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6 dicembre 2013

Sciopero 9 dicembre 2013: sciopero autotrasporto tir confermato da Forconi

Il Movimento dei Forconi ha confermato lo sciopero del 9 dicembre 2013 mentre alcune associazioni che avevano inizialmente aderito si dissociano per l’incontro avuto col ministro Lupi.

Sciopero

Sciopero

Le principali sigle sindacali hanno deciso di revocare lo sciopero del 9 dicembre dopo aver ricevuto risposte soddisfacenti da Lupi.

Si tratta delle associazioni Unatras, Unione Nazionale delle Associazioni dell’Autotrasporto Merci, e Anita, Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici dell’autotrasporto che hanno revocato lo sciopero del 9 dicembre con un comunicato ufficiale. Anche l’associazione FAI Conftrasporto ha deciso di non aderire allo sciopero dell’autotrasporto del 9 dicembre 2013

Rabbia, delusione e stupore aleggia nel Movimento dei Forconi che ha deciso di perpetrare e continuare lo sciopero degli autotrasporti del 9 dicembre nonostante la revoca di alcune associazioni.

Ma cosa è stato promesso a questi signori? A coloro che hanno deciso di revocare lo sciopero del 9 dicembre? I principali obbiettivi raggiunti dopo l’incontro col ministro riguardano essenzialmente 3 punti:

  •  Il ripristino delle agevolazioni sulle accise,
  • La riduzione del costo del lavoro,
  • I  330 milioni di euro destinati al settore e confermati dalla Legge di Stabilità.

Per verificare l’attendibilità dell’incontro avuto e delle promesse ricevute da Lupi, i sindacati dovranno attendere fino a gennaio 2014.

Lo sciopero del 9 dicembre o meglio noto come lo sciopero dei Forconi assumerà il controllo del paese dal 9 al 13 dicembre e bloccherà l’intera penisola con un blocco degli autotrasporti di 120 ore. La protesta causerà notevoli disagi quali il blocco di tutti i valichi di frontiera, dei porti, degli aeroporti; delle pompe di benzina, delle raffinerie, degli esercizi commerciali, dei viadotti.

Forconi

Forconi

Sciopero 9 dicembre, scioperiamo perché. Il movimento dei Forconi indica nel suo programma i motivi dello sciopero del 9 dicembre che si articolano essenzialmente in 4 punti:

  • il rimborso delle accise,
  • il mantenimento delle risorse economiche già stanziate per il comparto,
  • il rispetto delle normative europee in termini di lavoro in somministrazione transnazionale e sul cabotaggio,
  • misure efficaci contro il lavoro nero e il contrasto all’illegalità.

Altri comitati e associazioni hanno deciso di aderire allo sciopero del 9 dicembre partecipando insieme ai Forconi a questa protesta e sono: A.I.Tras, Comitati Riuniti Agricoli, M.A.A., Cobas del Mais e molti altri che inizieranno lo sciopero già l’8 dicembre dalle 22:00 in poi.

Vogliamo riportare un abstract dell’intervista rilasciata dal leader del Movimento dei Forconi Mariano Ferro, parti che tendono a sottolineare l’amarezza di un uomo che vede ormai il nostro Bel Paese in ginocchio.

Lui rappresenta la voce di un popolo pronto a gridare, rappresenta la speranza di quanti ormai non credono  più in niente. Un uomo che si batte contro una politica sorda e ceca che cerca di tutelare gli interessi di molti e non di tutti. A questo il movimento dei Forconi dice “basta”, ecco perché lo sciopero del 9 dicembre 2013.

Lo sciopero del 9 dicembre, uno sciopero ad oltranza. Mariano Ferro spiega che: “Il blocco dal 9 al 13 dicembre è confermato per l’autotrasporto. Noi non abbiamo una data di scadenza” , l’elemento comune che unisce il Movimento secondo Ferro è: “ci unisce la voglia di demolire un sistema di cui non ne possiamo più perché non ce la fanno più quelle che sono le persone normali, quelle che vanno a lavoro e che hanno magari un’impresa”.

Sciopero Forconi

Sciopero Forconi

La fotografia dell’Italia descritta dal leader dei Forconi. Secondo Mariano Ferro l’Italia non è così dissimile dalla Grecia. Presenta una situazione simile: la Grecia è l’Italia del futuro.

Lì non c’è lavoro, non c’è futuro e i giovani trascorrono le loro giornate utilizzando droghe pesanti.

Occorre ha dichiarato il leader: “Una nuova classe politica che agisca e ragioni diversamente. Ma il problema è che noi in Italia un colpo di stato lo abbiamo già vissuto: quello dell’informazione che è la prima cosa di cui si assume il controllo nei colpi di stato e nelle dittature.- dice il Leader dei Forconi –

“Noi abbiamo lasciato la televisione pubblica nelle mani di pochi che hanno condiviso un’oligarchia e si sono spartiti la destra e la sinistra. Ma è possibile chiedere le cure al medico che ti hanno portato alla morte?”.

Il popolo ha bisogno di risposte certe, ha bisogno di un uomo che diventi il portavoce delle proprie ecco perché Ferro invita tutti ad aderire allo sciopero del 9 dicembre per dar vita ad una rivoluzione di cui si vocifera da tempo.

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