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23 Marzo 2019

Aprire una partita Iva come libero professionista: quale regime scegliere e costi

Aprire una partita come Iva libero professionista
Aprire una partita come Iva libero professionista

Aprire una partita come Iva libero professionista

Ecco cosa bisogna sapere per aprire una partita come Iva libero professionista: consigli su quale regime scegliere, quanto costa e cosa comporta. Quali adempimenti fiscali e contabili ci sono. Guida sulla tassazione

Come fare e cosa comporta aprire una partita Iva, sono due tra le principali domande che si pone un professionista per iniziare la sua attività. Non tutti sanno a chi rivolgersi e quanto costa.

Quale regime scegliere è molto importante e incide su quali adempimenti fiscali e contabili fare. Qual’è la tassazione? Anch’essa dipende dal regime scelto.

Cosa bisogna sapere e come fare per avviare l’attività in forma autonoma, all’inizio può essere dura, ci vuole solo un pò di pratica. Non c’è da avvilirsi sul come aprire la partita Iva, ci si può affidare anche a consulenti esperti.

Quando? Non c’è un momento preciso, di sicuro prima di iniziare la professione, quando tutto è pronto si può partire.

Di seguito si forniscono tutte le informazione da sapere per avviare un’attività professionale.

Come aprire una partita Iva come libero professionista: quale regime scegliere, cosa fare

L’attività di libero professionista può essere esercitata come Dottore Commercialista, Avvocato, Consulente del Lavoro, tutte distinte per codice ateco. Quale regime scegliere in base all’attività? Si può optare per il regime ordinario o per quello forfettario. Quello ordinario è il regime naturale mentre quello agevolato deve essere espressamente richiesto in sede di apertura della partita Iva. La scelta cosa comporta? Nel regime forfettario la tassazione è più bassa e c’è una semplificazione degli adempimenti fiscali e contabili da fare.

Su come aprire una partita come Iva libero professionista in regime forfettario nel 2019 bisogna sapere che ci sono requisiti da rispettare. Per accedere, i ricavi o i compensi, ragguagliati all’anno, non devono essere superiori a euro 65.000,00. Come fare e a chi rivolgersi per avviare la professione è semplice, basta compilare e inviare il modello AA9 all’Agenzia delle Entrate. Quando non si posseggono i requisiti richiesti per l’accesso al regime agevolato, nel modello non deve essere compilato il quadro “Regimi fiscali agevolati”. In caso contrario deve essere indicato il numero 2.

Ai fini Iva, il lavoratore autonomo in regime forfettario non addebita l’imposta nè esercita il diritto alla detrazione dell’imposta assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti nazionali, comunitari e sulle importazioni. Pertanto, le fatture emesse non recano l’addebito dell’imposta.

Costi e tassazione in base al regime, a attività e fatturato, regime ordinario

Quanto costa iniziare l’attività e per quanto riguarda gli adempimenti fiscali, non è dispendioso. I costi di apertura della partita Iva sono pari a zero, salvo i diritti di segreteria da versare alla Camera di Commercio in caso di iscrizione al Registro Imprese.

La tassazione varia in base al regime scelto, come di seguito descritto.

Il professionista in regime ordinario deve pagare l’iva, è soggetto alla ritenuta d’acconto e non ha diritto alla semplificazione contabile e fiscale. L’adozione di tale regime comporta la tenuta dei libri Iva, nonchè dei registri contabili previsti dal codice civile. Nonché da altri registri previsti da disposizioni di legge. Per di più non c’è l’obbligo della dichiarazione Iva trimestrale e annuale.

La tassazione sul reddito è piena, cosi come le addizionali regionali e comunali e l’irap, e varia per scaglioni reddito, ecco quali:

  • 23% per i redditi fino a euro 15.000,00;
  • 27% per i redditi da euro 15.000,00 a euro 28.000,00;
  • 38% per i redditi da euro 28.000,00 a euro 55.000,00;
  • 41% per i redditi da euro 55.000,00 a euro 75.000,00;
  • 43 % per i redditi oltre 75.000,00.

Aprire una partita come Iva libero professionista con regime forfettario

Aprire una partita Iva in regime forfettario prevede una tassazione agevolata. Ossia l’applicazione sul reddito imponibile di una imposta sostitutiva del 15% delle imposte sui redditi. Il reddito imponibile è determinato applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti nel periodo d’imposta un coefficiente di redditività pari al 78%.

Al fine di favorire l’avvio di nuove attività, per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata è per i quattro successivi, l’aliquota del 15% è stabilita nella misura del 5%. Tale disposizione è in vigore dal 2019 ed è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2019.

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