Diventare Pilota: come diventare pilota di aerei di linea e aerei militari

Redazione Controcampus 8 Novembre 2013

Per Diventare Pilota  "il passo fondamentale è quello di frequentare l'Accademia di Aeronautica Militare" - dice Andrea Russo, pilota di volo -.

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Molti giovani, non appena conseguito il diploma, non scelgono il percorso universitario né tanto meno la ricerca di un immediato lavoro ma decidono di proseguirela una diversa carriera, come nel caso di chi ha il sogno di diventare pilota di aerei di linea o diventare pilota di aerei militari. In casi come questi la scelta del neo diplomato potrebbe rivolgersi a mestieri difficili, che richiedono sacrificio ma che, proprio perché non molti li praticano, sono ricercati. Uno di questi è il pilota d’aereo.

Ma chi è il pilota d’aereo e come fare per diventare pilota di aerei di linea e aerei militari?

È necessario fare un primo chiarimento; “pilota” è un termine piuttosto generico che racchiude in sé vari sottotipi dello stesso. In questo caso, ci concentreremo sulle due più importanti: il pilota d’aereo di linea e quello militare.

Cerchiamo anche di scoprire quanto guadagna un pilota di aereo. I piloti di aerei sono, in Italia, i meno pagati. Solitamente guadagnano dai 30.000 ai 36.000 euro all’anno; bisogna considerare, però, che il guadagno dipende molto dalla compagnia aerea per cui si lavora. All’estero, infatti, esistono compagnie aeree che offrono ai piloti, in particolare a quelli più esperti, anche il doppio della cifra sopra indicata.

Il pilota possiede una specifica licenza, che gli permette di pilotare aeromobili civili in base alle abilitazioni di cui è in possesso. Le licenze sono diverse:

  • privato (PPL)
  • commerciale (CPL)
  • pilota di linea (ATPL)

Ecco Come diventare pilota di aerei di linea: requisiti e formazione professionale

  • Idoneità psico-fisica: requisito essenziale e imprescindibile per intraprendere la strada di pilota di linea è l’idoneità psico-fisica certificata dall’Istituto Medico Legale dell’Aeronautica Militare o da un ambulatorio della Sanità Marittima del Ministero della Salute. Sono previste due classi di accertamenti differenti in considerazione della tipologia di licenza che si intende conseguire
    • II classe per privati,
    • I classe per commerciale e linea.
  • Frequentare una scuola di volo: Per diventare pilota di velivolo o di elicottero occorre seguire un corso (composto da una parte teorica e da una parte pratica in volo e/o su un simulatore di volo) presso una scuola di volo certificata o approvata da Enac. La licenza si ottiene solo a seguito di un esame teorico-pratico svolto presso l’Enac. Si può intraprendere il corso per diventare piloti professionisti dopo aver conseguito il diploma di scuola media superiore o, in alternativa, dopo aver superato un test di matematica, fisica e inglese al fine di verificare le conoscenze di base del candidato.
  • Ottenere la licenza: Per conseguire una Licenza di Pilota Commerciale e successivamente, quella di Pilota di Linea, allo scopo di intraprendere l’attività professionale di pilota, sono previsti due tipi di percorso:
    • Corso così detto “Modulare” o un corso “Integrato”. Il corso Modulare consente di conseguire, in una prima fase, la Licenza di Pilota Privato di Velivolo o Elicottero, per proseguire poi con l’addestramento per la Licenza di Pilota Commerciale e infine, effettuato un numero minimo di ore di volo su aeromobili a equipaggio plurimo, sostenere l’esame per Pilota di Linea
    • Corso Integrato, invece, dà la possibilità di conseguire la Licenza di Pilota Commerciale con l’idoneità teorica per la Licenza di Pilota di Linea. Frequentando il corso di tipo integrato, l’allievo svolge l’addestramento teorico per la Licenza di Pilota di Linea (in gergo: ATPL Frozen) articolato in 750 ore di istruzione ripartite tra le varie materie. L’idoneità teorica conseguita resta valida almeno per 7 anni e, comunque, fino a quando l’allievo mantiene l’abilitazione al volo strumentale. Terminato l’addestramento pratico e superato l’esame in volo, l’allievo sarà titolare di una Licenza di Pilota Commerciale che lo abilita a svolgere attività professionale.
  • L’addestramento: Il candidato in fase di addestramento per diventare pilota è chiamato allievo pilota, da distinguere dal pilota allievo già titolare di licenza aeronautica ed in addestramento per il conseguimento di una ulteriore licenza o abilitazione aeronautica. Le Licenze rilasciate dall’Enac sono Licenze JAR, vale a dire che rispondono ai requisiti stabiliti e riconosciuti in tutti i Paesi aderenti all’EASA.
  • Altre abilitazioni: Una volta conseguita la licenza con almeno una abilitazione è possibile acquisirne altre sia per il pilotaggio di altri tipi o classi di aeromobili sia per lo svolgimento di altre specifiche attività (volo in montagna, volo acrobatico, lancio paracadutisti, volo strumentale, per citare alcuni esempio) o qualifiche (fra le altre, quella di istruttore).

Come diventare pilota militare: cosa cambia rispetto al pilota di linea

Ovviamente, non tutti sono interessati a pilotare aerei di linea ma, pur optando per il volo, vedono nel proprio futuro la strada del servizio militare. Diventare pilota di aerei militari è una scelta difficile e sacrificante ma, per chi crede davvero, molto emozionante.

Il Ministero della Difesa ha indetto infatti il bando dell’Aeronautica Militare per la selezione di 750 volontari in ferma prefissata di un anno, in un unico blocco, con due distinti incorporamenti nei mesi di Giugno e Settembre 2014. Il concorso VFP1 2014 dell’ Aeronautica Militare prevede, da parte di un’apposita Commissione, la valutazione dei titoli presentati dai candidati e l’accertamento dei requisiti di idoneità psico fisica ed attitudinale, in base ai quali sarà formulata la graduatoria di merito. Il bando scade il 29 Novembre 2013

Per capire bene come diventare pilota militare abbiamo sentito Andrea Russo, pilota di volo, il quale ci spiega tutti i passaggi necessari per diventare pilota di aerei militari.

Andrea, quali sono i passi fondamentali per diventare pilota di aerei militari

“Direi che il passo fondamentale è quello di frequentare l’Accademia di Aeronautica Militare. Per entrare nell’Accademia bisogna attendere che il Ministero della Difesa indica un concorso, solitamente viene proposto annualmente.”

Requisiti base per diventare pilota di aerei oggi

  • cittadinanza italiana;
  • godere dei diritti civili e politici;
  • essere in procinto di compiere 18 anni e non aver compiuto il 25° anno di età;
  • avere, se minorenni, il consenso dei genitori o del tutore;
  • non essere stati condannati per delitti non colposi e non essere in atto imputati in procedimenti penali per delitti non colposi;
  • mai essere stati destituiti, dispensati, dichiarati decaduti o licenziati dall’impiego presso una Pubblica Amministrazione, o prosciolti d’autorità o d’ufficio da precedente arruolamento nelle Forze Armate o di Polizia;
  • possedere il diploma di istruzione secondaria di primo grado;
  • non essere stati sottoposti a misure di prevenzione e aver tenuto condotta incensurabile;
  • non aver tenuto verso le istituzioni democratiche comportamenti che non diano sicuro affidamento di fedeltà alla Costituzione repubblicana e alle ragioni di sicurezza dello Stato;
  • idoneità psico fisica e attitudinale;
  • statura non inferiore a 1,65 m per gli uomini e 1,61 per le donne;
  • non essere in servizio quali volontari nelle Forze Armate.
Prove da superare per diventare pilota di aerei

“Si, è necessario fare un test selettivo di circa 100 domande a risposta multipla, gli argomenti sono di cultura generale e logica. Passato questo test si viene chiamati per un ulteriore accertamento delle condizioni psico fisiche. Coloro che superano questa prova saranno chiamati alla prova scritta di italiano. Superato l’esame scritto, i candidati saranno chiamati a svolgere un tirocini di 10 giorni presso l’Accademia che permetterà loro di conoscere la vita militare e di assolvere a diverse prove fisiche. Raggiunto il successo con questa prova, bisogna superarne altre due orali, una di matematica e una di inglese. A questo punto si sommano i punteggi e, se il risultato è sufficiente, si verrà finalmente ammessi all’Accademia dell’Aeronautica Militare.”

Dopo essere stati ammessi cosa succede? L’Accademia ha la durata di 5 anni durante i quali si frequenteranno delle lezioni, si studierà molto e si farà addestramento. Alla fine dei 5 anni si otterrà una laurea in scienze aeronautiche, si otterrà il brevetto dopo un ulteriore corso e, alla fine si diventerà piloti.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto