Diventare docente universitario, assistente e ricercatore: come funziona

Redazione Controcampus 25 Ottobre 2013

Ecco come diventare docente universitario, come fare l'assistente o il ricercatore all'università,  se e quanto conviene fare il docente universitario, ecco come funziona!Partiamo dalla differenza intercorre tra docente e insegnate di scuola.

Cercheremo di aiutarvi a capire chi è, e come come diventare docenti universitari oggi.

Nel sistema universitario italiano, si distinguono due soli ruoli accademici per il docente universitario: docenti e ricercatoriIl ricercatore universitario, sia a tempo determinato sia indeterminato, cui venga affidato uno o più incarichi di insegnamento, acquista in tale caso il mero titolo, ma senza un proprio ruolo accademico, di professore aggregato, e solo per l’intero anno accademico in cui si tengono tali corsi. Ogni docente universitario e ricercatore afferisce ad un settore scientifico disciplinare.

Questi ultimi sono aggregati in più aree concorsuali (attualmente quattordici).

  • Docente Universitario Ordinario di prima fascia
  • Docente Universitario Associato di seconda fascia
  • Ricercatore a tempo determinato
  • Ricercatore a tempo indeterminato 

Si accede a tali ruoli solo per concorso. Non esistono promozioni per anzianità; ci sono, per anzianità, solo “scatti di stipendio”.

Ciclicamente si discute sull’opportunità di promozioni “ope legis”; si tratterebbe di passaggi di carriera non conseguenti a concorsi ma conseguenti alla sola presenza nel ruolo inferiore per un certo numero di anni.

Le promozioni “ope legis” sono state operate in un passato ormai lontano ma sono ora assolutamente incoerenti con la più diffusa valutazione di opportunità.

Ogni ruolo è soggetto a conferma dopo i primi tre anni della messa in servizio (solo per una volta). Dopo aver superato la conferma, il ricercatore diventa un ricercatore confermato. L’associato diviene un associato confermato.

Il professore di prima fascia si chiama straordinario nei primi tre anni e ordinario successivamente. E’ assai raro che il docente che vince un concorso non sia in grado, dopo tre anni, di ottenere la conferma e quindi diventare docente universitario confermato di ruolo.

Ecco come diventare docente universitario ordinario: formazione carriera

Il primo passo per diventare docente universitario è quello di scegliere il raggruppamento disciplinare in cui inserirsi. Non si è infatti più insegnante per una singola materia, ma per l’intero settore disciplinare.
Si può trovare la descrizione dei diversi raggruppamenti sul sito del ministero con indicazioni utili anche sul numero dei docenti per i diversi livelli e sulla media per sede universitaria e materia. A questo punto il percorso è in cinque tappe.

Il Dottorato di ricerca è il grado più elevato di istruzione previsto nell’ordinamento italiano. Richiede un impegno generalmente di tre anni, alcune volte di quattro o di cinque. È prevista una borsa di studio di 11 mila euro, nel caso questa sia a disposizione e la persona non abbia già un reddito superiore a 7 mila euro all’anno.

Acquisito il dottorato, se si intende continuare lungo la carriera universitaria, ci si deve iscrivere a un programma post dottorato che può durare tra due e quattro anni e arrivare in alcuni casi addirittura a otto. L’ammontare delle borse di studio è tra 12 mila e 15 mila euro all’anno.

Il passaggio successivo per diventare docente universitario è quello di ricercatore il cui lo status e le possibilità dipendono molto dal contesto in cui si opera. Si tratta, comunque, della prima figura di ruolo all’interno dell’università.

Si passa poi al docente universitario associato o docente universitario di seconda fascia

La massima qualifica a cui aspirare nella carriera universitaria è quindi il docente universitario ordinario o docente universitario di prima fascia.

Si accede ai ruoli solo per concorso e si è confermati (anche se in modo pressoché automatico) dopo tre anni (il ricercatore diventa quindi ricercatore confermato e l’associato acquista il titolo di associato confermato).

Diventare docente universitario dopo la legge n. 240 del 30 dicembre 201

Per diventare ricercatore dopo la Riforma Gelmini: In base alle legge n. 240 del 30 dicembre 2010 (parte della Riforma Gelmini) vengono distinte due categorie di ricercatori universitari.

Prima dell’emanazione della legge Gelmini, si diventava ricercatore universitario a seguito di una valutazione comparativa bandita dalle singole Facoltà universitarie: una Facoltà poteva richiedere al proprio Ateneo di bandire un posto solo dopo aver avuto la garanzia della copertura stipendiale da parte del Senato Accademico e del Consiglio d’Amministrazione.

Ora tale procedura non è più contemplata.

Il ruolo dei ricercatori a tempo indeterminato è stato trasformato ad esaurimento, mentre è stata istituita la figura del ricercatore a tempo determinato (RTD) con un contratto di lavoro di tre anni. Tale figura si distingue in due tipologie:

  • a) contratto triennale prolungabile per un periodo di due anni
  • b) contratto triennale non prolungabile, a seguito del quale è necessario conseguire l’abilitazione nazionale per diventare professore associato. Solo se si è terminato un contratto triennale del primo tipo.

Le procedure per il conseguimento dell’abilitazione per diventare docente universitario – ricercatore sono indette annualmente con decreto ministeriale, per ciascun settore concorsuale e distintamente per la prima e la seconda fascia dei professori universitari. Il mancato conseguimento dell’abilitazione preclude la partecipazione alle procedure di abilitazione indette nel biennio successivo per il medesimo settore concorsuale della medesima fascia ovvero della fascia superiore. Per il conferimento dell’abilitazione nazionale viene nominata una commissione, tra coloro che hanno fatto domanda per farne parte, di cinque docenti ordinari per ogni settore concorsuale.

La lista dei commissari che hanno richiesto di far parte della commissione viene nominata mediante sorteggio. Per la stessa università non può far parte più di un professore ordinario.

Successivamente vengono analizzati titoli e pubblicazioni dei candidati, quindi la commissione esprime un giudizio che motivi l’attribuzione o meno dell’abilitazione, la quale ha durata quinquennale. Per la fascia degli associati vengono richiesti un numero inferiore di pubblicazioni e di titoli rispetto alla fascia degli ordinari. Per ogni settore concorsuale sono stabiliti criteri e parametri bibliografici divisi per le rispettive fasce.

Entro cinque anni le università possono bandire concorsi interni per reclutare il docente universitario in possesso dell’abilitazione nazionale, oppure possono reclutarli mediante la “chiamata diretta”. Con la legge Gelmini viene abolito il periodo di straordinariato e di conferma di tre anni per i professori associati e ordinari, mentre la progressione stipendiale viene rivista ogni tre anni.

Attualmente, il ruolo in esaurimento degli “assistenti ordinari” è assimilato a quello del ricercatore universitario, col medesimo trattamento economico.

Il docente universitario incaricato stabilizzato (anch’esso ruolo in esaurimento), invece, è oggetto di controversia. In Italia al 2008 vi erano 49 professori “incaricati stabilizzati” che, per un motivo o per l’altro, non hanno conseguito il giudizio positivo d’idoneità a partire dal 1982. Essi svolgevano attività didattica al pari di un professore di II fascia, ma godono di una retribuzione minore.

Diventare docente universitario collaboratore di cattedra o simili

E’ di un certo rilievo descrivere le caratteristiche di altre figure di persone inserite a vario titolo nell’ambiente universitario. Queste figure non sono mai l’obiettivo finale di una carriera universitaria.

  • Il docente universitario cultore della materia. E’ un titolo di nessun valore effettivo; il Consiglio di facoltà delibera che una certa persona si interessa ad una certa materia e ne prende atto; non esiste un numero massimo di cultori; non è previsto un compenso; è previsto che i cultori possono fare parte delle commissioni di esame di profitto; di fatto, possono fare esami solo quando sono persone di fiducia, di sufficiente competenza e di comportamento adeguato. Ogni facoltà delibera in merito alle caratteristiche personali minime dei cultori della materia.
  • L’assistente. Non esiste più, o meglio esistono quelli nominati secondo la vecchia normativa (fino al 1980 corrispondevano all’incirca al ruolo di ricercatore). Di fatto il vocabolo “assistente” indica genericamente la persona che aiuta il docente e che lo studente non sa cosa sia. E’ stato notato che “assistente” è l’unico vocabolo della lingua italiana di forma attiva ma di significato passivo.
  • Il laureato frequentatore. E’ una persona laureata da poco tempo che è autorizzata ad utilizzare le strutture del dipartimento o dell’istituto (in particolare la biblioteca) perché, di solito, sta preparando un concorso universitario. Non può fare esami. Per essere autorizzato, il laureato deve essere semplicemente assicurato contro i rischi per infortuni che dovessero capitare nei locali dell’università.
  • Il docente universitario a contratto. Di solito è un professionista che riceve un incarico di insegnamento limitato ad un corso. Accetta, nonostante il compenso limitato, perché attratto dal mondo universitario. Talvolta il professore a contratto può essere un giovane che ha finito la borsa post dottorato e che non ha ancora vinto un concorso da ricercatore.
  • Il docente universitario supplente. Si tratta di un incarico di docenza aggiuntivo assegnato al titolare di una altra materia. E’ necessariamente un docente di ruolo, eventualmente di un altro Ateneo (in questo caso da esso autorizzato). L’incarico può essere specificatamente remunerato o gratuito.

Ma quali sono i trucchi e i consigli giusti per diventare docente universitario oggi? Lo abbiamo chiesto al professore Umberto De Francesco che prima di iniziare ad insegnare al liceo scientifico ricopriva la carica ufficiosa di ”assistente” nella facoltà di Architettura.

Spesso si dice che non basta ”essere bravi” per diventare docente universitario. Secondo lei in che modo ci si dovrebbe muovere in campo accademico per avere successo ?

”In realtà non bisogna sottovalutare il lavoro individuale, non è necessario essere simpatici al docente universitario ma avere lavori e progetti che il professore che individuiamo come maestro ideale possa ritenere validi. Uno studente che riesca ad acquisire assegni di ricerca, pubblicazioni su riviste almeno conosciute e che abbia inoltre una grande costanza e pazienza può ambire al posto di ricercatore o perfino di docente.”

Allora è colpa dello studente poco paziente se non è così semplice entrare a far parte dell’ambito accademico e diventare docente universitario oggi?

”Non ho detto questo, si pensi a tutti i tagli fatti alla Ricerca è ovvio che se lo studente si trova a dover fare i conti con un ambito accademico ”morto” le sue possibilità di riuscita sono inferiori. Ma questo accade maggiormente nell’ambito umanistico che in quello scientifico. Inoltre quest’ambito permette allo studente di rientrare in progetti che usufruiscono di fondi europei e di gemellaggi con paesi non comunitari. L’importante è pubblicare scoperte realmente utili. Per questo è utile affiancarsi ad un ottimo docente univeritario che partecipi a diversi progetti. ”

Non è necessario il passaggio ufficiale per diventare docente universitario?

”Certo che è necessario, è meglio non avere falle nel proprio curriculum, voti alti e titoli di dottorato o di post-laurea e ancora di borse e progetti vinti sono utilissimi, la conoscenza è necessaria nell’ambito accademico. Partecipare anche a quei concorsi che non sono strettamente legati all’ambito accademico non è inutile. Anche i concorsi di scrittura per chi è ad esempio un laureato in lettere appassionato di comparatistica possono diventare un trampolino di lancio per ulteriori pubblicazioni.”

Quindi per lei è semplice diventare docente universitario oggi?

”Non credo sia semplice diventare docente universitario, come non lo era ai miei tempi del resto.”

E’ un percorso lungo e difficile ma credo sia controproducente scoraggiare gli studenti soprattutto i più validi. Dopotutto è anche su di loro che si conta per cambiare qualcosa nelle Università e nelle Scuole. Credo solo ci si debba dare da fare su tutti i fronti e non lasciare nulla di intentato. Essendo diventato così difficile perfino l’insegnamento negli Istituti Superiori mi rendo conto che lo studente sia meno invogliato ma chiedo proprio a chi si senta demoralizzato di sfruttare ogni possibilità e sperare di essere quell’uno su tanti a farcela”

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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. 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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto