Come funziona la Maturità 2020 secondo il nuovo decreto scuola

Daniela Saraco 7 Aprile 2020

Il MIUR stabilisce nuove regole per la scuola, esami di stato online e niente esame di terza media, ecco come funziona la maturità 2020 secondo il nuovo decreto scuola per emergenza Covid-19Due scenari possibili del piano di Azzolina, gli aggiornamenti sulle  prove scritte e  l'orale.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sulla scuola presentato dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Il tavolo tecnico  si è riunito ieri per approvare le misure economiche e per il comparto scuola  per i prossimi mesi al fine di fronteggiare l’emergenza coronavirus.

Il decreto scuola contiene indicazioni sulla prosecuzione dell’anno scolastico, sulla nuova Maturità 2020, sugli  esami di terza media, ma anche indicazioni relative a  didattica a distanza e assunzioni dei docenti per il prossimo anno.

Ma quali sono le novità per i maturandi? E come funziona la Maturità 2020? Per sarà la maturità 2020 dobbiamo aspettare il 18 maggio. Infatti, se gli studenti dovessero ritornare tra i banchi per questa data, il piano di Azzolina prevede  una commissione  interna e un presidente. Il Miur fornirà le tracce della prova di italiano. La  seconda prova che si attiene ai programmi dei diversi indirizzi, sarà gestita, invece, dalla commissione interna.

Se, invece, i maturandi non torneranno a scuola, gli esami saranno svolti con un’unica prova orale. Gli esami di Stato 2020, dunque, dipendono dall’evoluzione della pandemia da Covid-19 che anche l’Italia sta affrontando in questo periodo. La curva dei contagi si sta lievemente abbassando  ma non si può ancora stabilire quando avverrà il rientro dei ragazzi a scuola.

Come funziona la maturità 2020: come sarà è strutturata secondo il nuovo decreto scuola

Il Ministro Azzolina nel decreto legge sulla scuola ha fornito le varie indicazioni contenute nel testo. Afferma la validità dell’anno scolastico e rende obbligatoria la didattica a distanza come metodo di valutazione generale. Inoltre valorizza questo tipo di attività, valutando l’impegno di docenti e studenti. La scuola deve promuovere lo sviluppo delle competenze per tutti e recuperare quelle non acquisite. Dunque, tutti dovranno dimostrare impegno costante seguendo le lezioni on line. Ma come funziona la maturità 2020?

Per gli esami di stato, il Miur ha individuato 2 scenari diversi. Il primo prevede  un esame semplificato con due scritti, qualora si rientrasse a scuola entro il 18 maggio. Il secondo, invece, si basa su un’unica prova orale. In entrambe  le possibilità, gli studenti saranno tutti ammessi agli esami. Vediamo nel dettaglio come funziona la maturità 2020:

  • Ipotesi A: Rientro a scuola il 18 maggio. L’esame si svolge con:
  1. la  prima prova di italiano a traccia unica senza spunti di storia e letteratura;
  2. seconda prova elaborata dalla commissione interna e basata sul programma effettivamente svolto ;
  3. prova orale a fine giugno.
  • Ipotesi B: Gli studenti non ritornano  a scuola. L’esame si svolge on line con:
  1. unico  colloquio orale . Questa modalità varrà 60 punti, mentre gli altri 40 saranno valutati in base all’andamento didattico degli studenti negli anni precendenti.

Cosa pensano gli studenti del nuovo Dl. scuola per gli esami di maturità

Non sono pochi i cambiamenti che l’anno scolastico 2019/20 si trova ad affrontare, visto che gli studenti non hanno neanche svolto le Prove Invalsi e le ore di alternanza scuola/lavoro. Difatti, i requisiti necessari per l’ammissione agli esami si sono ridotti a due. Gli studenti devono avere la sufficienza in tutte le materie e in condotta. Per chi non l’avesse ottenuta, la sufficienza deve essere raggiunta con le lezioni a distanza visto che i professori hanno modo di valutare gli studenti.

Ma i maturandi cosa pensano delle nuove modalità di svolgimento dell’esame di Maturità 2020?  Lo chiediamo ad Alfredo Dattilo, studente dell’ultimo anno di liceo artistico: “Avrei preferito svolgere l’esame nel modo tradizionale. Questo significava non vivere l’emergenza  Coronavirus, che mi spaventa molto di più della Maturità. Ma arrivati a questo punto mi auguro che ci sia solo il colloquio orale. Questo perché ritornare per solo due settimane a scuola non ci darebbe il tempo per affrontare tutte le prove. Quest’anno, oltre le competenze, credo che la scuola debba valutare lo stato emotivo dei ragazzi, le paure che stanno affrontando e quelle che hanno rinchiuse dentro di loro. Penso soprattutto agli studenti del Nord, che oramai vivono questa quarantena da tre mesi e convivere con la paura non è facile.”

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto