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9 dicembre 2013

All’Università degli Studi Insubria la scienza della fantascienza

Università degli Studi INSUBRIA Varese-Como – Con il professor Paolo Musso, docente di  Filosofia della Scienza e organizzatore del ciclo di incontri all’Università degli Studi Insubria

Imparare a distinguere tra scienza fantascienza è il tema del nono incontro del ciclo “Scienza e fantascienza nei media e nella letteratura”, in programma mercoledì 11 dicembre alle 14,30 nell’Aula Magna dell’Università degli Studi Insubria di via Ravasi 2. Relatore è il professor Paolo Musso, docente di Filosofia della Scienza e organizzatore dell’iniziativa all’Università degli Studi Insubria, che durante la lezione spiegherà come «distinguere la scienza immaginaria tipica della fantascienza da quella reale, cosa che può sembrare ovvia, ma che invece non lo è affatto, soprattutto a causa della confusione creata (spesso intenzionalmente, per “fare notizia”) dai mass-media, a volte (spiace dirlo, ma è così) con la complicità interessata di celebri scienziati, evidentemente sensibili alle lusinghe della facile popolarità – spiega Musso». Ma non si tratta solo di questo: «al giorno d’oggi – continua – a causa del livello di complessità e di astrazione raggiunto da molte scienze, in primis quelle fisiche, è diventato oggettivamente difficile distinguere le prospettive di sviluppo reali da quelle fittizie, proprio per questo è necessario approfondire le differenze tra i due settori, soprattutto per chi vuole occuparsi professionalmente di comunicazione. Al tempo stesso, impareremo anche ad apprezzare il modo in cui la fantascienza ben fatta, come quella di Nathan Never, si rapporta alla scienza reale».

Durante la lezione saranno proiettati immagini e filmati, che spazieranno dalla robotica alla biologia, dalla meccanica quantistica alla relatività fino all’astronautica e alla cosmologia.

L’incontro all’Università degli Studi Insubria è aperto a tutti gli interessati. Mercoledì 18 dicembre tornerà Antonio Serra, il creatore della serie di fantascienza a fumetti Nathan Never, della Sergio Bonelli Editore, insieme al disegnatore Sergio Giardo. I due spiegheranno che cosa vuol dire realizzare una serie complessa come Nathan Never dal punto di vista tecnico e Giardo racconterà la sua esperienza di disegnatore di fumetti professionista, realizzando anche qualche immagine “in diretta” per il pubblico presente in sala.

Per approfondire: Paolo Musso è docente di Filosofia della Scienza presso l’Università degli Studi Insubria di Varese e visiting professor di Epistemologia presso la Universidad Catòlica Sedes Sapientiae di Lima in Perù. È segretario di redazione della rivista internazionale di filosofia della scienza Epistemologia, nonché membro della Società Filosofica Italiana (SFI) e del SETI Permanent Committee della International Academy of Astronautics (IAA) per la ricerca della vita nel cosmo. Nel 2012 è stato Chairman della sessione SETI 2: SETI and Society dell’International Astronautical Congress (IAC) di Napoli. E’ inoltre collaboratore di Ulisse, sito Internet di informazione scientifica della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste, ha tenuto per 50 puntate la rubrica settimanale La scienza e i miti sulle pagine liguri di La Repubblica e ha collaborato con i quotidiani Avvenire e IlSussidiario.net. È autore di una quarantina di articoli e saggi (di cui due pubblicati in Acta Astronautica, la più importante rivista scientifica del mondo in campo spaziale) e di 4 libri: Rom Harré e il problema del realismo scientifico, Angeli, 1993; Filosofia del caos, Angeli, 1997; Forme dell’epistemologia contemporanea, Urbaniana University Press, 2004; e infine La scienza e l’idea di ragione. Scienza, filosofia e religione da Galileo ai buchi neri e oltre, Mimesis, 2011. È stato fra i principali protagonisti di Calling E.T., un documentario sul SETI realizzato dal regista olandese Prosper De Roos e presentato in prima mondiale all’International Documentary Festival di Amsterdam del 20-30/11/2008. Nel 2012 un suo articolo ha vinto il secondo premio (del valore di 800 sterline) in un concorso di articoli su scienza e religione indetto dalla Università di Oxford.

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