014 è in vigore l’obbligatorietà dei pagamenti tracciabili per i contratti di locazione ad uso abitativo.

La legge n. 147 del 2013 ha stabilito un importantissimo principio in materia di lotta all’evasione fiscale e contrasto al fenomeno degli affitti in nero. Dal 1° gennaio 2014, infatti, i proprietari di immobili locati ad uso residenziale hanno l’obbligo di ricevere pagamenti tracciabili. Gli inquilini, dunque, sono tenuti ad effettuare i versamenti, non più in contanti, bensì tramite bonifici, carte di credito, carte prepagate, assegni o vaglia postali. L’articolo 1, comma 50, della legge di stabilità 2014, al fin di frenare il fenomeno degli affitti in nero sancisce: da un lato, che l’obbligatorietà del pagamento tracciabile valga esclusivamente per i canoni di affitto di qualunque importo relativi ad immobili di tipo residenziali; e, dall’altro, l’introduzione di un nuovo modello per la richiesta di registrazione del contratto di locazione. Le sanzioni scaturenti dall’eventuale inottemperanza alla normativa anti-evasione sono tutt’altro che irrisorie. E, inoltre, dal 1° gennaio, gli studenti fuori sede che desiderassero usufruire delle agevolazioni fiscali inerenti ai contratti di locazione, purché scritti e registrati, dovrebbero dimostrare l’attestazione dell’avvenuto pagamento attraverso strumenti tracciabili.

La Disciplina Normativa. I contratti di locazione ad uso abitativo devono essere redatti in forma scritta e registrati,  attraverso il deposito presso l’ufficio del registro ubicato nelle sedi territoriali dell’Agenzia delle Entrate.

L’articolo 1571 del codice civile sancisce che la locazione è il contratto col quale una parte (proprietario) si obbliga a far godere all’altra (inquilino, conduttore) una cosa mobile o immobile (appartamento) per un dato tempo, verso un determinato corrispettivo.

Affitti in Nero

Affitti in Nero

La legge 431 del 1998 prevede tre tipologie contrattuali:

  • 1) contratto a canone libero di durata minima pari a quattro anni con rinnovo automatico salvo disdette;
  • 2) contratto a canone concordato, di durata minima pari a tre anni con rinnovo biennale;
  • 3) contratto per particolari esigenze transitorie.

Quest’ultima tipologia contrattuale è, normalmente, impiegata per garantire il godimento della cosa locata agli studenti universitari fuori sede. Al fin di arginare il fenomeno degli affitti in nero, il legislatore italiano ha emanato un’importante normativa: il d.lgs. n. 23 del 2011.

Agevolazioni fiscali. L’articolo 3, commi 8 e 9, del decreto prevede che gli inquilini, succubi di affitti in nero, di accordi registrati a canoni inferiori rispetto a quelli effettivi o di comodati fittizi registrati, possano recarsi presso la sede territoriale dell’Agenzia delle Entrate al fin di ottenere la registrazione del contratto con notevoli agevolazioni fiscali. Il comma 8 dell’articolo in questione, infatti, recita che i conduttori possano in tal modo tramutare l’accordo, originariamente stipulato con il proprietario, in un contratto della durata di anni “4 più 4” con un canone annuale calcolato moltiplicando per tre la rendita catastale dell’immobile.

Cioè: se la rendita catastale dell’appartamento fosse pari a 500 euro, l’inquilino che fosse riuscito ad ottenere la registrazione del contratto ai sensi del d.lgs. 23 del 2011, sarebbe tenuto a versare un canone annuo pari a soli 1.500 euro. Tuttavia, l’articolo 3, riferendosi ai contratti di locazione “comunque stipulati”, non chiarisce se la disciplina debba essere applicata anche ai contratti stipulati in forma orale.

Non molto tempo fa, l’Agenzia delle Entrate, rispondendo all’interrogazione parlamentare n. 5-06286, ha avuto il merito di fornire alcuni nevralgici chiarimenti in ordine all’applicabilità del regime tributario istituito dal d.lgs. n. 23, dichiarando che i contratti di locazione relativi a beni immobili esistenti nel territorio dello Stato, anche se conclusi verbalmente, siano comunque soggetti all’obbligo di registrazione in termine fisso.

I Consigli dei Professionisti

I Consigli dei Professionisti

Che cosa è un contratto e quando è corretto parlare di nullità? Il contratto, l’accordo tra due o più parti finalizzato a costituire, regolare o estinguere un rapporto patrimoniale, è nullo, cioè irretito dal venir meno di tutti gli effetti da esso prodotti:

  • quando è contrario alle norme imperative;
  • quando è privo di uno dei requisiti indicati nell’articolo 1325 c.c. (accordo delle parti, oggetto, causa e forma)
  • quando la causa o i motivi sono illeciti
  • quando l’oggetto è impossibile, illecito, indeterminato o indeterminabile (1346 c.c)
  • in tutti gli altri casi previsti dalla legge

La nullità di un contratto, dunque, può scaturire dall’assenza della forma prescritta dalla legge e dalla mancata registrazione. L’articolo 1, comma 4, della legge numero 431 del 1998 prescrive che “per la stipula di validi contratti di locazione di immobili ad uso abitativo sia richiesta la forma scritta ad substantiam”.

Ne consegue, dunque, che i contratti di locazione conclusi oralmente siano, verosimilmente, nulli, ergo non in grado di produrre effetti giuridici.

A ribadire il concetto è stato il Tribunale di Roma che, con la sentenza n. 21287 del 24 ottobre 2013, ha fugato ogni dubbio in merito alla validità degli affitti in nero, chiarendo che l’eventuale denuncia del conduttore, ai sensi del decreto n. 23 del 2011, non possa produrre i benefici auspicati, laddove il contratto di locazione, irretito da canone a nero, non sia stato stipulato in forma scritta.

Nel caso di specie, il conduttore è stato costretto a rilasciare l’immobile e a pagare una somma a titolo di risarcimento del danno per occupazione abusiva.

Il contratto orale, dunque, è sempre nullo. Lo studente fuori sede che desiderasse ottenere la registrazione del proprio contratto, al fin di fruire di un canone agevolato, dovrebbe essere in possesso di un accordo stipulato per iscritto. Se così non fosse, potrebbero profilarsi scenari del tutto infausti.

Il proprietario dell’immobile, ad esempio, giunto a conoscenza dell’ottenimento, da parte dello studente, di un contratto di locazione 4 più 4 a canone agevolato, registrato presso l’Agenzia delle Entrate territoriale, potrebbe sempre citare in giudizio l’inquilino eccependo la nullità del contratto stipulato oralmente e (oltre al danno la beffa) chiedere un risarcimento.

D’altro canto, bisogna ricordare, per dover di cronaca, che le sentenze favorevoli agli studenti universitari fuori sede sono, ad oggi, di gran lunga più numerose.

Massimo Pasquini

Massimo Pasquini

Al fin di rendervi edotti in merito ai rischi relativi al fenomeno degli affitti in nero, abbiamo contattato il Dott. Massimo Pasquini della Segreteria dell’Unione Inquilini di Roma .

Quali sono le principali finalità di Unione Inquilini?

“L’Unione Inquilini è un sindacato molto anziano. Quest’anno si festeggia il quarantesimo anno dalla sua nascita. Noi come Unione Inquilini a livello nazionale siamo nati nel ’74. Ma in realtà la prima Unione è nata a Milano, nel quartiere di Quarto Oggiaro, nel 1968″

“Siamo il sindacato italiano maggiormente rappresentativo e ci occupiamo di tutte le questioni inerenti agli inquilini. Dalle questioni relative ai canoni, agli sfratti, ai contratti di locazioni, alle case popolari, ai problemi legati agli studenti universitari fuori sede”.

Che cosa ne pensa della piaga degli affitti in nero e della situazione degli studenti universitari fuori sede?

“Si tratta di contratti illegali generati da parassiti che non intendono pagare le tasse, ergo stipulare accordi a norma di legge. Vorrei ricordare alcuni piccoli aspetti relativi al fenomeno degli affitti in nero agli studenti fuori sede. Il primo è che i contratti per studenti fuori sede non sono a libero mercato,  cioè il canone andrebbe individuato all’interno di apposite tabelle degli affitti a canone agevolato scaturenti da accordi stipulati nelle varie cittadine. Dunque, il canone non può essere stabilito dal proprietario di casa. Il secondo aspetto è che i contratti per studenti fuori sede devono essere scritti e registrati, altrimenti sono nulli. Il terzo è che i proprietari che affittano camere in Italia dovrebbero essere in possesso di una speciale autorizzazione, si pensi ai bed and breakfast. Ma non tutti i proprietari che affittano camere a studenti universitari sono affittacamere. Anzi, la stragrande maggioranza dei proprietari di immobili affittano le camere senza autorizzazione, in maniera impropria ed illegale. E questa è una prassi che andrebbe combattuta e repressa. In Italia ci sono 950.000 appartamenti caratterizzati da affitti in nero. Gli studenti fuori sede invece sono circa 400.000. Crediamo che nell’80-90% dei casi siano succubi di affitti in nero, cioè irretiti da contratti privi di registrazione ovvero con canoni superiori a quelli regolari. E compongono buona parte dell’intero comparto del mercato nero italiano. Un comparto in grado di produrre circa 5 miliardi di evasione fiscale”. 

Unione Inquilini

Unione Inquilini

Quali consigli darebbe da questo punto di vista agli studenti fuori sede per tutelarsi dagli affitti in nero e da anomalie del genere?

“La prima cosa da dire è che gli studenti fuori sede dovrebbero informarsi. Purtroppo c’è grande disinformazione. Non c’è coscienza di quali siano i propri diritti.

“Può essere molto utile sapere che i contratti non sono a libero mercato ed, in particolare, informarsi in merito al canone agevolato relativo a quel determinato territorio o a quel tipo di appartamento.”

“E al contempo può essere importante sapere che il contratto deve essere scritto e registrato, perché in tal modo il rapporto di locazione è valido e da esso scaturiscono uno serie di agevolazioni fiscali. Quindi il consiglio che darei agli studenti è di andare ad informarsi, presso l’Unione Inquilini o presso qualsiasi altro sindacato di settore, prima di stipulare o di instaurare rapporti che comportino sostegni all’evasione fiscale, anche perché se essi stipulassero contratti regolari andrebbero incontro a cospicue agevolazioni. I canoni agevolati sono decisamente più bassi di quelli relativi agli affitti in nero. Quindi non è vera la favola popolare secondo cui gli affitti in nero garantirebbero canoni inferiori. L’articolo 3, commi 8 e 9, del decreto legislativo n. 23 del 2011, recita che l’inquilino, (compreso lo studente universitario fuori sede), sprovvisto di contratto scritto e registrato, o che entro trenta giorni dalla stipula non ottiene dal proprietario la registrazione del contratto, può registrare egli stesso il contratto presso l’agenzia delle entrate, e in cambio avrà un contratto di anni quattro più quattro ad un canone annuo pari a tre volte la rendita catastale. A Roma, ad esempio, abbiamo aiutato circa 2000 persone, l’80% delle quali erano studenti, ad effettuare la registrazione del contratto. In genere la registrazione ha comportato in media nuovi canoni, con contratti di quattro anni più quattro, dagli 80 ai circa 200 euro, a fronte di affitti in nero da 800 a 1300 euro. Va detto poi che il 50% dell’esborso dello studente deve essere comunque addebitato al locatore. In genere, dunque, registrare un contratto di locazione costa meno di un affitto in nero. Poi è possibile anche registrare contratti parziali, cioè l’affitto di una singola camera. In tal caso si terrà conto sia della rendita catastale, sia dei singoli metri quadri occupati dall’inquilino”.

Antonio Migliorino

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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto