Service Tax. La nuova tassa sui servizi service tax: protesta studenti fuori sede su affitti in nero

Redazione Controcampus 12 Settembre 2013

Il Governo attualmente in carica con il primo ministro Letta nel Consiglio dei Ministri tenutosi mercoledì 28 Agosto 2013 ha apportato importanti modifiche sull'Imu e sulla sua ''sopravvivenza''.

Il pagamento della prima rata 2013 e il saldo di fine anno per la prima casa, per i terreni agricoli e per i capannoni industriali sono stati aboliti. Notizia entusiasmante per tutti coloro che fanno fatica a trovare il bandolo della matassa tra le imposte da pagare e lo stipendio che non basta mai.

L’entusiasmo derivante dall’abolizione dell’Imu è stato subito placata da un’ulteriore novità: l’introduzione a partire da Gennaio 2014 di una nuova tassa denominata Service Tax Italia. Questa nuova Service Tax si farà carico dell’attuale Tares, che scomparirà e della seconda rata dell’Imu.

La Service Tax sarà una imposta federale, cioè saranno i Comuni a decidere il metodo di pagamento e il suo ammontare. Il Governo ha fornito dei tetti massimi che i Comuni non devono sforare per non far pesare troppo la Service Tax sulle tasche dei contribuenti. Dando per scontato che i Comuni non sforino i tetti massimi la Service Tax non dovrà superare l’attuale tassazione sulla casa.

Andiamo a vedere più da vicino cos’è questa nuova Service Tax. La tassa sui servizi, questa la superflua italianizzazione della Service Tax, si baserà su due componenti. La prima -Tari- è di fatto quella che sostituisce la Tares. Sarà dovuta da chi occupa, a qualunque titolo, locali o aree suscettibili di produrre rifiuti urbani. Le aliquote, calcolate in base ai metri quadrati, saranno parametrate dal Comune a propria discrezionalità ma nel rispetto del principio comunitario “chi inquina paga”. La seconda componente -Tasi- sarà, ha specificato il governo, a carico di chi occupa fabbricati e sarà il corrispettivo pagato per i cosiddetti servizi indivisibili, come l’illuminazione o lo stato dello strada. Anche in questo caso sarà il Comune ad avere la massima flessibilità potendo scegliere come base imponibile o la superficie o la rendita catastale.

Costi studenti

Costi studenti

La Service Tax sarà una tassa per pagare i servizi locali legati all’immobile. Nel testo della legge che descrive la Service Tax si parla di ”utilizzatori” e non di ”propretari” dell’immobile, questo vuol dire che saranno colpiti dalla Service tax non i proprietari dell’immobile ma gli affittuari, dato che la Service Tax è diretta a chi usufruisce dei servizi locali legati all’immobile. Sono previste delle esenzioni e sconti sulla Service Tax nel caso gli affittuari siano disabili o single, oppure se i proprietari degli immobili non vi abitano e dunque risultano essere inoccupati da inquilini

Ma come influirà la Service Tax sull’affitto degli Studenti fuori sede? Tasse che in precedenza erano tutte a carico dei proprietari di casa come la Tares e l’Imu adesso dovranno essere pagate da coloro che risultano essere affittuari dell’immobile, quindi molti studenti si dovranno far carico della Service Tax. Il rischio che si può correre con l’approvazione della Service Tax è quello di spingere migliaia di studenti ad accettare affitti in nero e non stipulare nessun tipo di contratto con i proprietari di casa per non far risultare di essere gli affittuari di quell’immobile ed evitando di pagare la Service Tax. L’aumento degli affitti in nero è solo uno dei problemi che deriverebbero dalla Service Tax, poiché i proprietari di casa che affittano in nero dovrebbero pagare di tasca loro l’imposta della Service Tax, quindi ci sarà un sicuro aumento dell’affitto mensile, in modo da poter recuperare le spese dovute alla Service Tax.

Un pericolo concreto che farebbe perdere tutti: gli affitti in nero aumenterebbero con conseguente perdita di indotto per lo stato, già in difficoltà nel combattere questa piaga come detto ampiamente diffusa, ed in più gli studenti perderebbero quel minimo beneficio, a livello di costo mensile, che un affitto in nero di solito comporta.

Una buona notizia per gli studenti fuori sede potrebbe essere l’abbassamento dal 19 al 15% della cedolare secca sugli affitti a canone concordato che potrebbe portare un abbassamento sui canoni. Come sempre c’è anche l’altra faccia della medaglia da prendere in considerazione, l’abbassamento della cedolare secca potrebbe non avvantaggiare per nulla gli studenti fuori sede, ma far solo aumentare il guadagno dei proprietari di casa che affittano.

Il Ministro Graziano Delrio ha dichiarato: ‘”La Service tax è importante che sia più manovrabile, più progressiva e, quindi, equa e più leggera rispetto all’Imu. Se non avrà queste caratteristiche avremo fatto un errore.

“La tassa sui servizi non dovrà pesare sugli affittuari, bisognerà stare attenti a non colpire chi e’ più ” debole e soffre di più”. Le tasse sono eque quando sono correlate alla qualità dei servizi che si ottiene, secondo il principio liberale ‘vedo, pago, voto’. Principio che l’Imu non aveva.

Anche se il ministro Delrio non si esprime sull’argomento la paura che la Service Tax possa colpire gli studenti fuori sede è espressa da Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell’Unione degli universitari: “Con il taglio dei contributi alle università ora si vuole colpire anche lo studente locatario già alle prese con il costo dell’affitto. E lo si fa in Italia dove soltanto il 2% degli studenti ha la possibilità di usufruire di un alloggio convenzionato.

Federico Del Giudice

Federico Del Giudice

Federico Del Giudice, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza condivide le preoccupazioni di Orezzi dichiarando: “La nuova Service Tax colpisce i fuori sede, perché sono per la gran parte non residenti e quindi non rappresentano un ceto elettorale da difendere nei comuni. Di più: la nuova imposta accrescerà l’evasione perché gli studenti saranno spinti ad accettare affitti in nero pur di non partecipare alle spese per l’Imu”.

Mentre siamo in attesa che il testo della nuova Service Tax venga modificata in modo da non pesare sulle tasche degli studenti fuori sede cerchiamo di dare qualche consiglio per evitare di pagare l’affitto in nero.

  • 1) Gli studenti che cercano casa devono essere sicuri che i proprietari dell’appartamento o della stanza che stanno prendendo in affitto registrerà il contratto d’affitto. Al momento del pagamento del canone d’affitto bisogna assicurarsi che il proprietario rilasci una ricevuta fiscale oppure attraverso bonifico bancario o postale si possa accertare il pagamento. Le sanzioni per gli affitti in nero sono molto elevate e colpiscono entrambi.
  • 2) Gli studenti che attualmente sono degli ”affittuari in nero” possono regolarizzare la propria posizione denunciando i proprietari che affittano in nero. La procedura per la denuncia è estremamente semplice e vantaggiosa per gli inquilini, dato che l’affitto verrà calcolato in base al valore reale della casa e non da un calcolo libero e fantasioso del proprietario di casa.

Per poter eliminare qualsiasi dubbio e convincere a denunciare gli affitti in nero ascoltiamo le dichiarazioni del Comandante del primo nucleo operativo della Guardia di Finanza di Roma.

Comandante, come cercate di contrastare il fenomeno degli affitti in nero?

Sanzioni per affitti in nero

Sanzioni per affitti in nero

Monitorando i contratti di fornitura elettrica o di gas di singoli soggetti tramite l’anagrafe tributaria, abbiamo riscontrato un aumento di richieste di nuovi allacci e forti consumi in quelle considerate “seconde o terze case”, che non corrispondevano ad altrettante dichiarazioni di “redditi da locazione” ma solo di “redditi catastali”. Partendo da ciò abbiamo fatto un’attività di controllo capillare, che possiamo tranquillamente definire “porta a porta”. Abbiamo tenuto d’occhio anche le bacheche delle università e i giornali specializzati, dove i nostri uomini raccolgono tutti gli annunci e verificano la regolarità dei contratti. In due anni e mezzo di indagini abbiamo individuato circa 25 mila studenti, a cui abbiamo inviato un questionario. Abbiamo chiesto dove erano ubicati, il nome del padrone di casa o comunque il nome della persona a cui pagavano la locazione.”

Quale iter deve seguire uno studente o un genitore che vuole denunciare un affitto in nero?

I cittadini devono rivolgersi a noi senza alcuna remora, recandosi personalmente al comando della Gdf più vicina o inviando una segnalazione scritta. Questo deve avvenire dopo aver parlato con il padrone di casa e dopo aver accertato che non c’è alcuna disponibilità a regolarizzare il rapporto.”

Per sfatare un falso, ci sono ripercussioni per chi denuncia il proprietario di casa?

“Nessuna ripercussione per gli studenti, che sono vittime e non responsabili dell’illecito. Esiste soltanto una responsabilità solidale tra locatore e locatario per l’imposta di registro, che comporta un pagamento da parte di una delle due parte in causa (una esclude l’altra) di appena il 2% dell’importo dell’affitto. Parliamo quindi di cifre risibili che non devono scoraggiare dal denunciare l’affitto in nero.”

Cosa rischia invece il proprietario denunciato?

Per iniziare dovrà essere rivista la dichiarazione dei redditi, aggiungendo quanto non denunciato, a cui si applica una sanzione che va da 100 a 200 volte l’imposta evasa, e poi c’è anche una denuncia a livello amministrativo per non aver comunicato all’autorità di pubblica sicurezza o al comune la presenza dell’affittuario nella proprietà, secondo quanto richiede la nuova legge antiterrorismo”.

Per tutti coloro che compiranno l’importante passo che porta alla denuncia dell’affitto in nero abbiamo qualche semplice, ma efficace consiglio anche per la convivenza:

  • Ospiti o Affittuari?
    • Per poter dimostrare di pagare effettivamente un canone di affitto e non essere semplici ospiti gratuiti basta una bolletta pagata. Dimostrando di pagare le utenze, si può dimostrare di essere affittuari. Con la complicità della Guardia di Finanza è possibile filmare o registrare il proprietario mentre riscuote l’affitto in nero.
  • Denunciare o Parlarne?
    • È inutile parlare con il proprietario ”in nero” e minacciarlo di denuncia, è molto più efficace procedere direttamente e senza preavviso alla denuncia alla Guardia di Finanza. Se si avvisa il proprietario di una eventuale denuncia, gli si da il tempo di trovare qualche scappatoia.
  • Leggere attentamente il contratto
    • C’è la possibilità che dei proprietari di casa particolarmente furbi stipulino un falso contratto per poter illudere gli studenti di non essere a nero, mentre in realtà lo sono. Leggete attentamente il contratto e assicuratevi che il contratto di locazione sia registrato.
    • Per aiutarvi nella ricerca di una stanza o di una casa in affitto e non incorrere in qualche inconveniente ”nero” abbiamo preparato per voi l’elenco degli affitti nelle varie città universitarie italiane, ci teniamo a precisare che i dati presenti nell’articolo sono orientativi e rappresentano la media dei prezzi, naturalmente si possono trovare sia prezzi più alti sia prezzi più bassi, tutto sta nell’effettuare una buona ricerca.

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Vincenzo Gatta

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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto