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20 Marzo 2019

Aprire una partita Iva regime forfettario: come fare, costi e tassazione

Aprire una partita Iva regime forfettario
Aprire una partita Iva regime forfettario

Aprire una partita Iva regime forfettario

Ecco come aprire una partita IVA regime forfettario: chi può accedere e come fare, quali requisiti ci sono, costi da affrontate per apertura e gestione, tassazione e cosa serve sapere.

Prima di poter accedere al regime forfettario bisogna conoscere le sue caratteristiche, i requisiti e le modalità di accesso, la tassazione e i costi e cosa cambia rispetto al regime Iva ordinario.

Bisogna quindi sapere se ci si può accedere, a fronte dell’attività che si vuole iniziare, e quali adempimenti fiscali comporta. In questo articolo troverete tutte le notizie necessarie per poter accedere al regime forfettario.

È stato introdotto con la Finanziaria 2015 ed ha abrogato tutti i regimi agevolativi in precedenza esistenti. Da poco è stato modificato dalla Legge di Bilancio 2019 che è intervenuta principalmente sui requisiti soggettivi e oggettivi richiesti ai fini dell’accesso.

Novità importanti ci sono anche per la tassazione dei redditi, con l’introduzione di una imposta sostitutiva ancor più bassa. Il regime forfettario rispetto a quello ordinario presenta indubbi vantaggi sia in termini di tassazione più bassa che in termini di semplificazione degli adempimenti fiscali. In tal senso, tutti gli esercenti una attività economica o professionale vorrebbero accedervi. Prima di farlo bisogna essere bene informati per evitare pesanti sanzioni.

Come aprire una partita Iva regime forfettario costi apertura e mantenimento

Modello AA912 Partita IVA ditte individuali e professionisti << SCARICA PDF

Modello AA7:10 Agenzia delle Entrate Partita IVA società << SCARICA PDF

A differenza del regime ordinario cambiano le modalità di accesso al forfettario. Possono aprire la partita Iva sia le imprese che i professionisti, inviando il modulo all’Agenzia delle Entrate.

Per le ditte individuali e per i professionisti è previsto il modello AA9/12 mentre per le società il modello AA7/10.

Se vi è obbligo di iscrizione del Registro Imprese, i modelli possono essere inviati con la Comunicazione Unica. Vale quale assolvimenti di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al Registro Imprese. Ha effetto ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali nonchè per l’ottenimento della partita Iva.

Se l’iscrizione al Registro imprese non è obbligatoria, i modelli possono essere inviati a qualunque ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Invio a mezzo servizio postale, per via telematica direttamente dal contribuente o da un professionista intermediario abilitato.

Chi vuole aprire una partita Iva regime in forfettario deve essere indicarlo nel modello. I costi di apertura e quelli di mantenimento sono pari a zero, salvo il compenso pagato al  professionista per l’invio della pratica. L’esborso è dovuto solo per l’iscrizione alla Camera di Commercio e al versamento dei diritti di segreteria.

Tassazione nel forfettario e costi di chiusura della partita IVA

Il regime forfettario, come caratteristiche, è rivolto alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti e professioni con una struttura produttiva e organizzativa di modesta entità.

Requisiti per aprire una partita Iva regime forfettario sono i ricavi ovvero compensi, ragguagliati all’anno, non superiori a euro 65.000,00.

Nel caso di esercizio contemporaneo di attività diverse, deve essere considerata la somma dei ricavi o dei compensi relativi alle diverse attività esercitate. Le imprese e i professionisti che applicano tale regime sono esonerati dal versamento dell’IVA e da tutti gli obblighi connessi. (Ad es. registrazione fatture emesse e corrispettivi, tenuta e conservazione dei registri e documenti).

Il reddito imponibile è determinato applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti nel periodo d’imposta. Un coefficiente di redditività che varia in relazione all’attività esercitata

Di seguito si riportano i vari coefficienti di redditività distinti per attività:

  • 40% per l’industria alimentare e delle bevande, il commercio all’ingrosso e al dettaglio, commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande. Per l’industria ricettiva e per la ristorazione;
  • 54% per il commercio ambulante di altri prodotti alimentari;
  • 86% per le costruzioni e le attività immobiliari;
  • 62% per gli intermediari del commercio;
  • 78% per le attività professionali e per i servizi finanziari ed assicurativi;
  • 67% per le altre attività economiche.

Applicazione imposta sostitutiva: aliquota del 15%

Ai fini della tassazione, al reddito imponibile cosi calcolato si applica una imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap. L’aliquota è del 15%. Il versamento deve essere effettuato negli termini previsti. Con le medesime modalità previste per il versamento dell’Irpef.

Al fine di favorire ulteriormente l’avvio di nuove attività, la Legge di Bilancio 2019 ha previsto un’imposta sostitutiva ancor più agevolata, con aliquota pari al 5%, a condizione che:

  • Il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio della nuova attività. Attività artistica professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • L’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo. Escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • Qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore al limite di euro 65.000,00.

Il venir meno di uno dei requisiti di accesso comporta l’esclusione dal regime forfettario. Chiudere è altrettanto semplice di come aprire una partita Iva regime forfettario. Rispetto al regime ordinario non ci sono costi. Unico onore è quello dovuto per la cancellazione dalla Camera di Commercio.

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