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19 novembre 2018

Come diventare erborista: come fare e cosa sereve sapere

Come diventare erborista
Come diventare erborista

Come diventare erborista

Ecco come diventare erborista: dall’uso di tisane o preparati naturali e vegetali per stare meglio, a come aprire un’erboristeria.

Chi è, cosa fa, cosa vende un’erborista? Esiste un corso professionale in erboristeria? Quali corsi di erboristeria sono riconosciuti? L’erborista è un medico? Queste le domande a cui risponderemo in questa guida su come diventare erborista.

L’erborista è un venditore che nel suo laboratorio consiglia e prepara i prodotti necessari secondo le richieste del cliente.

Generalmente i suoi preparati non sono realizzati a scopo terapeutico, ma solo salutistico, cosmetico ed alimentare. Il suo lavoro consiste nel saper raccogliere, classificare e trasformare le piante medicinali che possiede nel rispetto delle norme vigenti. Ma per poter intraprendere quest’attività è fondamentale avere solide conoscenze botaniche ed ecologiche.

L’erborista deve essere in grado di consigliare al cliente i prodotti che possono soddisfare la richiesta ed anche per questo motivo non si può essere impreparati. È vero che molto spesso i prodotti all’interno di un’erboristeria sono già confezionati e bisogna conoscere le proprietà descritte sulla confezione, ma molto spesso altre indicazioni o controindicazioni non sono indicate sulla confezione dei singoli prodotti. E solo uno scrupoloso e preparato erborista può indicare con esattezza quali caratteristiche dei singoli prodotti possono provocare danni alla salute del cliente.

Come diventare erborista professionista con e senza laurea: come fare ad aprire un negozio

Abbiamo visto chi è e cosa fa un’erborista in un negozio di erboristeria. Ma come diventare erborista professionista? Esiste un percorso di laurea da seguire? Si può diventare erborista senza aver frequentato un corso universitario?

Aprire un negozio di erboristeria non è difficile. Ma la persona che vi lavora all’interno per poter esercitare la professione, deve conseguire un titolo di laurea triennale in Tecniche Erboristiche e conoscere le regole della normativa L.n. 99 del 1931 che indica i requisiti per la raccolta, la coltivazione e il commercio delle piante officinali, individuate nell’elenco di cui al Regio Decreto n. 772/1932. 

Durante il percorso di laurea lo studente dovrà studiare materie come biologia, chimica, scienze farmaceutiche e tecnologiche, integrate con discipline biomediche. Alla fine del percorso di studi l’erborista oltre a poter vendere i prodotti già confezionati che le case cosmetica inviano, potrà preparare e/o vendere miscele di erbe. Questo percorso di laurea è stato istituito da poco, infatti fino allo scorso anno, per poter essere erborista a tutti gli effetti, bastava seguire un corso e conseguire il diploma. Ma l’erborista può lavorare solo in negozi di erboristeria? 

Un erborista che abbia conseguito il titolo di studio, oltre a lavorare nei negozi di erboristeria, può lavorare nelle aziende agrarie come tecnico della coltivazione di piante medicinali e aromatiche, occupandosi della scelta dei metodi colturali più opportuni. Si occupa inoltre della valutazione dei principi attivi e della scelta dei metodi colturali più opportuni. Inoltre può lavorare anche come dipendente di imprese del settore.

Quanto guadagna un erborista: stipendio medio mensile

Ora sappiamo anche quale percorso di studi bisogna affrontare per diventare erborista e con quali mansioni ed in quali aziende può lavorare un futuro erborista. Ma quanto guadagna?

Lavorando in proprio, aprendo un negozio di erboristeria, i guadagni non sono stellari. A differenza di quanto può guadagnare un enologo, un erborista può guadagnare fino a 1.300 euro al mese. Generalmente non sono previsti aumenti di stipendio dati da un avanzamento di carriera, ma chi lavora nelle aziende o come libero professionista può aspirare a guadagnare qualcosa in più.

Un libero professionista, che lavora a consulenza, può decidere liberamente il proprio compenso da comunicare alla propria azienda. Quest’ultima può decidere se accettare o meno o rivolgersi ad altri consulenti altrettanto bravi. Mediamente anche per questa tipologia di lavoratori, i guadagni non superano i 1.300, 1.500 euro al mese. Stesso discorso è possibile farlo per chi lavora nelle aziende come dipendente. I guadagni, nonostante l’importanza e la responsabilità che implica questo lavoro non sono altissimi. E non superano i 1.500 euro al mese.

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