Affitti in Nero: fenomeno affitti in nero e servizio Help Studenti

Redazione Controcampus 4 Aprile 2014

Aumentano i controlli sugli affitti in nero.

A soccorso degli studenti universitari fuori sede il programma “Il fisco mette le ruote”. Intervista al Tenente Colonnello della Guardia di Finanza Pasquale Arena

“Grazie all’iniziativa “il fisco mette le ruote” è stato possibile offrire consulenza e assistenza agli studenti in materia di contratti di locazione, fornire loro informazioni, consentire di segnalare eventuali locatori non in regola.

La lotta all’evasione passa anche dal contrasto a questo tipo di illegalità fiscale, a maggior ragione in città dove esistono importanti università e dove la piaga degli affitti in nero è ancora oggi diffusissima e lontana dall’essere debellata.”. 

Allarme Affitti in nero studenti universitari. Di recente, presso le Università capitoline di Roma “La Sapienza”, Roma Tre e Tor Vergata si è svolta una lodevole iniziativa all’insegna della legalità. I funzionari dell’Agenzia delle Entrate e il personale del Comando Provinciale di Roma della Guardia di Finanza hanno avuto il merito di sensibilizzare le giovani generazioni in relazione all’importanza di una sana e costante azione di contrasto all’illegalità. I giovani studenti universitari, infatti, sono stati resi edotti sulla cedolare secca, sulle differenti tipologie contrattuali e sul come effettuare segnalazioni inerenti agli affitti in nero.

Cresce, dunque, la cooperazione interistituzionale volta ad arginare il fenomeno dell’evasione fiscale e degli affitti in nero. Negli ultimi tempi, infatti, la Guardia di Finanza ha scovato ben 260 immobili locati illecitamente. A finire sotto inchiesta, con l’iscrizione nel registro degli indagati, quasi 2.900 locatori, sospettati di non aver ottemperato alla legge, e di aver esposto gli inquilini a gravi pericoli.

Normativa sugli affitti in nero. Al fin di arginare il fenomeno degli affitti in nero, il legislatore italiano ha emanato un’importante normativa: il d.lgs. n. 23 del 2011.

Agevolazioni fiscali e lotta agli affitti in nero. L’articolo 3, commi 8 e 9, del decreto prevede che gli inquilini, succubi di affitti in nero, di accordi registrati a canoni inferiori rispetto a quelli effettivi o di comodati fittizi registrati, possano recarsi presso la sede territoriale dell’Agenzia delle Entrate al fin di ottenere la registrazione del contratto con notevoli agevolazioni fiscali. Il comma 8 dell’articolo in questione, infatti, recita che gli inquilini possano in tal modo tramutare l’accordo originariamente stipulato con il proprietario in un contratto della durata di anni “4 più 4” con un canone annuale calcolato moltiplicando per tre la rendita catastale dell’immobile. Cioè: se la rendita catastale dell’appartamento fosse pari a 500 euro, l’inquilino che fosse riuscito ad ottenere la registrazione del contratto ai sensi del d.lgs. 23 del 2011, sarebbe tenuto a versare un canone annuo pari a soli 1.500 euro. Tuttavia, l’articolo 3, riferendosi ai contratti di locazione “comunque stipulati”, non chiarisce se la disciplina debba essere applicata anche ai contratti stipulati in forma orale.

Pasquale Arena

Pasquale Arena

Al fin di rendervi edotti in merito ai rischi relativi al fenomeno degli affitti in nero, ed, al contempo, di chiarire alcuni aspetti inerenti al d.lgs. n. 23, abbiamo contattato il Dott. Pasquale Arena, Tenente Colonnello della Guardia di Finanza di Roma.

Tenente Colonnello Arena potrebbe renderci edotti in merito all’importanza dell’iniziativa (anti – affitti in nero) “il fisco mette le ruote”?

“Grazie all’iniziativa “il fisco mette le ruote” è stato possibile offrire consulenza e assistenza agli studenti in materia di contratti di locazione, fornire loro informazioni, consentire di segnalare eventuali locatori non in regola.”

“Il tutto nell’ottica di rendere più coscienti le nuove generazioni dell’assoluta rilevanza di diffondere una cultura sociale che avvicini il cittadino alle istituzioni per il raggiungimento dell’obiettivo comune della legalità fiscale e dell’instaurazione di una miglior dialettica fisco-contribuente. L’iniziativa assume ancor più importanza per la circostanza che, in questo caso, è il fisco che va nella direzione dei cittadini portando il proprio contributo professionale direttamente presso le università a tutela dei giovani studenti fuori sede”. 

Affitti in Nero

Affitti in Nero

Ten. Col. Arena che cosa ne pensa della piaga degli affitti in nero e della situazione relativa agli studenti universitari fuori sede?

“La lotta all’evasione passa anche dal contrasto a questo tipo di illegalità fiscale, a maggior ragione in città dove esistono importanti università e dove la piaga degli affitti in nero è ancora oggi diffusissima e lontana dall’essere debellata.

Alla luce di tale considerazione la Guardia di Finanza tiene alto il livello di attenzione nei confronti del fenomeno e la stipula di protocolli d’intesa con le università per combattere il fenomeno in sinergia e, soprattutto, puntando sull’indispensabile collaborazione degli studenti, va in questo senso. In città come Roma, ad esempio, ove il fenomeno degli affitti in nero è particolarmente radicato, uno studente fuori sede arriva a pagare canoni di locazione che vanno da 350 € a 550 € al mese a posto letto, talvolta in camere doppie/triple e di pochi metri quadri e la formula elusiva più diffusa è il contratto turistico inferiore ai 30 giorni, più volte rinnovato dai proprietari uno o due giorni prima di ogni scadenza.

Nel corso del 2014 contiamo di incrementare sensibilmente la qualità dei controlli che, grazie anche alla collaborazione dei giovani universitari saranno ancor più mirati rispetto al passato. La strategia è precisa: più peso all’intelligence e alle sinergie, meno controlli di massa.

Inoltre, la condivisione e l’incrocio con Regione, Comune, Università, Laziodisu, AA.SS.LL. e AMA di decine di banche dati consentono di selezionare centinaia di situazioni caratterizzate da particolari indici di pericolosità fiscale. In particolare, sono costantemente analizzati i dettagli riferiti alle registrazioni dei contratti d’affitto: dall’allaccio delle utenze (acqua, luce, gas) all’Imu, dalla raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani alla residenza, dagli assistiti fuori sede che richiedono il medico di base a Roma agli accessi presso le biblioteche universitarie e molti altri dati ed elementi che sono disponibili telematicamente”.

Dal 1° gennaio 2014 è in vigore l’obbligatorietà dei pagamenti tracciabili per i contratti di locazione ad uso abitativo. Qual è la Sua opinione in merito alla legge n. 147 del 2013?

“La Legge di stabilità 147/2013, in nome della lotta all’evasione, ha stabilito che l’affitto delle unità abitative a prescindere dall’importo, deve essere pagato solo con strumenti tracciabili quali bonifici bancari, assegni bancari non trasferibili e assegni circolari. Si tratta di una misura certamente drastica che va nella direzione di porre un ulteriore freno alle transazioni in contanti che spesso celano pagamenti in nero.

Il 05/02/2014 però il Ministero del Tesoro ha ritenuto opportuno intervenire nel merito con una nota, con la quale è stato chiarito che l’affitto di unità abitative di importo inferiore ai 1.000,00 euro può essere versato in contanti, senza incorrere in alcuna sanzione, in quanto la tracciabilità dei pagamenti è garantita dalla ricevuta.

L’obbligatorietà dei pagamenti con metodi tracciabili permane nelle ipotesi di importi superiori ai 1.000,00 euro ed in caso di violazione della norma, scatterebbero  sanzioni comprese tra l’1 ed il 40 % dell’importo versato.

La nota ministeriale precisa altresì cheil trasferimento è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che appaiono artificiosamente frazionati”.

Quindi, parziale marcia indietro purché al pagamento in contanti segua l’emissione di regolare ricevuta.

La decisione del Ministero dell’Economia è arrivata in accoglimento di un’istanza dell’unione dei piccoli proprietari immobiliari (Uppi) volta a modificare una norma che, nel caso del pagamento del canone di locazione, finiva probabilmente da una parte per agevolare le banche e dall’altra per creare potenziale disagio a migliaia di famiglie, in quanto costituiva un nuovo balzello per i molti conduttori già in difficoltà per pagare puntualmente gli affitti”.

Che cosa ne pensa dell’articolo 3 del d.lgs. n. 23 del 2011 relativo al regime della cedolare secca sugli affitti in nero? 

Affitti in Nero

Affitti in Nero

“L’articolo 3 del d. lgs. n. 23 del 2011 prevede un regime di tassazione particolarmente vantaggioso per i proprietari “virtuosi”, cioè per coloro i quali concedono in locazione immobili ad uso abitativo con regolare contratto. A decorrere dall’anno 2011, infatti, il canone di locazione può essere assoggettato, per volontà del locatore, ad un’imposta, operata nella forma della cedolare secca, sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione; la cedolare secca sostituisce anche le imposte di registro e di bollo sulla risoluzione e sulle proroghe del contratto di locazione. Sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti la cedolare secca si applica in ragione di un’aliquota del 21 %. Per i contratti a canone concordato stipulati nei comuni ad alta tensione abitativa l’aliquota scende al 19 per cento, ridotta al 15 % a partire dal 2013.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 28 marzo 2014 del decreto legge “casa” è ufficialmente entrata in vigore la modifica dell’aliquota relativa all’esercizio dell’opzione della cedolare secca sui contratti di locazione a canone concordato che per il quadriennio 2014 – 2017 scende dal 15% al 10%.

Tale intervento, quindi, rende ulteriormente conveniente la stipula di tali contratti di locazione o dell’esercizio di tale opzione su quelli esistenti rappresentando quindi una straordinaria opportunità di essere in regola con il fisco versando un’imposta veramente minima rispetto al passato.

Inoltre, particolare aspetto della normativa sulla cedolare secca è quello relativo all’art. 3, commi 8 e 9, del d. lgs. n. 23 del 2011, che ha introdotto nell’ordinamento italiano una importante novità in materia di affitti prevedendo nei casi di locazione in nero, anche parziale, la possibilità per il conduttore di registrare il contratto di locazione ottenendo la riduzione del canone ad un importo pari al triplo della rendita catastale dell’immobile locato (in pratica significa pagare un canone mensile irrisorio, anche di 50 o 100 euro, con una riduzione fino al 70-80% rispetto alle cifre di mercato); durata del contratto pari ad anni 4 + 4 dal momento in cui il contratto in nero viene registrato. Si applica ai contratti ad uso abitativo di qualsiasi tipo, anche temporanei, transitori o per studenti, non registrati entro i 30 giorni previsti (quindi anche ai contratti stipulati anni prima che non siano stati mai registrati); ai contratti regolarmente registrati che riportino un canone inferiore a quello effettivamente pagato; ai finti contratti di comodato. I vantaggi a favore degli inquilini costretti al nero sono evidenti.

Così facendo si ottiene il triplice scopo di punire il proprietario, il cui guadagno dall’affitto crolla, di contrastare l’evasione fiscale e di premiare l’inquilino che collabora con lo Stato a reprimere il nero. Appare di assoluta evidenza come la norma voglia sanzionare in maniera volutamente esemplare taluni comportamenti del contribuente ritenuti dannosi dal Legislatore.

Di contro però, per come è formulata ed applicata, la normativa presenta qualche rischio anche a carico di chi voglia dare in locazione un immobile nella piena osservanza della legge ma venga preso di mira da inquilini in mala fede.

Numerose sono state le cause promosse dai proprietari, a seguito delle quali alcuni Tribunali – Salerno, Palermo, Firenze, Genova, Roma – hanno rimesso la questione dell’art. 3, comma 8 e 9 alla Corte Costituzionale per molteplici motivi, tra cui: eccesso di delega, manifesta irragionevolezza nonché sproporzione della sanzione inflitta al solo locatore, eccessiva e ingiustificata compressione del diritto di proprietà e degli effetti dell’autonomia contrattuale legittimamente esplicata, riduzione del canone ben al di sotto dei valori di mercato, ad esclusivo vantaggio del conduttore ed a svantaggio delle entrate tributarie, contrasto con i principi sulla nullità parziale del contratto (art. 1419 cod. civ.), manifesta contraddittorietà con la finalità fiscale sottesa alla norma.

Con la sentenza n. 50/2014 del 14 marzo 2014, la Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale per eccesso di delega dell’art. 3, commi 8 e 9, del d.lgs. n. 23/2011, nella parte in cui prevedeva la possibilità del conduttore di registrare tardivamente il contratto di locazione “in nero”, ottenendo un “nuovo” contratto di durata quadriennale e con riduzione del canone d’affitto pari al triplo della rendita catastale dell’immobile. Cancellati dunque gli “sconti” previsti in caso di registrazione dei contratti in nero. Una decisione che annulla uno dei capisaldi della disciplina della cedolare secca sugli affitti. La norma va riscritta. Va detto però che la Corte Costituzionale ha accolto “solo” il rilievo dell’eccesso di delega. In pratica, il Governo è andato oltre la delega legislativa conferitagli dal Parlamento con la legge n. 49/2009. La Corte non ha affrontato gli altri profili sollevati dai Tribunali di merito, sui quali il dibattito rimane aperto. La sentenza, dunque, non appare risolutiva. Il legislatore, infatti, potrebbe anche decidere di riproporre la norma nell’ambito di un testo di legge appropriato in materia fiscale”.

Affitti in Nero

Affitti in Nero

Quali consigli darebbe ad uno studente fuori sede che fosse irretito da un “contratto di affitto in nero”?

“In concomitanza con l’inizio dell’anno accademico è stata avviata una massiccia campagna di informazione e prevenzione rivolta alle oltre 50.000 matricole degli Atenei di Roma che iniziano ora il loro percorso di studi.

È, infatti, in corso di distribuzione un vademecum, dal titolo “Studia e Vivi Roma”, disponibile anche su internet, volto a fornire preziose indicazioni su come trovare casa senza sgradite sorprese, evitando gli affitti in nero, conoscere dove si trovano e come accedere  agli alloggi che LAZIODISU mette a disposizione degli studenti, utilizzare agevolazioni ed opportunità ancora poco conosciute, come benefici fiscali, contratti concertati, fondo di locazione, etc. ed, infine, grazie ad informazioni pratiche e recapiti utili, ad orientarsi e districarsi tra le varie tipologie di affitti, chiedendo aiuto alle Istituzioni.

L’auspicio è che il “modello Roma”, dove il contrasto agli affitti in nero da parte delle istituzioni, in primo luogo Guardia di Finanza, è particolarmente efficace, possa essere esportato ed attuato nel resto del territorio nazionale e l’invito ed il consiglio da dare ad uno studente fuori sede, attore, suo malgrado, di un affitto in nero, è quello di rivolgersi alla Guardia di Finanza, in quanto stare dalla parte della legalità paga sempre.

Non bisogna dimenticare, infatti, che un contratto di locazione, per avere efficacia, deve avere forma scritta, un contratto stipulato oralmente non garantisce alcuna tutela giuridica all’inquilino, in quanto è un contratto nullo.

Gli studenti da alcuni mesi, nella capitale, hanno la possibilità di segnalare situazioni d’interesse direttamente alla Guardia di Finanza senza neanche recarsi presso gli uffici del Comando, in quanto, per l’occasione, è stata creata una casella di posta elettronica a loro dedicata: helpaffitti.roma@gdf.it.  

Nella capitale, quindi, centinaia di studenti hanno già potuto interagire con i modelli di controllo predisposti dalla Guardia di Finanza e la conseguente attività che ne sta scaturendo testimonia che la strada intrapresa è quella giusta”.

 Antonio Migliorino

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto