Antonio Calosci risponde agli studenti privatisti dei conservatori sui ricorsi

Redazione Controcampus 23 Novembre 2013

Il professore Antonio Calosci Titolare di Violino presso il Conservatorio "Rossini" Pesaro.

Il Prof. ha voluto farci sapere la sua sullo studente privatista che come lo stesso dice, Lo studente privatista giuridicamente non esiste”.

“Lo studente privatista di musica è considerato inferiore”; “un furbo parassita”; “un ladro di titoli”.

“Lo studente privatista secondo il Sistema, sembra non dover raggiungere alti livelli, comparabili, se non superiori, in alcuni casi, a quelli raggiunti dagli allievi dei conservatori”.

Questo, e tanto altro, è quanto si può leggere sui vari blog e forum dedicati al tema degli studi di musica… post riforma.

Ma cosa é accaduto per davvero? Molto semplice, in fondo.

Gli studenti privatisti di musica, che un tempo accedevano liberamente ai conservatori da esterni, concludendo il percorso con la “conquista” dell’agognato diploma di musica, oggi proprio non ci stanno!

Non transigono assolutamente e non accettano di verdersi ipoteticamente escludere dai percorsi consueti e precedenti che consentivano loro di partecipare “a parte” ai percorsi musicali dei conservatori italiani.

E, appellandosi all’ultimo ricorso al TAR della regione Lazio, continuano, senza peli sulla lingua, a protestare sulla loro presunta marginalità rispetto al sistema formativo musicale. Ma dove è la verità? Si può davvero parlare di discriminazione?

Dove sono i diritti e davvero i doveri da ottemperare di questi studenti di musica “paralleli”? In fondo altro non é accaduto che l’istituirsi di un sistema di tipo universitario sulla stessa lunghezza d’onda dei sistemi accademici europei. Ma davvero é da considerarsi tutto così ingiusto? Dove si annida la verità?

Antonio Calosci risponde agli studenti privatisti dei conservatori sui ricorsi proposti

Dopo l’articolo del 15 novembre 2013 pubblicato su controcampus sugli Studenti Privatisti dei Conservatori, è intervenuto il  il professore Antonio Calosci.

“Infatti, persino l’INPS per erogare una pensione di reversibilità ad un “ragazzo” orfano di età inferiore ai 26 anni verifica che sia studente e a tal fine pretende il certificato di iscrizione ad una facoltà universitaria o AFAM – anche non statale purché legalmente riconosciuta ed abilitata a rilasciare titoli a corso legale – (23 anni se studente di liceo). Senza iscrizione detta persona NON È studente. – dice il professore Calosci –

“Inoltre la figura del privatista esisteva solo nel momento in cui si presentava di fronte alla commissione d’esame. Non esisteva né prima, né dopo. La figura del privatista era prevista nel vecchio ordinamento. Tale vecchio ordinamento è definitivamente scomparso con l’introduzione dei regolamenti attuativi della riforma avvenuta tra il 2009 e il 2010. L’ultimo anno per potersi iscrivere (ed essere realmente STUDENTI) fu l’A.A. 2010-2011″. 

“Infatti, a prevedere la figura del privatista era il vecchio ordinamento di studi previsto dal D.Lgt 5 maggio 1918 n. 1852. Ahimè, detto D.Lgt non parlava, e non poteva farlo, di percorso di candidati privatisti. Giustamente parlava che agli esami, e neppure tutti, er a previstala figura del candidato privatista. Detta normativa è stata soppressa con l’introduzione della L. 508/99 (riforma delle Accademie e dei Conservatori).”

Antonio Calosci sul DPR 212/05 e sulle norme di transizione

“La legge, come da mal costume tipicamente italiano, è stata applicata con enormi ritardi”. – Dichiara Antonio Calosci –

“Abbiamo dovuto attendere il 2 novembre 2005 per vedere entrare in vigore il DPR 212/05 (emanato nel luglio precedente). Ciononostante la legge di riforma non era ancora possibile avviarla. Infatti, occorrevano altri decreti ministeriali. Questo decreti ministeriali arrivano nel 2009 e sono per la precisione il DM 90 e il DM 124. Con questi DM la riforma finalmente si è avviata a partire dall’Anno Accademico 2010-2011 facendo scomparire immediatamente il vecchio ordinamento. Nessuno da quel momento in poi poteva più iscriversi al vecchio e soppresso ordinamento e di conseguenza presentarsi da privatista. Il DPR 212/05, infatti, all’art. 3 prevede con estrema precisione quali siano i corsi e le tipologie che le Istituzioni AFAM (accademie e Conservatori) possono erogare.”  – Dice Antonio Calosci –

Contrariamente a quanto con subdola intenzione scrive la vostra articolista le norme di transizione sono estremamente chiare. Infatti, come appena scritto, sia la L. 508/99, sia il DPR 212/05 espressamente riservano il diritto di proseguire il percorso intrapreso ai soli studenti garantendo a questi modalità di PASSAGGIO ai nuovi ordinamenti. La legge è chiarissima! (ecco il testo esatto: Art. 7 (norme transitorie) “I regolamenti didattici delle istituzioni di cui all’articolo 1 disciplinano le modalità per il passaggio degli studenti ai nuovi ordinamenti didattici, ferma restando la possibilità per gli stessi di completare i corsi iniziati”.

“Il passaggio, ovviamente, è garantito a chi è interno ovvero gode dello stato giuridico di studente. Nessun passaggio può essere previsto a chi non è studente (studiando da privatista) in quanto proprio il nuovo ordinamento non prevede candidati privatisti come accade con qualunque corso di laurea!” – dice il professore Antonio Calosci –

“Una transizione durata, ad essere precisi, ben DIECI anni. La legge 508/99 e il DPR 212/05 tutelano gli STUDENTI (intesi in senso GIURIDICO) garantendo loro il diritto di terminare col previgente e scomparso sistema se alla data di entrata in vigore dei regolamenti didattici questi fossero risultati già iscritti. Come al solito accade in Italia le stalle si chiudono dopo che le vacche sono scappate! La cassazione del vecchio ordinamento e la conseguente scomparsa della figura del privatista era nell’aria già dal 20 gennaio 2000 (data di entrata in vigore della L. 508) rafforzandosi con l’emanazione del DPR (regolamenti didattici) entrato in vigore il 2 novembre 2005. Chi non era iscritto ha avuto tutto il tempo di provvedere ad iscriversi. – sostiene Antonio Calosci –

Titoli rilasciati dalle Istituzioni AFAM divennero equipollenti

“Inoltre, a far data dal 2002 (legge 268/02) i titoli rilasciati dalle Istituzioni AFAM divennero equipollenti alle lauree di I livello. Non esiste in nessun Paese del mondo la possibilità di laurearsi da privatista. Occorre essere ISCRITTI (qualche facoltà consentiva PRIMA del DM 509/99 e del successivo DM 270/04 la non frequenza, fermo restano l’iscrizione).” – Continua Antonio Calosci –

Il Ministro Profumo (governo Monti) in modo illegale (ma nessuno ha voluto presentare ricorso) ha emanato il DM 4 luglio 2012 col quale consentiva in via eccezionale ai soli candidati privatisti che avessero dovuto sostenere solo l’esame finale di Diploma di poter partecipare agli esami previsti per l’A.A. 2012-2013. Alcuni aspiranti candidati privatisti hanno presentato ricorso al TAR per poter sostenere anche esami intermedi e non si sa a che scopo visto che il febbraio 2014 è l’ultima possibilità di sostenere esami di diploma da privatisti. – dice il prof. Antonio Calosci –

“I Conservatori, ovviamente, hanno dato accesso a candidati privatisti solo per il diploma finale e SOLO PER I VINCITORI DEL RICORSO (per altro impugnato e in attesa di giudizio del Consiglio di Stato) ad altri esami che rischiano anche l’annullamento.” – Conclude il professore Antonio Calosci –

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto