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3 dicembre 2013

Sciopero Forconi: 9 e 13 dicembre sciopero tir e autotrasporto blocca l’Italia

Confermato lo sciopero dei Forconi che coinvolgerà tutta Italia il 9 dicembre 2013

Sciopero

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Passano i giorni, scorrono le ore e sempre più trepidante si fa l’attesa per il giorno del “giudizio”. Stabilito e confermato lo sciopero dei tir e autotrasporto.

Quello che da mesi ormai attendono i Forconi. Tutto ormai è pronto per la serrata: lo sciopero storico che, il giorno 9 dicembre, coinvolgerà camionisti, allevatori e commercianti.

Il movimento dei Forconi. I Forconi proprio non ci stanno! Non possono assolutamente più sopportare questo stato di empasse in cui gravita vorticosa l’economia italiana e che ormai sta trascinando nel suo giro, tantissime, troppe vite.

Cosa chiedono i Forconi, i motivi dello sciopero del 9 dicembre. E chiedono giustizia, e promettono dissesti in tutta Italia. Il loro intento unico: far sentire la loro voce e urlare alla gente, al popolo, ai grandi nomi della politica italiana che sono ormai “stremati” da i terribili e, spesso, luttosi effetti della crisi economica nazionale.

Forconi

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Lo sciopero dei Forconi: quando. Lo sciopero, programmato per il giorno nove dicembre 2013, inizierà a prendere le mosse e a lanciare le prime “avvisaglie” già a partire dalla sera prima, dalle ore ventidue del giorno otto dicembre 2013.

Il movimento dei Forconi, già noto in tutto il territorio nazionale per le precedenti manifestazioni, quest’anno abbandona però la Sicilia, regione in cui in prevalenza il gruppo aveva operato e protestato negli anni, per spostarsi a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale.

Si annunciano importanti disservizi con lo sciopero del 9 dicembre e, probabilmente non solo per un giorno. Si parlerebbe, infatti, addirittura di una settimana intera.

Ebbene si, è fino al 13 dicembre che i Forconi intendono protestare. Sette giorni in cui i Forconi non saranno più solo allevatori, piccole imprese e agricoltori… ma molto di più. L’intento dei Forconi, infatti, sarà non solo far sentire la propria voce, ma e in prevalenza, unirla a quella di altri gruppi sociali e professionali ugualmente in difficoltà. In questa stessa settimana, proclamato in concomitanza il fermo nazionale dell’autotrasporto.

I gruppi coinvolti dai Forconi nelle manifestazioni e sciopero tir e autotrasporti. A promuovere ed organizzare la serrata e sciopero il gruppo dei Forconi. Ma non solo. Non mancheranno alla protesta altre sigle e comitati. Tra queste: Azione Rurale Veneto (Cobas del mais), Comitati Riuniti Agricoli (CRA), A.I Tras, Cobas del latte, Life Veneto, Movimento liberi imprenditori Federalisti Europei, MAA (movimento autonomo autotrasportatori. Non mancheranno, inoltre, il gruppo folto dei disoccupati italiani uniti ad agricoltori, allevatori e piccoli imprenditori per protestare contro il male di vivere economico tutto italiano. La novità di quest’anno: il coinvolgimento anche degli studenti già in protesta da mesi.

Il volantino dei Forconi. “Ribellarsi è un dovere. Quando un Governo non fa ciò che vuole il popolo va cacciato anche con mazze e pietre. Aiutarci a fare la protesta del popolo, no contro il popolo”: è questo il motto, sono queste le motivazioni dei Forconi, pronunciate e scritte in ogni dove per incitare all’unione volta alla protesta per i risvolti nefasti della crisi economica italiana. Sarà facile in questi giorni travarsi tra le mani un volantino con queste semplici, ma arrabbiatissime parole.

Le motivazioni della protesta e sciopero dei Forconi. È la voce del malcontento generale quella che i Forconi vogliono far sentire ovunque.

Sciopero

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Ma quali motivazioni?

  • Un mondo politico troppo distante dalla gente e dai problemi della gente comune e da cui continua a prendere le distanze.
  •  Il regime fiscale che si fa sempre più stringente e soffocante per tutte le categorie economiche, ma soprattutto per il settore primario e secondario.
  • Precarietà economica e lavorativa che coinvolge tante persone e tutti i settori dell’economia.

La dichiarazione del leader dei Forconi, Mariano Ferro. “Il 9 dicembre, a poco a poco, si comincerà a capire che l’Italia si sta svegliando. Si cominceranno a riempire le strade. Dopo quattro anni di tentativi di dialogo, di proteste e di proposte non è cambiato nulla, anzi, si sta andando solo indietro. Le risposte sono solo quelle delle tasse e dunque non resta che scendere in piazza. Il popolo deve riprendersi la sovranità, la democrazia che ci hanno tolto”. E continua, “Partiremo lunedì 9 con 10-15 presidi in Sicilia. C’e’ una voglia di protestare che neanche immaginate -aggiunge- una grande voglia di ribellarsi a questo sistema ed il vero danno, vogliamo dire ai politici, non siamo noi ma il postino con il carico di tasse che suona nelle case perché qualcuno lo manda. L’anno scorso la Sicilia si è ingessata con una cinquantina di persone, ieri sera nell’assemblea catanese che abbiamo svolto eravamo in 500 e saremo ancora di più. Non siamo soli. Ieri, c’erano gruppi della Puglia, del Veneto, della Calabria, mancavano ma sono con noi quelli del Piemonte, della Campania e di tante altre regioni che come noi si metteranno in moto con le quali saremo in contatto nelle strade dal 9 dicembre in poi. I media, forse, nei primi giorni non me parleranno perché si tenderà a sottovalutare il tutto, ma non ce la faranno…”, conclude il leader.

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