Legge di Stabilità. Raffaele Bonanni sulla legge di stabilità e busta paga 2014

Redazione Controcampus 12 Ottobre 2013

Archiviate le turbolenze che hanno portato il Governo Letta sull’orlo del precipizio, si ricomincia a lavorare per la crescita .

Il punto di Raffaele Bonanni sulla legge di stabilità .

Ottenuta la fiducia delle Camere, si torna così a lavorare a testa bassa per recuperare il tempo perso e riprendere l’attività di governo, a partire dalla Legge di stabilità, l’ago della bilancia che ridisegnerà lo scacchiere politico del Paese già dal 15 Ottobre prossimo. 

I prossimi giorni politici si annunciano cruciali per la Legge di stabilità 2013, che sarà incardinata, come espressamente dichiarato dal Premier Letta, sulla riduzione del carico fiscale per imprese e lavoratori.

“Nel 2014 i lavoratori avranno un beneficio in busta paga – ha ribadito il Premier Letta alla vigilia del varo della Legge di stabilità 2013 – “e anche le imprese avranno dei vantaggi in modo da poter assumere e capitalizzare le proprie imprese”

Uno sforzo finanziario, quello richiesto dalla Legge di stabilità,  stimato in 4-5 miliardi di euro, da destinare per metà al taglio delle tasse sulle imprese e per metà agli sgravi in busta-paga ai lavoratori dipendenti. Già a partire dal gennaio 2014. Secondo i primi rumors, lo sconto potrebbe sfiorare quota 250-300 euro, da erogare in un’unica soluzione, forse nella tredicesima del 2014. Un calcolo puramente indicativo, data la molteplicità delle variabili in ballo: dalle effettiva disponibilità di risorse necessarie agli strumenti da applicare, passando per l’ipotesi di fissare un tetto di reddito per godere dei beneficio in busta paga. Scettica, intanto, Confindustria che chiede un intervento da almeno 15 miliardi. Attese non rispettate anche secondo i sindacati, che spingono sull’acceleratore della responsabilità sociale collettiva.

Il punto di Raffaele Bonanni, Segretario Generale CISL sulla Legge di stabilità e sul bonus busta paga 2014 – Molta le riforme sul tavolo della nascente Legge di Stabilità, sulle quali occorre costruire unità d’intenti tra Governo e parti sociali. Ma le priorità da mandare avanti non si esauriscono qui. Nel menù della Legge di Stabilità si va componendo c’è posto anche per imprese e giovani. Sgravi contributivi per le imprese che investono sul territorio, certo, ma e soprattutto incentivi all’assunzione dei giovani under 29 che ne permettano la piena inclusione sociale.

Obiettivo del Legge di stabilità: realizzare un programma nazionale sull’occupazione giovanile, per restituire ai nostri ragazzi un mercato del lavoro finalmente “praticabile” sia in entrata che in uscita, attraverso un sistema di agevolazione e premi alle imprese che assumono a tempo indeterminato e/o trasformano contratti a tempo parziale in contratti a tempo determinato.

Segretario Bonanni, alla vigilia dell’ormai imminente Legge di stabilità, a tenere banco sono soprattutto due questioni: l’abbattimento dei costi del lavoro (i famosi “ritocchi al cuneo fiscale”) e gli annunciati incentivi alle assunzioni e all’occupazione giovanile, “il grande incubo” dei nostri tempi secono Letta. Ci illustri, sinteticamente, quali saranno le linee guida della prossima Legge di Stabilità. Cosa si aspetta rispetto al dibattutissimo bonus busta paga 2014? In agenda anche iniziative rivolte a rivitalizzare l’imprenditoria nostrana e le nuove politiche di assunzione e contrattualizzazione degli Under 29. Come si pone il sindacato rispetto alle priorità indicate dalla Legge di Stabilità 2013?

Raffaele Bonanni

Raffaele Bonanni

“Il Governo ha finalmente capito che non è utile agire da solo, ma serve fare squadra. La Cisl ha sostenuto con chiarezza che occorre programmare un intervento di detrazioni fiscali decise, consistenti.

O ci si muove d’intesa o si affonda.  Bisogna aiutare le famiglie più bisognose, i lavoratori dipendenti ed i pensionati, tutti soggetti deboli obbligati oggi a pagare più del dovuto. I beneficio sulla busta paga, per essere sia significativo,  dovrà riguardare soprattutto le fasce medio-basse. Come ribadito al termine dell’incontro del 7 ottobre, né io né i colleghi abbiamo fatto numeri.

La discussione fiscale, che era la cosa che più ci premeva, è un passo doveroso, ma il vero motore dell’occupazione sta nella ripresa dell’attività economica.

Ridare tono ai consumi e spingere gli investimenti sono priorità irrimandabili per le quali  è necessario un intervento globale. Quello che si profila con la formulazione del bonus lavoro e la conseguente riduzione del cuneo fiscale sui salari è una restituzione delle tasse ai cittadini, quelli che davvero pagano le tasse, ottenuta alleggerendo la pressione fiscale sul contribuente lavoratore innanzitutto. Una manovra che richiede sicuramente più miliardi di quelli immaginati da Letta e che farà lievitare il peso medio annuo dei salari, aumento probabilmente concentrato una tantum, cioè in una sola mensilità (pensiamo tra giugno e luglio) in modo da rendere più evidente un beneficio che spalmato nel tempo sarebbe assolutamente risibile. Altrimenti si tratterebbe solo dell’ennesimo boomerang comunicativo.

Le buste paga saranno sicuramente più pesanti, ma quello che deve essere chiaro è che un conto sono gli aiutini, un altro sono invece gli interventi strutturali, i piani per l’occupazione, quelli che davvero aprono le porte del rilancio economico.

A noi interessa il puzzle intero, non le singole tessere. Non basta sventolare la promessa della riduzione del costo del lavoro come panacea di tutti i mali. La legge si Stabilità dovrà mettere in campo parecchie risorse (recuperate dalla lotta all’evasione, sprechi, riforma della PA ecc) ma, soprattutto, dovrà semplificare la vita a chi scommette sul territorio, incentivare le imprese che investono e reinvestono i propri utili in Italia, meglio ancora se, in un contesto come il nostro soffocato dalle tasse, creano nuove opportunità di lavoro per i nostri giovani, assumendo a tempo indeterminato e attraendo risorse. Senza i giovani e il loro inserimento sul mercato, il paese non si salva. Incentivare l’impresa con detrazioni sui costi del lavoro ed agevolazioni fiscali sulle assunzioni è l’unica strada per riformare la nostra macchina economica. Per esse ipotizziamo un taglio selettivo dell’Irap e delle contribuzioni Inail. Per il 2014 c’è, insomma, bisogno di uno shock fiscale positivo che rimetta finalmente in moto consumo ed occupazione.”

Maurizio Petriccioli

Maurizio Petriccioli

Gli fa eco il Segretario confederale Maurizio Petriccioli:  “Dopo la fiducia l’iniziativa del Governo  si sta focalizzando sul tema del fisco per la crescita.  Il Presidente del Consiglio non ha fatto mistero della sua intenzione di procedere nella direzione di un intervento di riduzione del cuneo fiscale che insiste sul costo del lavoro. Da ormai alcuni anni la Cisl insiste sull’opportunità di una riforma fiscale strutturale, in grado di ricostruire su basi più eque il rapporto fra Stato e contribuenti e di spostare il peso del prelievo dal lavoro verso le grandi manifestazioni di ricchezza (grandi patrimoni immobiliari, rendite finanziarie, consumi opulenti).

Se la difficile situazione economica del Paese e la necessità di mantenere fermi gli obiettivi di finanza pubblica rendono nell’immediato di difficile praticabilità l’attuazione di una riforma organica e strutturale dell’intero sistema tributario che va, comunque, perseguita in prospettiva, è ormai altrettanto unanimemente condivisa l’esigenza di intervenire a sostegno dei redditi a cominciare da quelli dei lavoratori dipendenti e pensionati, perché l’entità del prelievo, specie nella situazione di crisi economica e sociale attuale, riduce la propensione al consumo e al risparmio delle famiglie, deprimendo la domanda interna e minando le prospettive di investimento delle imprese che vanno sostenute premiando quelle più virtuose che innovano ed investono ed evitando, invece, interventi a pioggia che disperderebbero inutilmente le scarse risorse disponibili.

Sono questi, peraltro, alcuni dei contenuti “fiscali”  del documento “Una legge di stabilità per l’occupazione e la crescita” che la Cisl ha condiviso insieme a Cgil, Uil e Confindustria e presentato il 2 settembre scorso a Genova.Perché l’effetto desiderato si produca é, però, necessaria la realizzazione di alcune condizioni.In primo luogo per generare aspettative positive sulle famiglie, che si traducano in una ripresa efficace   dei consumi, l’aumento in busta paga per i lavoratori dipendenti ed il beneficio sul trattamento pensionistico ottenuto dai pensionati dovranno essere di importo consistente, programmato su più anni e, quindi,  strutturale.Un intervento fiscale  a beneficio dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, compreso fra i 4 ed i 6 miliardi,  sarebbe in grado di determinare un aumento annuo delle detrazioni irpef fra i 200 e i 270 euro. Sarebbe un primo, importante, segnale di svolta dopo anni di sacrifici pesanti che hanno coinciso con l’aumento costante della pressione fiscale complessiva, a cui ha soprattutto contribuito la crescita esponenziale della fiscalità locale.

In secondo luogo l’intervento annunciato dal Governo Letta avviene subito dopo l’entrata in vigore dell’aumento al 22% dell’aliquota irpef ordinaria.Il Presidente del Consiglio ha già annunciato l’intenzione di rivisitare la composizione dei beni e servizi assoggettati alle diverse aliquote, in modo da  realizzare un impatto più equo dell’imposizione indiretta sulla popolazione più equa. Se l’operazione andrà in porto per la Cisl è fondamentale che  le risorse liberate siano integralmente destinate alla riduzione del carico fiscale. In alternativa, resta per noi preferibile mantenere l’aumento dell’Iva al 22%, destinando il maggior introito alla riduzione del carico fiscale che grava sui lavoratori dipendenti e pensionati, tramite il sistema delle detrazioni irpef.In terzo luogo è necessario sostenere le imprese attraverso una fiscalità che sostenga meritoriamente quelle che reinvestono nell’azienda gli utili conseguiti e che contribuiscono a migliorare quantitativamente  e qualitativamente la base occupazionale, con particolare riguardo al miglioramento dell’occupabilità per i giovani visti gli attuali livelli di disoccupazione giovanile raggiunti nel nostro Paese.Questa prospettiva di riduzione del peso del fisco impone, dunque, contemporaneamente di intercettare le enormi capacità economiche oggi occultate e di ridurre il peso del debito, eliminando gli sprechi nella spesa dello Stato e delle Autonomie locali e tagliando i costi impropri della politica.

Una seria lotta all’evasione fiscale e un’attenta e puntuale revisione della spesa pubblica, tramite l’adozione del criterio dei fabbisogni e dei costi standard, in luogo dei tagli lineari che producono  solo iniquità ed inefficienza, possono consentire di recuperare risorse importanti per alleviare il peso del fisco sul  mondo del lavoro e dell’impresa, pure nell’attuale difficoltosa situazione economica del paese.”

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto