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8 novembre 2013

Dl Scuola approvato: disposizioni dl scuola su università, alta formazione e specializzazione

Sciopero

Nella tarda mattinata di ieri, giovedì 7 Novembre, il Senato ha definitivamente convertito in legge il decreto legge sull’istruzione, che nei prossimi giorni verrà pubblicato in Gazzetta. 

Dl Scuola al Senato

Dl Scuola al Senato

Il provvedimento, che stanzia 450 milioni a regime per interventi nei settori della scuola, dell’università e della ricerca, diventa così legge. 

Sono decisamente molti gli ambiti di intervento che il Dl Scuola intende toccare, dal personale scolastico, passando per i libri di testo e per le misure a favore del welfare studentesco. Ma un posto di rilievo è dato soprattutto al miglioramento e l’innovazione dell’offerta formativa delle Università e al rilancio dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica.

Vediamoli nel dettaglio:

  • Per valorizzare il merito e l’eccellenza nella ricerca, la quota premiale del Fondo di finanziamento degli enti di ricerca (almeno il 7% del Fondo totale) è erogata, in misura prevalente, in base ai risultati della valutazione della qualità della ricerca effettuata dall’Anvur.
  • Ricercatori, tecnologi e personale di supporto alla ricerca, per un massimo di 200 unità, potranno essere assunti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per attività di protezione civile, di sorveglianza sismica e vulcanica, nonché di manutenzione delle reti di monitoraggio. Fino al completamento delle procedure di assunzione potranno essere prorogati i contratti.
  • Previsti 10 milioni per il 2014 per il rafforzamento delle competenze digitali degli insegnanti, della formazione nell’ambito di percorsi scuola-lavoro e a migliorare la preparazione degli studenti nelle aree ad alto rischio socio-educativo.  Altri 10 milioni nel 2014 saranno usati per l’accesso gratuito del personale docente di ruolo della scuola nei musei statali e nei siti di interesse archeologico, storico e culturale.
  • 3 i milioni di finanziamenti erogati per il 2014 a vantaggio degli Istituti superiori di Studi Musicali pareggiati con l’obiettivo di garantire la continuità della didattica e rimediare alle loro difficoltà finanziarie. Sempre per garantire la continuità didattica, i contratti a tempo determinato dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam) attivati lo scorso anno accademico possono essere rinnovati per il successivo.
  • Sono previste misure per facilitare l’assunzione di ricercatori e tecnologi da parte degli enti di ricerca.
Protesta Studenti sul Dl Scuola

Protesta Studenti sul Dl Scuola

Decreto Istruzione. Le reazioni degli Studenti italiani. Dal Dl Scuola solo briciole per Scuola, Università e Ricerca– Si inverte la rotta?

No, secondo gli studenti, che, dopo il sì del Senato, manifestano delusione per l’assenza di risposte complessive e sostanziali.

Dl Scuola definito “insufficiente”, troppo timido per un settore che avrebbe, invece, bisogno di scelte coraggiose. 

Dl Scuola: poche luci e molte ombre. Nessun dialogo tra studenti e Governo – Per gli studenti l’iter del Dl Scuola andava condiviso con gli studenti: non un nuovo decreto, inutile e confusionario che non va a risolvere i nodi, ma un piano di obiettivi comuni che prevedesse la partecipazione attiva e consapevole di chi la scuola la fa e la costruisce ogni giorno, per rianimare il dibattito e la partecipazione e, soprattutto, a ripristinare la normale dialettica pubblica su un bene primario quale la scuola.

“Non c’è più tempo da perdere. Non bastano più le toppe per ridare un futuro alle giovani generazioni”. Gridano le centinaia di studenti, che da Nord a Sud, scenderanno in piazza nei prossimi giorni per chiedere che la scuola e l’istruzione tornino seriamente al centro dell’agenda politica.

Protesta Studenti

Protesta Studenti suol Dl Scuola

Dl Scuola. Ripresa lontana secondo gli studenti. Il puncutum dolens riguarda le risorse stanziate dal Dl Scuola. Le cifre annunciate non sarebbero sufficienti per salvaguardare la sopravvivenza di scuole e università, figurarsi la loro ripartenza. Per gli studenti si tratta solo di briciole. A mancare sarebbe un progetto organico di investimento per il futuro. I 400 milioni di interventi, spalmati su tre anni, arrivano, sottolineano gli studenti,  dopo 10 miliardi di tagli quinquennali. Un contentino per alcuni, per altri una vera e propria elemosina a scuola e ricerca. A cominciare dall’emergenza sicurezza/ edilizia scolastica, uno dei perni della politica di ripresa economica del Paese. I meccanismi di finanziamento non appaiono né chiari né congrui per fronteggiare la situazione di “estrema difficoltà” in cui versa l’edilizia scolastica italiana. Occorre, secondo il mondo studentesco, uno sforzo straordinario. Il riferimento è alla recente legge n. 179/2012, la quale ha istituito presso il MIUR il Fondo Unico per l’edilizia scolastica, prevedendo espressamente che tutte le risorse iscritte nel bilancio dello Stato destinate all’edilizia scolastica confluiscano in un unico canale di finanziamento che eviterebbe quelle immancabili frammentazioni che per un decennio hanno rallentato manutenzione e ammodernamento  di circa 43.000 edifici scolastici.

Obiettivo: la valorizzazione del patrimonio scolastico. Ma perché ciò sia possibile le poche risorse recuperabili devono essere trasferite, attraverso un ruolo di programmazione, dalle Regioni a Province e Comuni, che, come proprietari degli edifici, potranno così procedere più efficacemente e tempestivamente alla realizzazione degli interventi.

Dl Scuola. Borse di studio irrisorie e welfare carente. I 15 milioni stanziati sarebbero poco roba per rifinanziare le borse ed abbattere barriere all’accesso ai saperi storiche come il costo dei trasporti, della cultura, il caro libri ecc che penalizzano soprattutto i meno abbienti. Per coprire le borse al 100%, occorrerebbe uno stanziamento più importante: circa 174 mln per alcuni, 300 per altri, necessari per incrementare il fondo nazionale per le borse di studio ed ottenere una copertura totale degli aventi diritto. Obiettivo: eliminare la figura “tutta italiana” dell’idoneo non beneficiario, venendo incontro alle giuste rivendicazioni di quanti, in assenza di borse, non potrebbero permettersi gli alti costi dell’università. In Italia si conterebbero più di 58.000 studenti che in base al dettato costituzionale dovrebbero essere tutelati dal punto di vista economico per raggiungere i gradi più alti dell’istruzione ma che, nei fatti, non lo sono. La copertura prevista delle borse di studio con questo Dl Scuola è ferma al 65,53%, il che, secondo i movimenti studenteschi, significa che con le briciole stanziate per la prima volta gli studenti pagheranno più del 50% del diritto allo studio italiano di tasca loro tramite l’odiata tassa regionale, la cui incidenza è aumentata dal 2008 del ben 17%.

Protesta Studenti sul dl Scuola

Protesta Studenti sul dl Scuola

Dl Scuola 2013. Rischio privatizzazione per Scuola ed Università. Altro nodo da sciogliere, la politica di razionalizzazione/privatizzazione del sistema istruzione che informerebbe il Dl Scuola. Agli occhi degli studenti, il dl scuola contribuirebbe a rafforzare l’immagine di un’istruzione ridotta a terreno di risparmio, un bene in liquidazione. Il dl scuola ripropone come parametro il “costo standard per studente regolare” per definire la quota di ripartizione più alta del Fondo di Finanziamento Ordinario. Il che vuol dire, per le università, che i finanziamenti saranno assegnati in base al numero di studenti in corso presenti, incoraggiando gli atenei ad espellere dai percorsi di studio i fuori corso. Morale: meno iscritti fuori corso più soldi per gli atenei. Non solo: il Dl Scuola vieta la creazione di atenei statali incentivandone fusioni tra più scuole e università, gli accorpamenti federativi e il riassetto dell’offerta formativa (accorpamento o eliminazione di corsi di laurea “superflui” o attivati presso sedi decentrate con carenza di sostenibilità, pochi studenti, ecc), ma di contro permetterebbe l’istituzione illimitata di università non statali, incoraggiando la chiusura dei corsi di laurea e la loro trasformazione in corsi per Istituti Tecnici Superiori gestiti da fondazioni private.

Dl Scuola. Polemica Numero chiuso e Bonus Maturità – Resta  al palo la questione Numero Chiuso. Ma con una novità: è stato approvato l’emendamento che dà il via libera all’ingresso in sovrannumero  per gli studenti non ammessi ai corsi di laurea a numero chiuso che sarebbero rientrati in  graduatoria se non fosse stato eliminato il bonus maturità. Il provvedimento, dimostrerebbe, secondo gli studenti, che la possibilità di far entrare altri ragazzi c’è e che l’accesso al’università non sarebbe solo una questione di numeri. Il Bonus rappresenterebbe solo una delle gravi falle di una cultura colma di storture, percentili e meccanismi anomali. L’approvazione dell’emendamento sarebbe, insomma, il canto del cigno del numero chiuso. Tesi, parrebbe, confortata dalla decisione di abolire il bonus proprio alla vigilia delle prove a riprova che la soluzione escogitata per l’anno in corso sarebbe stata solo un espediente studiato per contenere la pioggia infinita dei ricorsi. I ragazzi chiedono un cambio di passo: occorre superare il sistema del numero chiuso, impegnandosi perché il libero accesso all’università venga finalmente garantito a tutti.

Dl Scuola. Più contaminazioni Scuola-Università-Lavoro, ma solo a parole. A completamento, va registrata  la richiesta di maggiori garanzie sul fronte studio-lavoro. A partire dal 2014 il Dl Scuola introduce percorsi di orientamento e piani di intervento allo scopo di favorire tirocini e stage formativi in aziende ed enti pubblici. Interessati gli studenti delle quarte classi degli istituti superiori, in particolare degli istituti professionali e tecnici. Il Dl Scuola si occupa anche degli studenti dell’ultimo biennio delle scuole superiori impegnati nell’alternanza scuola-lavoro, prevedendo, entro 60 giorni dall’entrata in vigore, un regolamento ministeriale che sancisca diritti e doveri di questi studenti. Compatta la denuncia degli studenti rispetto all’uso di stage e tirocini nelle aziende come lavoro gratuito e sottopagato in sostituzione di personale dipendente. Stage/tirocinio ed apprendistato, protestano gli studenti, sono strumenti formativi “on the job”, per far conoscere ai giovani il lavoro e consentire l’accesso alle professioni. Serve una logica che includa la scuola e l’università nel contrasto alla disoccupazione giovanile, alla dispersione scolastica e al disagio sociale giovanile, aiutando a ridurre il disavanzo tra domanda ed offerta di lavoro, a migliorare la capacità delle imprese e la loro capacità di innovazione. Da anni si parla di un Paese che fa poca formazione, dove c’è poca alternanza tra sistemi educativi e sistema lavorativo. Il Dl Scuola, insomma, non farebbe nulla per invertire quella tendenza alla licealizzazione dei percorsi educativi che è alla radice dell’insuccesso di ogni tentativo di dare vita ad una cultura diversa, in cui l’unitarietà studio-lavoro costituisca un’opportunità di crescita integrale della persona.

In Collaborazione con Matteo Napoli

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