Curriculum Vitae Europeo: come si scrive, modello da compilare online

Redazione Controcampus 7 Aprile 2015

Curriculum Vitae Europeo o Europass: ecco come si scrive un CV di successo, esempi di curriculum e modello di CV da compilare online.

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Segui i consigli della redazione e chiedi aiuto anche dalla Fan Page CCspiegheremo come si scrive un curriculum vincente, quali sono i dati più importanti e come inserirli. Si sa, nell’epoca attuale è difficile trovare lavoro e spesso non contano neanche quanti titoli abbiamo a disposizione. Che il problema sia nel modo in cui abbiamo redatto il nostro CV? A quanto pare, non sono poche le scuole di pensiero che sostengono che un CV “sbagliato” o mandato indifferentemente a tutti può essere il motivo della scarsa risonanza della nostra ricerca lavorativa. Su internet dilagano le guide per redigere un buon CV europeo. Esistono appositi CV da compilare, il più famoso probabilmente è rappresentato da quello per il curriculum europass.

Ma esistono modi per capire davvero come si scrive il curriculum vitae? La risposta è positiva. Gettate via il modello curriculum vitae: preparatevi a prendere appunti e a scrivere da voi il vostro curriculum vitae e a redigere curriculum vitae word e curriculum vitae pdf, i più richiesti al momento dell’invio della candidatura agli annunci.

Per comprendere come si scrive un perfetto curriculum vitae, che faccia emergere le proprie qualità e renda possibile spiccare dalla massa, abbiamo chiesto al Dott. Massimo Rosa, head hunter di lungo corso nonché esperto di conclamata fama nel delicato settore della Risorse umane e della Ricerca e selezione del Personale, delle indicazioni mirate a riguardo. Il risultato è una vera e propria guida al CV europeo che aiuterà tutte le persone interessate alla costruzione di un profilo in grado di impressionare i selezionatori.

Quanti sanno come si scrive un Curriculum Vitae? Quanti “preparano” questo delicato passo? Quanti, soprattutto, posso dire di fare un uso consapevole del c.v.? Pochi.  A dirlo, non da oggi né da ieri, è il popolo dei coach, dei selezionatori, dei responsabili alle risorse umane, degli head hunter.

Autoesame, un esercizio faticosissimo di introspezione e proiezione: è questa la base di partenza. Perché C.v. non è solo l’acronimo di curriculum vitae, ma anche di “cosa vogliamo?” e, parimenti, “cosa vogliono?”. Aziende e potenziali datori di lavoro in generale. Domande apparentemente banali, eppure comincia tutto da qui: la ricerca di un lavoro, la speranza di essere chiamati per un colloquio in azienda e, ovviamente, le nostre probabilità di essere assunti. Impariamo allora a conoscere meglio questo fondamentale strumento.

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Curriculum Vitae Europeo o Europass: cos’è, a cosa serve e come scriverlo- scarica PDF

Chi pensa che il curriculm vitae altro non sia che un comunissimo, anonimo pezzo di carta rischia, con ottime prospettive di riuscita, di scavarsi “la fossa” da solo. Ecco allora come deve essere considerato un Cv e quindi come scrivere un curriculum di successo.

Il curriculum è la nostra carta d’identità professionale, il biglietto da visita con cui il candidato si propone al mercato del lavoro. 

Il CV è la testimonianza di una coerente integrazione tra percorsi formativi ed esperienze professionali, nonché la prova di una conoscenza consapevole delle competenze utili ad uno specifico contesto di lavoro.

Per valorizzare le nostre esperienze e competenze è, quindi, indispensabile che il nostro c.v. abbia un anima, che rifletta una personalità unica, che resista alle tentazioni (facilissime) della falsificazione e ai compromessi della scopiazzatura sistematica, che parli di noi, ma che non sia “per noi” ma per chi lo leggerà.

Diventa, pertanto, decisivo saper riassumere intelligentemente la propria storia (di media chi legge il nostro curriculum non ci dedica più di 3 min, recita la statistica), ma anche individuare “ancoraggi diversi” in relazione a quelli che sappiamo o intuiamo siano i desiderata del destinatario, di chi offre lavoro.

Come scrivere un curriculum vitae a prova di mercato, consigli indicazioni

Scrivere un curriculum vincente si può, ma a patto di osservare alcune regole di base. Il difficile, semmai, viene quando si tratta di mostrarsi convincenti, quando dichiariamo di essere la persona giusta, se non addirittura quella “ideale”, per la posizione ricercata, quando, cioè, ci troviamo nella condizione di dover comunicare che il nostro interesse per questa o quell’offerta è esclusivo, concreto e non una fiche puntata a casaccio. Quando, in altre parole, ci ritroviamo a mettere nero su bianco, consapevolmente, ciò che vogliamo e sappiamo fare, possibilmente meglio di qualche altro.

Chiarezza, pertinenza, precisione dell’esposizione e capacità di sintesi basata sono le migliori alleate di un buon curriculum. Dopotutto si sa, quello che conta in un curriculum è la prima impressione quella che conta. L’imperativo categorico: differenziarsi. Dobbiamo scrivere di noi, senza impantanarci in inutili dettagli, ma dobbiamo scrivere “per gli altri”, incuriosirli, convincerli ad approfondire di persona, comunicare che siamo noi “la soluzione al problema aziendale”.

A sorpresa, gli esperti sconsigliano, ove non esplicitamente richiesto, il formato europeo. Il motivo? Troppo “compilativo”. Le competenze, proprio per la loro natura empirica, non si possono risolvere in una fredda rassegna di attività svincolate da una contestualizzazione di fatto, quindi dalla descrizione degli episodi e delle circostanze concrete che le hanno portate a maturazione. Meglio, pertanto, un curriculum personalizzato, con un quid tutto suo, graficamente curato, refrattario allo schematismo, che sappia circoscrivere utilmente il modo e la misura delle nostre skills.

Come inserire i dati sul curriculum vitae e in quale ordine

  • E cosa c’è di più personale della propriafoto. Scegliamone una professionale, che mostri chiaramente il viso. Poi occhio all’anagrafica (dati personali), che si trova di solito in alto o in calce al cv, insieme ai contatti telefonici e mail (in questo caso consigliamo l’uso del nome-cognome).
  • Attenzione soprattutto alladata di nascita! Non è raro, infatti, che sia proprio questa la prima informazione del nostro curriculum su cui cade l’occhio del selezionatore (ad es. quando l’azienda pensa di adottare particolari tipi di contratto o di incentivi.)
  • Altrettanto delicata è la sezione intitolata “Istruzione e Formazione”. Segnaliamo subito le esperienze cronologicamente più vicine. In generale, nel descrivere il nostrocursus scolastico o universitario, si raccomanda qualche accenno agli esami e alle attività maggiormente caratterizzanti il percorso, specie se possono avere una qualche “risonanza” col profilo richiesto dal potenziale datore.
  • Capitolo “Esperienze professionali”. Diffidiamo dalle solite nomenclature fini a se stesse. Anche qui, insomma, vale la regola aurea della “recenza”. Descriviamo e circoscriviamo temporalmente cosa abbiamo fatto, ma soprattutto cosa abbiamo imparato a fare. Com’è noto, infatti, l’accento in un curriculum va sempre sulle competenze. Dopotutto è questo che interessa al datore: in che modo il candidato x può essermi utile?
  • Competenze professionali e tecniche, linguistiche, comunicative, relazionali e organizzative: è lì che si gioca la partita. Ovviamente, conviene sempre allegare tutte le certificazioni che ne confermano il possesso e segnalare tutte le referenze del caso. Da non sottovalutare nemmeno interessi culturali, sport, esperienze fuori confine. Mai omettere nessun particolare che possa aiutare a disegnare una storia unica e personale. Quando comunicato opportunamente, questo tipo di informazioni può (non di rado) deporre a favore del candidato (ad es. chi ha praticato sport particolarmente “duri”, meglio se di squadra, conoscerà senz’altro il senso del sacrificio, del gruppo-squadra e saprà comunicarlo a chi gli lavoro intorno).
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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto