Sciopero e sospensione didattica 28 novembre degli Atenei Pugliesi

Redazione Controcampus 22 Novembre 2013

Appello per uno sciopero e sospensione della didattica negli atenei Pugliesi"L'Università e la Ricerca sono ormai state condotte nel nostro paese, da scelte degli ultimi Governi, dalla volontà delle collegate maggioranze parlamentari, ad uno stadio terminale, private da anni di risorse utili per il loro funzionamento minimo, costrette e condizionate ancor di più negli ultimi mesi da vincoli sempre più assurdi e nocivi, dimenticate e relegate a rifiuti della società ed infine etichettate quali contenitori di ruberie e sprechi.

” 

Sono queste le parole degli studenti dell’ateneo salentino, ion particolare l’associazione Link Lecce, che fà appello alle istituzioni e all’università chiedendo uno sciopero o meglio la sospensione dell’attività dicattica il 28 novembre 2013.

“Restare impassibili vuol dire rendersi complici della distruzione del mondo dei saperi in particolare nella nostra regione. Per questo è necessario reagire in maniera celere, ma non scomposta, denunciando l’obiettivo dell’indebolimento del diritto allo studio universitario per tutti i ceti sociali, della chiusura di molti atenei e della creazione di università di serie A e università di serie B, senza però incappare nello storico ed imperdonabile errore proprio del mondo accademico italiano: nascondere i propri mali e le proprie responsabilità.” – dice Link Lecce circa le motivazioni che spingono allo sciopero e alla sospensione della didattica per il 28 Novembre 2013 –

Dalla 133/08 al DM Punti Organico: l’ipertrofia normativa svela un unico filo conduttore. “Chi ha condotto una raffinata e prolungata crociata contro l’Università italiana ha più volte assunto le sembianze di un Giano Bifronte che da una parte, con lo strumento normativo, ne aggravava i suoi mali, e dall’altra, tramite media e testate giornalistiche, ne rilevava gli storici problemi.”

L’Università pubblica è stata bersagliata da un fuoco incrociato. “Con astuzia e lungimiranza, ha giocato sugli atavici e mai risolti problemi di cui è caratterizzata, fino a far passare nell’opinione pubblica un concetto molto chiaro: la presenza o meno di un Ateneo non è un elemento di grande rilevanza per la vita economica e sociale di un territorio e della sua popolazione.” – Continua Link Lecce circa le motivazioni che spingono allo sciopero e alla sospensione della didattica per il 28 Novembre 2013

“L’operazione condotta ha sottolineato per anni le odiose clientele e l’immortale familismo che da anni imperversa negli atenei trasformatisi in carrozzoni capaci solo di sprecare danaro pubblico e mai del tutto integrati nei contesti cittadini e metropolitani.”

“Questo progetto non aveva, però, il mero obiettivo di gettare discredito sull’istituzione universitaria italiana, quanto quello di mutarla radicalmente dalle sue fondamenta, lasciando totalmente inalterati, ed anzi ampliandoli a dismisura, quei poteri forti baronali co-responsabili del declino fino ad ora descritto.”

“La questione va inquadrata con un approccio unicamente politico ed affonda le sue radici ad alcuni anni fa: i problemi delle università si sono aggravati in coincidenza del più grande taglio lineare mai effettuato alla voce formazione universitaria italiano mediante le Leggi 133/08 e 1/09.”

La sottrazione di 1,5 miliardi di euro dal F.F.O. “(24,8 mln e – 4,1 mln per l’Uniba e Poliba, – 6,0 mln per l’Unifg e – 8,3 mln per l’Unisalento) e l’inizio della tragica stagione del blocco del Turn Over non rappresentavano semplicemente la volontà del Governo di allora di reperire economie per il superamento della prima fase di crisi, ma un nuovo corso politico-legislativo che avrebbe trovato il suo coronamento con l’approvazione della peggiore Riforma dell’Università mai varata: la L. 240/10, c.d. “Riforma Gelmini”, che ha definitivamente cristallizzato il potere baronale, snaturata la natura democratica degli organi di governo di Ateneo, minata l’autonomia costituzionale, indebolito ulteriormente il tavolo delle relazioni sindacali e cancellato il carattere pubblico degli atenei.” – Sostiene Link Lecce circa le motivazioni che spingono allo sciopero e alla sospensione della didattica per il 28 Novembre 2013 –

– E continua – “In questi anni, però, il chiaro intento politico presente sullo sfondo delle disposizioni normative poc’anzi descritte non è passato inosservato: migliaia di studenti, dottorandi, precari, ricercatori e docenti, con l’appoggio del sindacato, hanno dapprima costruito l’“Onda” ed in seguito del Movimento studentesco del 2010 con cui, già allora, si svelava il pericolo della distruzione del sistema universitario nazionale e della chiusura di tanti atenei del Sud Italia, anche nella nostra regione”

L’ennesima Questione Meridionale alla base delle motivazioni dello sciopero del 28 NOvemnre 2013.

Tra gli atenei che stanno subendo maggiormente l’offensiva vi sono quelli del Sud d’Italia: da anni le nostre università sono penalizzate con criteri premiali di ricezione del F.F.O. (di recente inaspriti dal c.d. “Decreto del Fare” convertito con la L. 98/13), dalla stringente burocratizzazione dei corsi di laurea determinata dal c.d. “Decreto A.V.A.” (DM 30 agosto 2013 n. 47), dalle sforbiciate al sistema Diritto allo Studio (15.002 studenti idonei, +11,36% rispetto al 2012/13, di cui solo il 65% riceverà la borsa) ed infine dall’impossibilità di reclutare nuovi docenti a causa delle disposizioni contenute nel recente “Decreto Ministeriale sui Punti Organico 2013″ (DM 9 agosto 2013 n. 713).”

“Cosa significherà per un territorio depresso come a Capitanata la chiusura dell’Università? Quali effetti avrebbe sulla popolazione giovanile la chiusura del Polo Jonico? Quanto grande sarebbe l’arretramento culturale che subirebbe la città di Bari a causa del consistente ridimensionamento del Politecnico e dell’Università? Il Salento vivrebbe ancora una fase espansiva?”

– Continua Link Lecce – “Le risposte a questi interrogativi si fanno sempre più evidenti: i territori di Foggia e Taranto giungerebbero rapidamente al tracollo, determinando una fuga di massa delle decine di migliaia di giovani; Bari e Lecce compirebbero un passo indietro di circa un secolo perdendo quella caratura di città universitarie caratterizzate da una forte attrattività extra-regionale ed internazionale. Sullo sfondo di questo terremoto sociale, si scorgono tante storie drammatiche: quella di migliaia di studenti che avevano convintamente scelto di restare nella propria terra costretti all’emigrazione forzata verso gli atenei del centro e del nord del paese.”

“Al pari degli studenti, anche migliaia di lavoratori inseriti nel sistema universitario pugliese o coinvolti nell’indotto subiranno un contraccolpo enorme: precari del variegato mondo universitario, esercenti legati al campo della ristorazione, gestori di luoghi di cultura e ludici e sportivi sono solo alcuni tra i soggetti che sarebbero travolti.”

“Di là da qualsiasi scopo campanilistico, non può non considerarsi la prospettiva appena descritta come l’ennesimo ed inaccettabile furto ad un Sud Italia.”

Una modesta proposta per il rilancio dell’Università pubblica.La scomparsa di uno o più atenei configurerebbe un’insopportabile sconfitta per l’intero territorio regionale; tale prospettiva va impedita con ogni mezzo e la responsabilità pende su ognuno di noi: studenti, precari, docenti di ogni fascia, personale tecnico amministrativo.” – dice Link Lecce circa le motivazioni che spingono allo sciopero e alla sospensione della didattica per il 28 Novembre 2013 –

“Non possiamo attendere, come sovente accaduto con risultati del tutto insignificanti, che qualcun altro giochi questa partita al posto nostro, magari nelle stesse aule parlamentari in cui in questi anni si è consumato il martirio sopra descritto“. Ecco perchè uno sciopero,

E’ necessario prendere parola e rivendicare:

  • l’introduzione nella c.d. “Legge di Stabilità” di una clausola di salvaguardia all’interno del DM Punti Organico 2013 che miri a calmierare le enormi sperequazioni esistenti tra gli atenei italiani;
  • l’aumento del Fondo di Finanziamento Ordinario e del Fondo Ordinario per gli Enti di Ricerca che consenta un vero rilancio di didattica e ricerca ed un pesante incremento del Fondo Integrativo statale per il Diritto allo Studio;
  • all’avvio di un percorso partecipato coinvolgente l’intera comunità accademica nazionale, che conduca alla stesura di una grande e complessiva Riforma dell’Università italiana in grado di restituirle il carattere della democrazia e della pubblicità.

Per tutti questi motivi Link LEcce e gli studenti salentini, si rivolgono direttamente e convintamente ai quattro Rettori delle Università statali presenti nel territorio della Puglia

  • Prof. Antonio Felice Uricchio, Rettore Università di Bari;
  • Prof. Vincenzo Zara, Rettore dell’Università del Salento;
  • Prof. Maurizio Ricci, Rettore dell’Università di Foggia;
  • Prof. Eugenio Di Sciascio, Rettore del Politecnico di Bari;

Affinché assumano un gesto forte e quanto mai necessario per tutte e tutti noi: la sospensione delle attività didattica, uno sciopero per l’intera giornata del 28 novembre in occasione della riunione dei Rettori delle università meridionali con la Ministra Maria Chiara Carrozza.

“Le modifiche legislative proposte in sede di conversione del “Decreto Istruzione” non sono state tenute in considerazione per questo il piano della proposta non può più non incrociare quello della protesta che simbolicamente interrompa le lezioni per un giorno consentendo a docenti e studenti di tutte le sedi anche decentrate, dei quattro atenei l’organizzazione e lo svolgimento momenti istituzionali (ma reali) di discussione e confronto che ragionino delle prospettive di sopravvivenza e degli strumenti per salvare i Saperi e la Conoscenza nelle nostre città, nel Meridione d’Italia e nell’intero Paese”. – Conclude Link circa le motivazioni che spingono allo sciopero e alla sospensione della didattica per il 28 Novembre 2013 –

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto