Cenone Natale 2014 Menù-Ricette: cosa cucinare cenone-vigilia e pranzo

Redazione Controcampus 21 Dicembre 2014

Natale 2014 alle porte, momento di riposo, di rivedere amici e parenti con cui scambiarsi i regali di natale, dopo il cenone della vigilia il 24 dicembre o il giorno del 25 al pranzo di natale!Se ai regali avete già pensato grazie anche ad i consigli della Redazione, resta da risolvere la questione Cenone di Natale 2014.

E quindi la domanda nasce spontanea, cosa cucinare per il cenone di natale 2014? E non solo, cosa cucinare poi per il dopo vigilia di natale ovvero per il pranzo del 25 dicembre, giorno di natale.

Che menù scegliere per il cenone della vigilia di natale e per il pranzo? Un menù tradizionale o più moderno? Un menù veloce e sbrigativo o un menù impegnativo e ricco di portate? Economico o costoso? Quali e quante portate sono previste nel menù del cenone di natale del 24 dicembre e nel pranzo del 25?

Ecco utili consigli per tutti i gusti e le tasche, le ricette e menù del cenone della vigilia di natale e del pranzo di natale.

Cenone di Natale 2014: cosa cucinare, menù originali per ogni gusto

Fervono i preparativi per l’evento culinario più agognato dell’anno. Sarà un Natale pingue di peccati di gola. A breve, le tavole italiane saranno imbandite d’irripetibili lapislazzuli gastronomici ed ornamentali. La brama, le idee e la vivacità degli italiani pullulano impazienti ed indomite. Tutti i consigli per un cenone della vigilia glamour ed originale.

Cenone e pranzo di natale

Cenone e pranzo di natale

Dagli alberi agghindati, alla scelta dei doni, fino a scalfire l’immarcescibile cenone della Vigilia. Siamo in piena estasi pre-natalizia. L’odore sublime del Natale è alle porte. A far da sfondo, ovviamente, sarà la tipica atmosfera di fine dicembre, simboleggiata dall’intenso bisogno di relax e calore familiare.

Dagli addobbi floreali, ai suggestivi mercatini rurali. Munificenza, abbondanza, fregi luminosi, orpelli variopinti ed ecclesiali adorneranno, come di consueto, le vie e le piazze della città italiane.

Tra meno di una settimana andrà in scena la festa più amata dagli italiani. Un evento, dal candore religioso, adorato e venerato, ogni anno, da grandi e piccini, anche se con sottili differenze: se gli ultimi attendono, smaniosi, che arrivi Babbo Natale, i primi bramano, “peccaminosi”, una tavola farcita di squisite ghiottonerie mediterranee e corredata, come da tradizione, da ingenti riserve dolciarie.

Cenone di Natale 2014: consigli e ricette di  Barbato da Giallo Zafferano

Stefano Barbato

Stefano Barbato

Molti si staranno chiedendo: che cosa cucinerò per il cenone della Vigilia e per il pranzo di Natale? Riuscirò a stupire i miei ospiti? Quesiti, a cui, però, soltanto un esperto del settore può dar risposta. E, con l’intento di venir incontro alle vostre esigenze ed al fin di far luce sulle prelibatezze culinarie italiane ed, in particolare, sui menù relativi al cenone della Vigilia ed al pranzo di Natale, Controcampus ha chiesto un parere a Stefano Barbato, giovane e talentuoso chef italiano, il quale, da diversi anni, cura un blog dedicato al mondo della gastronomia, “Giallo Zafferano”, occupandosi, nel contempo, di video ricette sul suo canale youtube. Ricetta Cenone Vigilia – Risotto al Tartufo

Menù cenone Vigilia di Natale – 24 dicembre 2014

  • Menù Cenone Vigilia: come aperitivo, rigorosamente dello spumante con del succo d’arancia, accompagnato da un cocktail di scampi e avocado.
  • Menù Cenone Vigilia: come antipasto un piattino così composto: carpacci di polipo, tonno e salmone, arricchiti con caviale e olive taggiasche.
  • Menù Cenone Vigilia: come primo piatto, un risottino al Tartufo con gocce di aceto balsamico
  • Menù Cenone Vigilia: come secondo piatto dello Spada ai ferri con insalata d’arancia.
  • Menù Cenone Vigilia: come dolce un Babà mignon al limoncello e una cassatina siciliana con fiori d’arancio.

Menù pranzo di Natale – 25 dicembre 2014

  • Menù Natale: aperitivo, e antipasto sempre a base di spumante, ma questa volta un rosè. Accompagnato da un tagliere di prodotti tipici italiani, tra cui formaggi e salumi nostrani. In particolare del prosciutto di Parma e del pecorino sardo.
  • Menù Natale: primo piatto, lasagna al pesto profumata con scamorza e speck.
  • Menù Natale: secondo piatto, roast beef al cognac con bacche di ginepro e pepe verde, accompagnato da un insalata di radicchio con semi di girasole e sesamo.
  • Menù Natale: come dolce il classico è mai intramontabile panettone o pandoro, e frutta secca.

Chef Barbato, quali consigli darebbe ad un giovane che volesse intraprendere il Suo stesso percorso?

“Il consiglio che in cuor mio sento di dare ad un giovane è quello di seguire i propri sogni, coltivare le proprie abilità e arricchire il proprio patrimonio culturale. Tuttavia, ricordo che il sogno non deve essere il successo, ma la qualità. Il successo ottenuto senza qualità presto svanisce, il successo é solo la ricompensa o una naturale e logica conseguenza di qualità messa in pratica. In termini calcistici, potremmo dire sono i gol che portano alla vittoria, non il contrario. La cucina non é solo un arte, ma una necessità, coltivare la qualità porterà a un sicuro successo”.

Secondo alcune correnti di pensiero “idee, tecnica, cultura e palato assoluto” sono le principali doti di un grande cuoco. Potrebbe renderci edotti in merito alla sua filosofia gastronomica?

“Indubbiamente sono tutti argomenti da tenere in considerazione, aggiungerei che lo Chef del futuro oltre ad abbinare sapienza e maestria, debba anche essere un dietologo. Ciò che é buono al palato, non sempre lo é per il nostro fegato. Se vado a mangiare in un ristorante e sento i benefici di quello che sto assimilando, sarò più propenso a tornarci. Qui entra in gioco la sapienza, saper rendere gradevole e appetitoso un piatto diminuendo l’uso di sali e grassi, sostituendoli con spezie e oli insaturi crudi”.

Nel corso degli anni il settore culinario si è evoluto a dismisura. Dalla cucina del secondo dopoguerra europeo all’avveniristica gastronomia molecolare, passando per la sublime nouvelle cuisine, una nuova tendenza, sorta di pari passo con dei veri e propri movimenti culturali (Nouveau Roman, Nouvelle Critique Littéraire e Nouvelle Vague), che ha, progressivamente, generato un nuovo idealtipo culinario, simboleggiato dall’osmosi tra cibo e cultura. Chef Barbato, secondo lei è verosimile ipotizzare l’esistenza di un legame tra gastronomia ed arte contemporanea?

“Vorrei fare un passo indietro per guardare il futuro… Onestamente credo che ci stiamo affacciando ad un nuovo modo di intendere la cucina, l’influenza francese sta tramontando contrariamente a quello che pensano molti, noi italiani siamo in continua evoluzione, proprio come l’arte contemporanea che stupisce e affascina. Mi spiego meglio, fino a 500 anni fa, in Italia prodotti come; patate, pomodori, mais, cacao, caffè…. solo per citarne alcuni, non esistevano, eppure oggi fanno parte della nostra cultura e tradizione. Ora sta nascendo una nuova tendenza, più salutistica”. 

Per Gualtiero Marchesi, Magnifico Rettore dell’Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, “un piatto mal combinato non può essere buono”. Qual è la Sua opinione in merito al connubio tra Bello e Buono? Secondo Lei ciò che è esteticamente bello deve necessariamente essere appetibile?

“Credo che il bello sia soggettivo, così come il buono. Non esiste il gusto assoluto. Per quanto rispetti la sua opinione, non la condivido, voglio sentirmi libero di esprimere la mia arte senza legarmi a schemi preconfezionati. Non è bello ciò che è bello, ma che bello che bello che bello…”. 

Tra non molto, l’atmosfera natalizia tornerà a farci visita. Potrebbe, cortesemente, consigliare ai nostri lettori dei menù relativi al Cenone della Vigilia ed al pranzo di Natale?

“Con molto piacere, premetto che amo stravolgere i miei ospiti. Menù relativo al cenone della Vigilia: Come aperitivo, rigorosamente dello spumante con del succo d’arancia, accompagnato da un cocktail di scampi e avocado. Come antipasto un piattino così composto: carpacci di polipo, tonno e salmone, arricchiti con caviale e olive taggiasche. Come primo piatto, un risottino al Tartufo con gocce di aceto balsamico. Come secondo piatto dello Spada ai ferri con insalata d’arancia. Come dolce un Babà mignon al limoncello e una cassatina siciliana con fiori d’arancio. Menù relativo al pranzo di Natale: Aperitivo, e antipasto sempre a base di spumante, ma questa volta un rose. Accompagnato da un tagliere di prodotti tipici italiani, tra cui formaggi e salumi nostrani. In particolare del prosciutto di Parma e del pecorino sardo. Primo piatto, lasagna al pesto profumata con scamorza e speck. Secondo piatto, roast beef al cognac con bacche di ginepro e pepe verde, accompagnato da un insalata di radicchio con semi di girasole e sesamo. Come dolce il classico è mai intramontabile panettone o pandoro, e frutta secca”.

Avrebbe qualche ricetta natalizia, concernente il cenone della Vigilia ed il pranzo del 25 dicembre, da suggerirci?

“Certo, sul mio canale YouTube ne trovate tantissime, e in particolare sto preparando un menù in uno dei prossimi video, dove vedrete come realizzare alcuni di questi piatti. Se me lo consenti, vorrei fare i miei migliori auguri di Buon Natale e Felice Anno nuovo a voi e ai vostri lettori”.

Antonio Migliorino

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto