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24 Gennaio 2019

Significato della Giornata della Memoria: perchè il 27 gennaio

foto con il significato della Giornata della Memoria
foto con il significato della Giornata della Memoria

foto con il significato della Giornata della Memoria

Storia e significato della Giornata della Memoria: perché e cosa si festeggia il giorno 27 gennaio, data per ricordare e non dimenticare la Shoah, e l’Olocausto.

La Giornata internazionale della memoria dell’Olocausto si celebra ogni anno il 27 gennaio.

L’ONU ha stabilito la Giornata della memoria dell’Olocausto nel 2005, scegliendo il 27 gennaio perché è la data segna la liberazione del famigerato campo di sterminio di Auschwitz. Il Giorno della Memoria si celebra in tutto il mondo, non soltanto in Italia. Ed è diverso dal giorno della memoria dell’Olocausto in Israele, che si tiene in primavera, ed è chiamato Yom Ha Shoah.

Ma cosa si ricorda il 27 gennaio? Cosa è successo in questa data nel 1945? La mattina del 27 gennaio 1945 circa settemila uomini erano ancora detenuti nei campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau.

Oltre un milione di deportati trovò la morte ad Auschwitz. La stima degli ebrei sterminati ammonta a sei milioni. Ricordare è importante, il significato della Giornata della Memoria sta nella prevenzione dei crimini contro l’umanità. Questa importante iniziativa contribuisce a diffondere anche tra le generazioni più giovani la conoscenza ed il ricordo della Shoah. Online infatti si condividono foto, immagini e documentari che contribuiscono a mantenere vivo il ricordo della storia del 27 gennaio 1945.

Attraverso film, canzoni, libri e citazioni si persegue un unico scopo: quello di sensibilizzare le comunità nei confronti delle pagine nere della nostra storia. In televisione e sui giornali si analizzano le tematiche del genocidio e di tutti i crimini contro l’umanità. Promuoverne la prevenzione, la comprensione, la tolleranza e il dialogo tra razze e religioni diverse fondamentale. Soprattutto in questo particolare periodo storico.

Significato della Giornata della Memoria: storia e origine del giorno 27 gennaio, perché ricordare

La Giornata della Memoria si svolge il 27 gennaio di ogni anno. E’ un momento per ricordare i milioni di persone uccise durante l’Olocausto. Si condivide il ricordo delle persone cadute vittime sotto la persecuzione nazista e nei genocidi che seguirono in Cambogia, Ruanda, Bosnia e Darfur. Il significato della Giornata della Memoria della Shoah è proprio quello di imparare dalla storia del passato che il genocidio non si è svolto da solo. L’Olocausto è il risultato di un processo costante che può iniziare se la discriminazione, il razzismo e l’odio non vengono controllati e prevenuti.

La discriminazione non è terminata, né l’uso del linguaggio dell’odio o dell’esclusione. C’è ancora molto da fare per creare un futuro più sicuro. Ogni anno la Giornata della Memoria offre l’opportunità per onorare le esperienze delle persone colpite dall’Olocausto e del genocidio.

Non solo 6 milioni di ebrei, ma circa 18 milioni di non combattenti sono morti nell’Olocausto nazista. Questo numero non include le perdite subite durante i combattimenti armati durante la Seconda Guerra Mondiale. Alcuni dicono che dovremmo perdonare, dimenticare e concentrarci sul futuro. Ma uno studioso ha detto che esistono almeno tre buone ragioni per non dimenticare mai l’Olocausto: (1) È davvero successo; (2) è successo di recente; e (3) potrebbe accadere di nuovo. Il 27 gennaio il mondo ricorda che una persona può fare la differenza. (Oskar Schindler ha salvato centinaia di vite ebraiche). Non fare nulla significa che si sta facendo qualcosa. “Fare nulla è scegliere di non opporsi, ma potenziare il male.”

Il vero significato della Giornata della Memoria: cosa non dimenticare

La storia che la Giornata della Memoria invita a non dimenticare, si concentra in un unico importante evento: la liberazione di Auschwitz. Il campo di concentramento di Auschwitz è situato in Polonia ed era uno dei più grandi campi di sterminio ideati dai nazisti. Auschwitz, insieme ai campi di Birkenau e Monowitz facevano parte di un unico complesso che aveva un obiettivo comune: mettere in atto la cosiddetta “soluzione finale”. Nei campi di sterminio citati nel 1943 i documenti riportano che erano in funzione quattro camere a gas che utilizzavano una sostanza tossica nota Zyklon B.

All’inizio del 1945 l’offensiva sovietica prese le mosse da Vistola con l’obiettivo di raggiungere il cuore della Germania. Vistola era 200 km da Auschwitz. Con l’avanzata sovietica i nazisti intuirono che era necessario smantellare i campi di concentramento, testimonianza delle atrocità commesse ai danni di milioni di innocenti.

A metà gennaio le SS cominciarono ad evacuare il campo di Auschwitz. Molti prigionieri furono uccisi mentre altri, circa 60.000, furono costretti ad evacuare, prendendo parte alle cosiddette “marce della morte”. Il 27 gennaio, verso mezzogiorno, come testimonia Primo Levi, le prime truppe sovietiche del generale Kurockin entrarono ad Auschwitz e trovarono circa 7000 prigionieri che erano stati lasciati nel campo.

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